Norris, il campione del mondo che continuiamo a sottovalutare

Set 12, 2026

Rosario Giuliana

Lando Norris ha aperto ufficialmente le statistiche e l’albo d’oro del neo-circuito del Madring, soffiando la pole di soli undici millesimi a Kimi Antonelli. Il dato cronometrico racconta soltanto una parte della storia di una qualifica comunque tiratissima e molto incerta fino allo scadere. La McLaren vista al Madring non era sembrata fino a quel momento la vettura da battere, tutt’altro. Per lunghi tratti del fine settimana la MCL40 aveva mostrato di essere forse il top team meno candidato a un piazzamento al palo, nonostante comunque i distacchi contenuti fra i quattro top team.

Norris ha tirato fuori un 1’31″824 che gli è valso la pole, con una prestazione ancora più significativa considerato il venerdì praticamente dimezzato del pilota papaya in virtù dal problema al cambio occorso nella seconda sessione di libere.

Forse è proprio questo il punto: Lando Norris continua, in qualche modo, a essere sottovalutato.

Stella: “Uno dei giri più impressionanti che abbia mai visto”

A dare una dimensione reale alla prestazione è stato Andrea Stella. Il Team Principal McLaren non è solitamente incline a utilizzare parole particolarmente enfatiche, piuttosto si “limita” spesso a una analisi tecnica della prestazione. Questa volta il numero uno al muretto McLaren non ha avuto molti dubbi: “È stato sicuramente uno dei giri più impressionanti a cui abbia assistito da persona che guarda la telemetria da circa 450 Gran Premi”.

Stella ha poi proseguito: “In nessuna fase del weekend abbiamo dimostrato che la macchina fosse al livello per essere da pole position. Eravamo piuttosto carenti nel primo settore, nelle curve lente e sui cordoli, e per i piloti era molto difficile mettere insieme un giro”. La MCL40 per certi versi si è spesso comportata da seconda forza in campo dopo Mercedes in maniera piuttosto costante nella seconda parte di stagione, specialmente dal GP del Belgio. Con gli aggiornamenti introdotti fra Ungheria e Olanda la vettura, soprattutto nelle mani di Norris, mantiene una certa costanza di rendimento. “Credo che la cosa più impressionante sia il fatto che sia comunque una pole position nonostante abbia perso tre decimi e mezzo nell’ultima curva. Significa che, senza quel problema, sarebbe stata una pole piuttosto netta”.

Lando ha trovato circa sette decimi nel momento decisivo della Q3, ma ne ha lasciati oltre tre nell’ultima curva. Stella ha spiegato come quell’errore sia stato, in un certo senso, una conseguenza di tutto ciò che era accaduto nella fase di preparazione del giro e nel giro stesso, dove il britannico aveva chiesto così tanto alle gomme che, arrivato all’ultima curva, non aveva più lo stesso grip a disposizione, spiega il Team Principal italiano. “Il giro stava arrivando molto più veloce rispetto a qualsiasi altro giro. Aveva estratto molto di più dagli pneumatici, ma le gomme erano stanche e Lando non ne ha tenuto sufficientemente conto. È entrato in curva con la stessa aggressività delle precedenti e ha perso più di tre decimi“.

Norris sta guidando da campione del mondo

È però l’analisi della telemetria raccontata da Stella a dare probabilmente la misura migliore della pole. La cosa che rende unico quel giro è la precisione: la frenata, la velocità portata in ingresso, il modo di prendere il cordolo, l’apertura del gas. Tutto è stato eseguito con un livello di precisione davvero unico. È stata un’incredibile precisione nell’esecuzione, metro dopo metro”.

McLaren aveva lavorato durante il weekend per correggere soprattutto le debolezze della MCL40 nelle curve lente e sui cordoli, oltre alla decisione a monte di non portare l’ala ribaltabile “H-wing”. Curva 1, curva 2, la sequenza 5-6, curva 7 e curva 20 erano diventate alcuni dei punti principali sui quali intervenire attraverso il setup. Ma una cosa è mettere la macchina nella condizione di poter generare prestazione, un’altra è estrarla. Ed è qui che Norris ha fatto la differenza.

stella mclaren monza

Il guadagno nel primo settore arriva per il 50% dalle curve 5 e 6 e per l’altro 50% dalle curve 1 e 2. La macchina è stata completamente cambiata rispetto all’inizio delle FP1 per funzionare bene in queste curve”, ha spiegato Stella. Poi una frase forse ancora più significativa: Se montassimo un altro set di pneumatici, sicuramente recupereremmo quello che abbiamo perso nell’ultima curva, ma non sono affatto sicuro che riusciremmo a ripetere ciò che Lando ha fatto nelle prime 21 curve”.

Il Mondiale 2025 ha dato grande consapevolezza

C’è poi un discorso più ampio che va oltre Madrid. Norris ha vinto il suo primo titolo mondiale nel 2025, ma la stagione attuale sta forse mostrando una versione più completa del pilota inglese. Il livello mostrato da Lando in questo 2026, paradossalmente, resta più alto dell’anno pregresso, se prendiamo come riferimento soprattutto la prima del 2025.

La classifica prima della gara di Madrid dice Antonelli 267 punti, Russell 201, Hamilton 191 e Norris 171. Ma soprattutto racconta un confronto interno piuttosto netto: Piastri è fermo a 116 punti, cinquantacinque punti di differenza tra i due piloti McLaren, con due vittorie nelle ultime tre gare per il campione in carica.


E la situazione è interessante proprio perché la MCL40 non sembra essere una macchina semplice da interpretare. Stella l’ha definita “un progetto ancora immaturo”, soprattutto aerodinamicamente. Un “pericolo” concreto soprattutto per la seconda piazza nei costruttori per Ferrari, senza tralasciare il fatto che McLaren disporrà del motore Mercedes “aduato” non appena si avrà il nulla osta da Brixworth. La monoposto di Woking funziona naturalmente bene nelle curve veloci e nei tratti scorrevoli, mentre diventa molto meno prevedibile quando bisogna combinare frenata, ingresso nelle curve lente e aggressione dei cordoli.

Norris-Piastri come Antonelli-Russell: due situazioni quasi speculari

McLaren e Mercedes stanno vivendo, con proporzioni e dinamiche differenti, due situazioni quasi speculari. Due monoposto competitive, ma con un pilota capace di estrarre con maggiore continuità qualcosa che il compagno fatica maggiormente a trovare.

Proprio Stella aveva già spiegato a Monza come Piastri avesse dovuto modificare alcuni aspetti del proprio stile di guida per adattarsi alle richieste della MCL40. Anche dopo Madrid il Team Principal ha ribadito che l’australiano sta attraversando un processo di crescita. “Stiamo facendo un percorso simile anche con Oscar. Per il momento vediamo meno risultati, ma arriveranno”, ha spiegato.

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