Madring: ecco perche sarà una sfida per ingegneri e piloti

Set 10, 2026

Paolo D’Alessandro

C’è un nuovo circuito nel calendario della Formula 1 ed è quello di Madrid: il Madring. La pista è stata inaugurata recentemente, anche alla presenza di Carlos Sainz Jr, ed è stata poi utilizzata in ben due occasioni speciali: i test di Formula 3 e il filming day della Ferrari – che ha attirato anche la curiosità di Fernando Alonso, che non ha mancato di sottolinearlo in conferenza stampa.

Tutti i piloti stanno cercando di prepararsi al meglio possibile. Ovviamente c’è il simulatore, che tutti hanno sfruttato il più possibile; a questo si aggiunge l’opportunità di girare con auto sportive non F1, come capitato a Carlos Sainz. Gli unici che hanno guidato qui con una F1 reale, 2026, sono stati proprio Lewis Hamilton e Charles Leclerc.

E’ presto per dare giudizi, ma tutti i piloti si sono espressi verso il Madring esprimendo voglia di scendere in pista ed anche rispetto e curiosità per la sfida tecnica che questo circuito può rappresentare. E’ stato definito come un mix tra Jeddah e Baku, ed anche in parte Macao. Sarà una sfida inedita per tutti e con un tema che è subito diventato protagonista: i muri e rischi di bandiere rosse.

Madring: una sfida tecnica e fisica per piloti e per le auto

“Al simulatore sono andato a muro praticamente in ogni curva possibile” ha detto Pierre Gasly dal paddock spagnolo. A fargli da eco c’è stato anche George Russell che ha fatto riferimento al test di F3, dove molti episodi sono avvenuti. “Ho sentito che ci sono state 20 bandiere rosse e non capivo come fosse possibile. Quando l’ho provata al simulatore invece ho pensato ‘non so come sia possibile che ci siano state SOLO 20 bandiere rosse”.

Madring Madrid

Foto account X: @F1

Il tema secondo il pilota britannico della Mercedes è che ci sono molte curve che andranno affrontate in combinato: ossia sterzando quando è ancora in corsa la frenata. “Quello è il momento in cui un bloccaggio può avvenire più facilmente, ed i muri sono lì di fianco. Penso sia una delle piste più pericolose del calendario”. Ai piloti servirà dunque prendere confidenza, gradualmente, con la pista, facendo attenzione anche alle condizioni del tracciato in se.

Il giorno del filming day Ferrari, con un tracciato che ancora non era completato al 100% in tutte le sue infrastrutture, si era vista tanta polvere nella pit lane, ma non solo. “Molto dipenderà dal livello di grip che troveremo e da quanto sporca sarà la pista, e di conseguenza a quanta evoluzione ci sarà da FP1 alle Qualifiche” ha detto Fernando Alonso in conferenza stampa.

A questo va aggiunto anche il solito problema che può presentare un asfalto nuovo con il bitume e l’olio che può salire in superficie e minare ancor di più il livello di grip. Queste sono incognite e sfide che team e piloti scopriranno in pista solamente da domani, ma tutti sembrano abbastanza preparati ad una due giorni parecchio complicata. “Alcune frenate saranno a ruote dritte, altre no. Non ci sarà margine di errore. Trovare il giro perfetto sarà complicato.” ha avvisato Andrea Kimi Antonelli. Franco Colapinto ha sottolineato invece che sarà una sfida fisica per i piloti e che al termine della gara potrebbe anche ‘pagare il conto’, così come Arvid Lindblad ha dichiarato che il circuito appare molto sfidante, sotto tutti i punti di vista, già dal simulatore.

Tra i piloti, c’è anche Max Verstappen, che ha fatto parlare direttamente la pista. In un video social pubblicato dalla stessa Red Bull, il campione del mondo olandese ha provato un giro di pista virtuale del Madring con un risultato che non si augura sia quello reale. “In alcuni tratti può essere pericolosa, ma è un po’ come Jeddah, anche se ci sono più curve lente, ma le sensazioni sono simili ed è facile fare errori”

Sfida anche tecnica per auto e gomme. “Ho sentito che si sono rotte sospensioni e telai durante i test di F3” aveva dichiarato negli scorsi giorni il Team Principal della Williams, James Vowles. Chiaramente le Formula 1 sono più strutturate e resistenti, ma sarà un tema da tenere d’occhio. Così come il setup, che non sarà semplice da trovare tra rettilinei e curve, con parti di pista molto diverse tra loro.

La Pirelli aveva già annunciato come uno dei tratti distintivi del circuito, la Monumental, ossia la curva lunga sopraelevata, sarà molto diversa da quella a cui tutti sono abituati con Zandvoort “Trasmetterà molta più energia agli pneumatici perché potranno spingere, e si potranno usare linee diverse”. Insomma, chiunque è atteso ad una due giorni di prove, sperimentazioni ed anche errori.

FIA decide alti limiti di ricarica energetica

Le caratteristiche del tracciato rendono la pista, sulla carta, completa; una serie di curve ad alta velocità, con tratti che ricordano appunto Jeddah, molto stretta, curve lente e molto tortuosa, con poi lunghi tratti di rettilineo, come accade a Baku, dove trovare il giusto equilibrio tra carico ed efficienza appare complicato. Sarà una sfida quindi per telaio ed aerodinamica, ma anche per i motori. Nella mappa ufficiale della FIA, insieme alle indicazioni per i motori, viene indicato come 7.5MJ il limite di ricarica in Qualifica, 8.5 in gara che diventa 9 con l’utilizzo della modalità Overtake; sono tra i valori più alti del campionato e di quelli ‘opzionabili’ della Federazione.

Intanto, tutti i piloti hanno un’idea chiara: andare in prova libera per girare il più possibile. In questo senso, anche la Ferrari ha preso una decisione con Charles Leclerc nel non rischiare il motore ADUO 2 di Monza, salvo, ma che se avesse presentato un eventuale problemi imprevisto avrebbe potuto pesantemente condizionare il weekend. Attesa dunque per le FP1 per un circuito insidioso, veloce, tecnico e che ai piloti potrebbe anche dare gusto ed essere una sfida reale, anche con le vetture 2026.

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