Charles Leclerc ha chiuso al quarto posto un GP Spagna trascorso per la maggior parte dei giri al comando, ma le circostanze in cui è maturato il risultato non lasciano rimpianti al monegasco. Il primo posto temporaneo è stato infatti figlio di una sosta ritardata il più possibile, sfruttando le gomme Hard montate al via e sperando in una Safety Car propizia nel finale. L’assist non è arrivato e per la Ferrari numero 16 è arrivato il miglior risultato possibile oggi al Madring: il monegasco rifarebbe tutto alla stessa maniera, mentre i rimpianti sono tutti per la qualifica in cui la SF-26 si è dimostrata ancora inferiore ai rivali diretti.
Leclerc: “Alla fine non c’era il passo, ma non entrerò nel dettaglio”
La Ferrari ha scelto di differenziare le strategie e Leclerc è partito con la gomma dura. Come dimostrato in senso negativo dalla Mercedes con George Russell, rimanere fuori durante la Virtual Safety Car instaurata per il ritiro di Lance Stroll è stata la scelta giusta. Il monegasco promuove pienamente le scelte di oggi a Madrid: “Avremmo potuto fare molte cose diverse, ma credo che la scelta migliore per noi oggi fosse proprio quella che abbiamo adottato. Insomma, se dovessi rifare la gara, farei esattamente la stessa cosa: partire con le morbide all’inizio non mi avrebbe dato l’opportunità di fare nulla di speciale. Sarei finito con la stessa strategia dei piloti davanti a me e non sarebbe servito a molto, considerando che non ci sono stati sorpassi. Quindi, la strategia hard-soft era quella giusta, così come attendere la Safety Car nel finale, ma purtroppo non è mai arrivata“.

Poco prima del suo pit stop, Leclerc si è aperto via radio con il suo ingegnere di pista Bryan Bozzi per capire esattamente per quale posizioni stesse lottanod: “Ovviamente io e Bryan non abbiamo parlato molto durante la gara, perché su una pista del genere volevo ridurre al minimo le comunicazioni – ha spiegato il pilota della Ferrari – A un certo punto, però, ho voluto verificare per capire esattamente per cosa stessimo lottando, dato che dall’abitacolo non mi era chiaro. Alla fine credo che il passo fosse piuttosto buono con le gomme dure; con le morbide, nel finale, non ho potuto spingere davvero per altri motivi, ma lo stint con le dure è andato bene. Alla fine, l’aspetto che paghiamo è il passo in qualifica: quando parti più indietro, poi in gara diventa molto difficile recuperare posizioni“.
Negli ultimi 9 giri, montato il set di gomme morbide, ci si sarebbe aspettati un Leclerc molto veloce. In realtà, il monegasco ha dovuto addirittura difendersi dal ritorno di George Russell alle sue spalle: “Non c’era il passo, per una ragione che so, ma non andrò più in dettaglio – ha detto Leclerc lasciando un alone di mistero – Non era questione di bilanciamento, era qualcos’altro che non c’entra niente con il bilancio, con la performance della macchina, ma qualcosa che mi impediva di spingere come volevo. Quindi gestivo solo il gap dietro, ambire a fare terzo era impossibile, quindi ho solo salvato e portato la macchina alla fine“.

Nessuna polemica, invece, sui concitati attimi in cui si è trovato alle spalle di Lewis Hamilton alle prese con il problema ai freni. Leclerc ritiene che il suo compagno di squadra abbia lasciato strada il prima possibile: “L’ha fatto molto, molto in fretta. Non stavo perdendo molto tempo perché, visti i problemi ai freni, tagliava le curve; quindi no, non mi ha rallentato e comunque non sarebbe cambiato nulla“.
Il problema della qualifica
Su una pista come quella di Madrid, dove superare è quasi impossibile, è emerso ancora una volta come il tallone d’Achille della Ferrari SF-26 sia la qualifica: “Non credo affatto che siamo inferiori agli altri – ha detto a riguardo Leclerc – Penso semplicemente che, in generale, la nostra vettura sia un po’ meno competitiva in qualifica rispetto alla gara: con meno carburante, quando bisogna aggredire i cordoli… Ieri, in particolare, la McLaren è stata fortissima e noi ci siamo trovati un po’ in difficoltà sotto questo aspetto. Probabilmente abbiamo pagato dazio proprio per questo motivo durante il weekend. Ma, nel complesso, ho sempre la sensazione di partire un passo indietro in qualifica“.
Sul tema, Leclerc ha poi ancora aggiunto: “Credo che la nostra vettura sia competitiva in gara, ma dobbiamo capire come sbloccare maggiore prestazione in qualifica. Sappiamo che la gestione del deployment è più problematica il sabato rispetto alla domenica; non esistono soluzioni immediate, ma qualsiasi intervento volto a migliorare le prestazioni del sabato sarà molto utile per i nostri risultati in gara“.



