Il risultato finale racconta soltanto una parte della storia delle qualifiche di Monza per la McLaren: Oscar Piastri aveva infatti chiuso la Q3 con il terzo tempo, mentre Lando Norris scatterà dalla nona posizione, con diversi fattori hanno impedito alla squadra di estrarre tutto il potenziale della MCL40. E, come spiegato da Andrea Stella, non si è trattato di un singolo problema.
Il Team Principal McLaren ha infatti sottolineato come a Monza la prestazione pura della vettura rappresenti soltanto uno degli elementi necessari per essere competitivi. “Più in generale direi che, anche se solo a volte abbiamo eseguito bene dal punto di vista delle prestazioni, come in Q2, in cui avevamo le due vetture P1 e P2, sia Oscar che Lando hanno guidato molto bene“. Ma proprio nella Q2 è arrivato anche l’impeding che ha coinvolto Piastri e Liam Lawson, episodio che è costato al pilota australiano una penalità di tre posizioni sulla griglia.
“Dal punto di vista dell’esecuzione, che è l’aspetto più ampio delle corse e non riguarda solo la pura velocità della vettura, ci sono diversi fattori”, ha aggiunto Stella. Ed è proprio qui che la McLaren ritiene di aver lasciato qualcosa per strada.
McLaren: il Q3 delle qualifiche di Monza tra scia e gestione della batteria

Credit: MAteusz Mróz
Il primo tentativo della Q3 aveva dato indicazioni positive. Entrambe le McLaren erano state posizionate correttamente per sfruttare la scia, anche se Norris aveva probabilmente lasciato troppo spazio alla vettura davanti, perdendo tempo in alcune curve. Piastri, invece, aveva completato quello che Stella ha definito “un ottimo giro“.
La situazione è però cambiata nell’ultimo run. “Poi nell’ultimo run ci troviamo davanti al gruppo. Abbiamo riscontrato alcuni problemi nella gestione della batteria e qui a Monza ogni 1% di carica della batteria costa una quantità significativa di millisecondi”, ha spiegato il Team Principal. Un dettaglio tutt’altro che secondario sul tracciato brianzolo, dove l’efficienza della power unit e la corretta distribuzione dell’energia possono valere una differenza importante sul cronometro.
A complicare ulteriormente il quadro è arrivato poi il bloccaggio di Piastri alla prima chicane, che gli ha impedito di migliorare il proprio tempo. L’episodio ha avuto conseguenze anche sulla prestazione di Norris, che si trovava alle sue spalle e non ha potuto sfruttare al meglio la scia.
Il risultato è stato quindi inferiore al potenziale mostrato dalla MCL40 durante la sessione. “Nel complesso ci sono molteplici aree in cui non abbiamo eseguito al livello che avremmo dovuto“, ha ammesso Stella. “A Monza la posizione della vettura in pista è importante tanto quanto la prestazione di base della vettura. E anche la gestione della power unit e dei freni è ancora una volta importante quanto questi altri fattori“.
Il dato più importante, tuttavia, è che il problema della batteria non è stato legato a un guasto tecnico. Stella ha chiarito che in Q3 “non c’è stato alcun legame con l’hardware“: tutto è dipeso “dal posizionamento in pista e dalla gestione della batteria“, quindi da variabili che erano sotto il controllo della squadra.
McLaren a Monza: non è solo questione di velocità sul dritto

Credit: MAteusz Mróz
Un altro tema affrontato da Stella riguarda la competitività della McLaren sui lunghi rettilinei di Monza. La MCL40 era stata indicata come una delle vetture meno efficienti sul dritto, ma il Team Principal ha respinto l’idea che il risultato della qualifica possa essere spiegato semplicemente con un eccesso di resistenza aerodinamica.
“Penso in realtà che i nostri ingegneri abbiano fatto un buon lavoro nel minimizzare la resistenza aerodinamica durante la sessione», ha spiegato Stella. Una volta ottimizzati power unit, gestione dell’energia e distribuzione dell’erogazione, la McLaren “non era così lontana in termini di velocità di punta“.
Per Stella, quindi, sarebbe “uno specchietto per le allodole o una scusa” attribuire tutto alla resistenza aerodinamica. A Monza la differenza viene costruita attraverso una combinazione di elementi, e la McLaren non è riuscita a metterli tutti insieme nel momento decisivo.
Lo stesso discorso vale per i freni. Norris aveva lamentato una scarsa fiducia in frenata durante il weekend, ma Stella ritiene che il problema sia soprattutto legato alle caratteristiche particolari di Monza. “Penso che sia molto specifico di Monza“, ha spiegato. Il motivo è legato ancora una volta alla gestione dell’energia: durante il giro di uscita non c’è molta energia disponibile per lavorare sui freni, perché il recupero è estremamente limitato.
“Non è che puoi fare molte accelerazioni e frenate per riscaldare i freni. Inoltre, se inizi a farlo, rischi di perdere il contatto con l’auto davanti. Quindi è molto complicato“, ha sottolineato Stella, lasciando intendere che McLaren dovrà lavorare per fare in modo che i freni possano operare correttamente anche con un input energetico più limitato nei giri di uscita.
Piastri penalizzato, Norris nono: la gara resta aperta

Credit: Tomasz Mroz
Se il potenziale della vettura è stato superiore al risultato della qualifica, la situazione in vista della gara è diventata ancora più complicata per McLaren. Piastri, inizialmente terzo, è stato penalizzato di tre posizioni per aver ostacolato Lawson durante la Q2 e partirà quindi dalla sesta posizione. Norris, invece, scatterà nono.
La penalità di Piastri è arrivata dopo che i commissari hanno stabilito che il pilota australiano si era reso protagonista di un episodio di impeding nei confronti di Liam Lawson. Piastri aveva rallentato per lasciare passare Max Verstappen, ma non era riuscito a evitare anche la Red Bull del neozelandese, che seguiva da vicino.
Per Stella, però, i problemi della qualifica non devono essere necessariamente trasferiti alla domenica. “Alcuni dei fattori che ci hanno frenato oggi penso che non saranno rilevanti domani, come la scia o il posizionamento della vettura in pista e, in una certa misura, i freni”, ha spiegato.
La gara di Monza potrebbe quindi diventare una partita soprattutto strategica. “Se inizi a giocare con il boost e a sorpassare le auto, rischi di subire il controsorpasso e di iniziare a perdere tempo complessivo nella gara. Ma allo stesso tempo, se sei più veloce, potresti voler passare“, ha osservato Stella.
La particolare dinamica della scia potrebbe rendere infatti conveniente rimanere alle spalle di una vettura più lenta in determinati momenti, invece di liberarsi immediatamente del traffico. “Stare vicini all’auto davanti ti renderà veloce, e se passi potresti finire per essere più lento di quanto non fossi dietro la vettura“, ha aggiunto.
Per questo McLaren dovrà gestire con attenzione ogni fase della gara. “In generale dovremmo essere in grado di lottare per il podo, ma dovremo essere intelligenti dal punto di vista della pianificazione, dell’uso dell’energia e della strategia“, ha concluso Stella.
Monza ha quindi dato alla McLaren una risposta importante sulla competitività della MCL40: la vettura è sufficientemente veloce per stare nel gruppo di testa, ma non ancora abbastanza dominante da permettere alla squadra di prescindere dall’esecuzione. E Stella lo ha ammesso senza mezzi termini: “Abbiamo altro lavoro da fare nello sviluppo della vettura se vogliamo rimontare nel campionato“.



