Il primo sabato della Formula 1 al Madring ha confermato quanto visto sin dalle prove libere con valori sono estremamente ravvicinati . A spuntarla, a sorpresa, è stato Lando Norris, autore di un ultimo giro di altissimo livello che gli ha consegnato la pole position del Gran Premio di Spagna davanti a Kimi Antonelli e Max Verstappen. Una qualifica che lascia invece parecchio amaro in bocca alla Ferrari. Dopo quanto mostrato nelle prove libere, la SF-26 sembrava avere il potenziale per puntare almeno alla seconda fila, se non qualcosa di più approfittando di una situazione particolarmente compatta al vertice. Alla fine, però, il risultato raccolto è inferiore rispetto alle aspettative e soprattutto rispetto al potenziale intravisto nel corso del weekend.
Ferrari: il potenziale c’era, il risultato no
Al termine del primo tentativo Lewis Hamilton era infatti davanti a tutti, confermando come la Ferrari avesse la possibilità di inserirsi nella lotta per le primissime posizioni.
Una situazione ancora più significativa considerando la configurazione della Power Unit utilizzata dal britannico. La differenza prestazionale tra l’ADUO 2 e l’ADUO 1 può essere quantificata nell’ordine di circa due decimi sul giro secco in una pista come quella del Madridring, un margine tutt’altro che trascurabile in una qualifica nella quale i distacchi sono stati estremamente contenuti. Non ha nascosto infatti questo dispiacere lo stesso Charles Leclerc, soddisfatto del suo giro, ammettendo però che “forse sono andato un po’ oltre il limite in alcune curve, ed ho perso anche per la vecchia specifica di motore, ma è colpa mia”
Hamilton aveva quindi costruito una vera opportunità con il primo giro della Q3, ma non è riuscito a sfruttarla nel momento decisivo. La pista nell’ultimo stint è parsa migliorare significativamente nell’ultimo stint dove in vetta Antonelli ha migliorato di quasi 3 decimi.

Nell’ultimo tentativo il sette volte campione del mondo non ha trovato il miglioramento necessario mentre davanti gli avversari hanno alzato ulteriormente l’asticella. A complicare il tutto un errore tra curva 1-2 che, come confermato da Frederic Vasseur, è costato subito un deficit di un decimo e mezzo nel giro dell’inglese.
È proprio il confronto con quanto visto nelle prove libere a rendere più pesante il sabato della Ferrari. Venerdì Leclerc aveva chiuso a soli 113 millesimi da Antonelli, con Hamilton ad appena 149 millesimi, mentre nella FP3 il monegasco era stato ancora una volta il primo inseguitore della Mercedes.
La SF-26 era quindi stabilmente dentro la battaglia, e la sensazione- soprattutto lato box numero 44 è quella di non aver massimizzato. Il rimpianto principale per Maranello più è non essere riuscita a sfruttare fino in fondo l’occasione nel momento in cui la pista offriva il massimo, all’ ultimo tentativo .
Norris trova il giro nel momento decisivo
Chi invece ha massimizzato tutto è stato Lando Norris. Il pilota McLaren ha trovato un “perfect lap” – come lo ha definito nel post gara – prendendosi la pole nell’ultimo tentativo, che alla vigilia appariva tutt’altro che scontata.
Il britannico aveva inoltre vissuto un venerdì complicato, perdendo praticamente tutta la FP2 per un problema al cambio, mentre Mercedes e Ferrari avevano mostrato un passo immediatamente competitivo.

Antonelli fa il suo e resta il riferimento per la gara
Nonostante la pole sfuggita, Kimi Antonelli rimane però uno dei principali favoriti per la vittoria di domenica. Mercedes ha mostrato una competitività molto solida per tutto il fine settimana: George Russell aveva chiuso davanti a tutti la FP1, mentre Antonelli aveva comandato le restanti sessioni.
La W17 sembra adattarsi molto bene ad alcune caratteristiche specifiche del Madring, riuscendo ad aggredire con grande efficacia i cordoli e disponendo di un’ottima trazione nelle ripartenze dalle curve più lente.
La seconda posizione in griglia non cambia il quadro in vista della gara per l’italiano, mentre può considerarsi deluso il compagno Russell.



