A Monza la Mercedes continua a mostrare uno dei punti di forza più evidenti della W17: l’efficienza sul rettilineo. La monoposto di Brackley resta probabilmente il riferimento della griglia sul dritto anche senza utilizzare l’ala “Macarena”, una soluzione che può valere nell’ordine dei 5 kW equivalenti e che invece Ferrari, Red Bull e ora anche McLaren hanno a disposizione.
Un dato significativo, perché suggerisce come la velocità della Mercedes non dipenda da un singolo dispositivo, ma dall’efficienza complessiva del pacchetto. Power Unit, gestione energetica e soprattutto una veste aerodinamica particolarmente efficiente permettono alla W17 di mantenere un vantaggio importante proprio nelle condizioni tipiche di Monza.
Questo, tuttavia, non significa che Mercedes possa permettersi di affrontare la qualifica senza pensare alla scia. Anzi, a Monza anche chi dispone della vettura più efficiente è sostanzialmente costretto a sfruttarla per non concedere un vantaggio troppo importante agli avversari.

Credit: MAteusz Mróz
La prova in FP3: Antonelli ha dato quattro decimi a Russell
Le FP3 hanno fornito una misura piuttosto chiara. Antonelli ha offerto la scia a Russell e il beneficio è stato quantificabile in circa quattro decimi sul giro. È la dimostrazione di quanto possa pesare il posizionamento in pista su un circuito caratterizzato da rettilinei così lunghi.
A seconda della qualità della scia e della distanza dalla vettura davanti, il guadagno può oscillare indicativamente tra due e quattro decimi. Una differenza enorme considerando quanto siano ravvicinati i valori tra Mercedes, Ferrari, Red Bull e McLaren.
Per questo anche Russell e Antonelli saranno sostanzialmente costretti a cercarla nel momento decisivo della qualifica. Mercedes può avere la macchina più efficiente sul dritto, ma rinunciare a qualche decimo mentre gli avversari riescono a sfruttare una scia significherebbe esporsi comunque a una minaccia concreta per la pole position.
Ferrari e McLaren possono inoltre organizzare il lavoro con entrambe le monoposto, alternando eventualmente chi offre e chi riceve la scia nei tentativi decisivi.

Anche Verstappen può teoricamente avere la stessa opportunità con Lawson. C’è però una condizione fondamentale: la seconda Red Bull deve arrivare in Q3. Senza Lawson nella fase decisiva, Verstappen rischierebbe di trovarsi tatticamente più isolato rispetto ai principali avversari.
Mercedes parte quindi con un vantaggio strutturale grazie all’efficienza della W17 e alla sua velocità sul dritto, nonostante l’assenza della “Macarena”. Ferrari, Red Bull e McLaren possono però compensare parte di questo margine attraverso le rispettive soluzioni aerodinamiche e soprattutto sfruttando correttamente il gioco delle scie.
A Monza due, tre o persino quattro decimi possono essere costruiti anche prima di arrivare alla prima variante. La FP3 di Russell lo ha già dimostrato. Per questo la pole potrebbe non essere semplicemente una fotografia della monoposto più veloce, ma il risultato dell’incastro migliore tra efficienza aerodinamica, Power Unit, deployment e strategia della scia.13:19



