McLaren, il nuovo design rompe con il passato e cambia il concept

Set 24, 2026

Giuliano Duchessa

La McLaren arrivata a Baku porta una delle modifiche concettualmente più interessanti viste durante la stagione. Non è semplicemente un’evoluzione delle pance precedenti: osservando il confronto con la vecchia specifica, a Woking sembrano aver deciso di rompere con una parte importante del concept utilizzato finora, che peraltro proveniva dall’esperienza delle auto Venturi, abbandonando soprattutto l’impostazione di downwash più estrema.

La differenza parte dall’ingresso dei radiatori. La nuova presa assume proporzioni differenti, con una geometria completamente rivista sia nella parte superiore sia nel labbro inferiore. Ma è soprattutto quello che succede immediatamente dietro a raccontare il cambio di filosofia.


Sulla vecchia configurazione la carrozzeria veniva utilizzata in maniera molto aggressiva per portare il flusso verso il basso. La superficie superiore della pancia presentava una discesa particolarmente pronunciata, creando quel forte effetto downwash che era diventato una caratteristica della McLaren.

A Baku questo concetto appare decisamente meno estremo.

La nuova carrozzeria presenta volumi più pieni e una diversa distribuzione delle superfici, rinunciando almeno in parte alla forte rampa discendente precedente. Non significa naturalmente che il downwash sia scomparso, ma cambia sensibilmente il modo in cui viene gestito il flusso attorno alla fiancata.

McLaren libera diversamente la parte inferiore del pavimento

Contemporaneamente è stato modificato parecchio l’undercut. La nuova pancia libera maggiormente la zona inferiore, creando un passaggio più definito tra sidepod e fondo.

È probabilmente qui che si trova una delle chiavi del nuovo concept. Riducendo l’enfasi sul downwash superiore, McLaren sembra voler spostare maggiormente il lavoro sulla gestione del flusso attorno e sotto la pancia, migliorando la qualità dell’aria che raggiunge il fondo e successivamente il retrotreno.

Il cambiamento va quindi letto nel suo insieme. Non è stato modificato soltanto l’aspetto esterno della fiancata: è cambiato il modo in cui la carrozzeria organizza e distribuisce i flussi verso valle.

E la conferma arriva direttamente dalla documentazione tecnica presentata dal team alla FIA.

McLaren parlava esplicitamente di nuovo ingresso delle pance e revisione di engine cover e coke line, sviluppati insieme per migliorare il flow conditioning verso il retrotreno. Il nuovo percorso aerodinamico ha richiesto di intervenire anche più a valle.

Dal sidepod fino al diffusore

Il pacchetto comprende infatti un nuovo bordo del fondo, un diffusore rivisto e modifiche ai fairing della sospensione posteriore. McLaren spiega che proprio le differenti condizioni del flusso generate dalla nuova carrozzeria vengono sfruttate dal nuovo floor edge, mentre il diffusore è stato adattato per estrarre maggiore prestazione dalla nuova topologia aerodinamica.


Anche i fairing della sospensione posteriore sono stati modificati proprio in conseguenza delle nuove condizioni del flusso proveniente da monte.

C’è poi un dettaglio particolarmente interessante: McLaren ha omologato anche una geometria alternativa della pancia, utilizzabile insieme alla nuova carrozzeria per modificare ulteriormente le caratteristiche aerodinamiche del pacchetto. Le nuove feritoie di raffreddamento completano invece il lavoro, permettendo differenti livelli di cooling con il minor compromesso aerodinamico possibile. Questo é visibile anche dalla riduzione degli ingombri delle prese ausiliari dell’airbox.

È quindi la stessa McLaren a chiarire indirettamente la dimensione dell’intervento: cambiando la carrozzeria è cambiata la struttura del flusso fino al retrotreno, rendendo necessario riadattare fondo, diffusore e sospensione. Anche la pinna del cofano é stata rivista, il che dimostra che ora in curva l’auto proteggerà diversamente l’ala posteriore.

Più di un aggiornamento per Baku

Baku richiede naturalmente grande efficienza.

Il lunghissimo tratto in pieno rende costoso qualsiasi incremento della resistenza, mentre la parte più lenta continua a richiedere una buona quantità di carico.

Ma sarebbe riduttivo interpretare tutto questo esclusivamente come un adattamento al circuito azero. Solo le cooling louvres vengono infatti indicate dal team come modifica specifica per il circuito; gli altri interventi sono classificati come aggiornamenti destinati alla prestazione e al flow conditioning.

La portata del pacchetto racconta quindi un lavoro molto più profondo.

McLaren non ha semplicemente affinato una macchina ormai conosciuta. A Woking hanno scelto di rimettere mano a uno degli elementi che maggiormente definivano il comportamento aerodinamico della MCL40, allontanandosi dal downwash più estremo e cambiando il modo di alimentare tutta la parte posteriore della vettura.

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