Briatore sulla decisione per la ‘questione’ di Monaco: “C’era un giudice legato a McLaren. Stella: “Offensivo nei confronti di McLaren”

Set 4, 2026

Luigi Belfiore

La Corte d’Appello Internazionale della FIA dopo tre mesi dalla disputa del GP di Monaco, ha deciso di revocare la terza posizione all’Alpine di Gasly. Annullata dunque la decisione dei commissari sportivi, che in seguito all’appello della scuderia francese dopo la gara, avevano accettato di buon grado le prove che dimostravano che la distanza della pit-lane monegasca era inferiore di circa 70 centimetri a quella invece segnalata all’interno del sistema di cronometraggio ufficiale. Per questo motivo durante la gara di Monaco abbiamo avuto molte penalità per speeding in pit-lane. McLaren e Red Bull dunque al momento hanno avuto la meglio, con la scuderia di Milton Keynes che attraverso questa decisione recupera la terza posizione con Hadjar. Anche se la questione sembra tutt’altro che terminata.

E’ SCONTRO TRA BRIATORE E STELLA PER LA ‘QUESTIONE’ MONACO

Ovviamente l’executive advisor di Alpine, Flavio Briatore, non è assolutamente d’accordo con la decisione che penalizza il suo team. Ed in merito alla questione: “Accettiamo la decisione, ma la cosa davvero strana è il quarto giudice del collegio giudicante. Il problema è che è molto legato alla McLaren. Abbiamo una bella foto di quest’uomo a un discorso tenuto per la McLaren nel 2018 al MSO”. Briatore ha poi ulteriormente inasprito la dose, fornendo altri particolari importanti in merito a questa persona che si chiamerebbe Filippo Marchino: “Ha una fondazione, si chiama One Drop Foundation. La McLaren gli ha regalato due o tre auto McLaren. E penso che sia stato piuttosto ingiusto, uno dei giudici era legato a una squadra che protestava contro di noi.”

stella briatore questione monaco

La risposta di Andrea Stella, team principal McLaren ed anch’esso presente in conferenza stampa non si è fatta assolutamente attendere. “Trovo che questa conferenza, prendendo questa direzione, sia piuttosto offensiva per la McLaren. Per la reputazione di una squadra che merita molto rispetto. Se qualcuno muove accuse di questo tipo, che sembrano piuttosto gravi, dovrà assumersi la responsabilità di ciò che dice in un forum pubblico.” L’italiano ha poi affermato che l’intera procedura è stata effettuata nei vincoli della legalità: “L’udienza, l’intero procedimento della Corte d’Appello Internazionale, si è svolto secondo i più alti standard. E non dovremmo mettere in discussione questa fase come è stata condotta.”

Dunque Stella, come normale che sia, è assolutamente d’accordo con la decisione della Corte d’Appello: “È una decisione che accogliamo con favore. È importante perché, innanzitutto, fa chiarezza sull’applicazione dell’articolo 1.1.1 del Codice Sportivo Internazionale, che è fondamentale. È un principio fondamentale per tutto ciò che ne deriva. Abbiamo presentato ricorso perché volevamo assicurarci che questa chiarezza venisse fatta.” McLaren guadagna dei punti in campionato grazie alla retrocessione dell’Alpine, anche se Stella minimizza ciò: “Avevamo preoccupazioni che andavano oltre la possibilità di perdere due punti in campionato. Eravamo preoccupati per l’applicazione dei principi di correttezza e lealtà sportiva, e questo è importante.” 

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Il TP della scuderia di Woking ha poi affermato che ciò non è importante solo per McLaren, ma per tutti. Visto che l’obiettivo è rivolto proprio al rispetto dei principi di correttezza e lealtà sportiva: “Questo non è importante solo per la McLaren. In realtà, non solo la Red Bull, ma tutte le squadre erano presenti all’udienza. Perché si trattava di un momento molto importante, in termini di chiarimenti su come applichiamo le regole, su come applichiamo la coerenza. Anche in questo caso specifico, la coerenza è legata alle metodologie valide per tutto il weekend di gara.”

STELLA: “QUESTA DECISIONE AIUTERA’ SICURAMENTE IL SISTEMA”

Ovviamente la decisione presa dalla Corte d’Appello creerà un precedente, con Stella che ha affermato che porterà sicuramente ad una crescita in positivo del sistema. “Credo che nella dichiarazione della FIA sia stato evidenziato come questo caso porterà a risultati positivi, perché darà l’impulso a rivedere alcune delle modalità di applicazione dei regolamenti”. Continuando poi in merito a questa questione: “Credo ci siano un paio di punti, uno dei quali è certamente nella dichiarazione della FIA. Prima di tutto, i commissari di gara svolgono un lavoro difficile. Devono prendere decisioni entro un lasso di tempo limitato”.

Il TP italiano ha poi paragonato i commissari con gli stessi team di Formula 1 per quanto riguarda la velocità nel prendere decisioni: “Noi, in quanto concorrenti, sappiamo cosa significa quando il tempo è un fattore determinante. Quando la pressione è alta. Per i commissari non sarà diverso. Non sarà diverso nemmeno per loro. Quindi credo che ci sia un aspetto legato alle decisioni dei commissari e al lavoro che svolgono. In realtà, ne abbiamo già discusso con la FIA in merito e abbiamo sempre sostenuto la necessità di fornire ai commissari le migliori condizioni possibili per svolgere al meglio il loro lavoro.” 

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Passando poi ai successivi casi enunciati da Stella: “Il secondo tema è, a mio avviso, il diritto di ricorso. Credo che si debbano considerare le condizioni in cui un diritto di ricorso dovrebbe essere riconosciuto e applicato, e quando ciò non avviene. E c’è un terzo punto, anch’esso descritto molto bene nelle 29 pagine della decisione, che riguarda la coerenza nell’applicazione di una metodologia utilizzata per le misurazioni. Ci sono molti metodi che utilizziamo per misurare la velocità in pit lane. Allo stesso modo, usiamo bilance per misurare il peso delle vetture. Quindi, vengono effettuate molte misurazioni e credo che ci sia un argomento interessante legato alla coerenza di questo tipo di misurazioni. Pertanto, questi sono i tre aspetti che suggerirei di rivedere.”

 

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