A Madrid, Mercedes aveva provato una propria interpretazione del concetto FTM, intervenendo direttamente nella zona dello scarico della W17. Nelle FP1 era infatti comparsa una piccola aletta sopra il terminale, pensata per sfruttare maggiormente l’energia del flusso dei gas di scarico. Poche ore più tardi, però, il componente era già stato smontato. Una sparizione così rapida, su un dettaglio tecnico comunque funzionante, merita una spiegazione più approfondita di un semplice “non ha convinto”.
Perché Mercedes ha rinunciato alla mini-FTM dopo un solo turno
Secondo quanto appreso da AutoRacer, la decisione è arrivata dopo aver valutato il bilancio complessivo della soluzione, e da Mercedes era filtrata una conclusione piuttosto chiara: «I benefici garantiti dalla soluzione non compensavano la perdita di potenza legata all’utilizzo dell’aletta». La mini-FTM aggiungeva effettivamente carico aerodinamico, sfruttando l’interazione tra i gas di scarico e il piccolo profilo — non si è trattato quindi di un componente che non funzionava, ma di un compromesso che, in pista, non ha retto al bilancio complessivo.

Credit: Rosario Giuliana
Il vantaggio, infatti, aveva una controindicazione tutt’altro che trascurabile: la soluzione finiva per penalizzare l’utilizzo del turbo, riducendo il beneficio complessivo ottenibile dalla Power Unit. Mercedes riusciva a trovare qualcosa sul fronte aerodinamico, ma per alimentare efficacemente il funzionamento della mini-FTM era necessario accettare un piccolo costo sul lato motore. Non tanto in termini di potenza, quanto in una certa instabilità che si veniva a creare in determinate fasi, così che il carico aggiuntivo dato dalla soluzione non è risultato sufficiente a giustificarlo. Da qui la scelta di smontare il componente già nelle seconde libere, prima ancora di portarlo in qualifica o in gara. Un dettaglio che racconta bene quanto, in questa generazione di vetture, il confine tra guadagno aerodinamico e costo sul lato power unit sia diventato ancora più sottile.

Credit: Rosario Giuliana
A Maranello il lavoro sull’FTM era stato integrato più profondamente nello sviluppo del retrotreno, cercando di ottimizzare fin dall’origine l’interazione tra parte motorista e aerodinamica. Mercedes è invece intervenuta in corso d’opera, esplorando comunque una strada decisamente più semplice ed economica in termini di tempo di sviluppo — un approccio più rapido da testare, ma anche più facilmente reversibile.



