La McLaren approccia il weekend nel Tempio della Velocità dopo due vittorie consecutive, conseguite da Lando Norris in Ungheria e Olanda. Nel media day di Monza, Andrea Stella è intervenuto di fronte alla stampa italiana, fra cui AutoRacer, inquadrando le prospettive per il fine settimana brianzolo, ma non solo. Qualora il team papaya dovesse riuscire ad imporsi anche al Gran Premio d’Italia, il leitmotiv del campionato potrebbe cambiare non poco. Fra i temi presi in esame dal Team Principal della McLaren, anche quello della crescita di Lando Norris dopo la conquista del titolo mondiale.
Stella: “a differenza del passato, Monza non è da considerare a basso carico.”
Alla vigilia del weekend del Gran Premio d’Italia una delle maggiori curiosità degli addetti ai lavori è legata al comportamento delle monoposto di nuova generazione sul layout monzese, in particolare sul fronte della gestione dell’energia. “A differenza degli anni passati, Monza non la classificherei come circuito a basso carico perché dal momento che c’è lo straight-mode, ciò ti permette di utilizzare ali che non sono necessariamente a bassissimo carico, in quanto attivandolo il drag si abbassa quasi allo stesso livello per tutti.” Un fattore che dunque potrebbe incontro ad una McLaren che questo weekend farà debuttare l’ala ‘H-wing’ al posteriore; un’interpretazione leggermente differente della ‘Macarena’. “Sarà la versione McLaren di ciò che abbiamo visto con Ferrari e Red Bull e consentirà di ridurre la resistenza aerodinamica di un altro pochino rispetto al modo tradizionale di aprire i flap,” ha spiegato Andrea Stella. “Con i regolamenti di quest’anno c’è un paradosso: in qualifica le velocità in rettilineo sono più alte in Ungheria di quanto si vedrà a Monza, però nonostante il fatto che si non si raggiungeranno velocità molto elevate, si passa molto molto tempo sui rettilinei.”
E parlando di cavalli sprigionati dalla PU, il tecnico italiano ha chiamato in causa Mercedes e le differenze fra la monoposto papaya e la casa madre. “Quello che abbiamo visto finora è che sicuramente nei rettilinei, per esempio, Mercedes a parità di motore riesce a realizzare delle velocità più alte di McLaren. Quindi Mercedes è più favorita su questo circuito di McLaren” Su Ferrari invece: “da quello che ho capito, porteranno deli aggiornamenti, per cui possono rientrare fra i favoriti.” Se McLaren dovesse mostrarsi competitiva rientrerebbe in lotta per il mondiale? “Al momento McLaren è molto competitiva sui circuiti con molte curve. Vedremo quanto ci aiuterà la nuova ala, se riusciremo a confermarci direi di sì. Il nostro punto di forza non è quello di sviluppare velocità nelle sezioni Power Limited, ci stiamo lavorando però c’è ancora un problema.”

Sul rapporto con Mercedes: “mai stati la squadra di punta di HPP”
Fra i temi messi sul tavolo da Stella, anche l’aspetto della dipendenza da Mercedes in termini di sfruttamento della Power Unit. “Anche in passato non siamo mai stati la squadra di punta per HPP”, ha dichiarato ai media italiani. “Diciamo che siamo stati la squadra che nella combinazione motore-telaio siamo riusciti a realizzare almeno in media su una stagione le performance più importanti, però il punto di riferimento per HPP resta la squadra factory. Quello che è cambiato rispetto al passato è che le Power Unit scorse non avevano così tanti parametri da ottimizzare per massimizzare la prestazione, anche come cliente c’era meno variabilità di prestazione pur non essendo in una situazione ottimale. Inoltre, c’erano molte più conoscenze essendo motori già introdotti da tempo.”
Proseguendo su questo fil rouge, il numero uno del muretto papaya ha aggiunto. “in secondo luogo, le variabili che si possono modificare hanno grande effetto sul lap time e sulla competitività in gara. Terzo fattore, così come i tutti i team lato telaio, anche i motoristi sono in una rapida traiettoria di crescita e devono sistemare aspetti di performance e aspetti di affidabilità in questa traiettoria. Ci sono molte cose da mettere a punto e per le quali c’è da fare un lavoro che è specialistico per MGP, per McLaren, per Williams e per tutti i clienti. Questo è chiaro e lo abbiamo accettato, ma quando ci mancavano gli strumenti non era perché HPP non ce li ha voluti dare, bensì perché non erano pronti neanche loro. Sono partiti dalla loro priorità, ovvero Mercedes, e lo abbiamo accettato. Abbiamo lavorato insieme, ci è voluto qualche mese, ma adesso siamo in una posizione migliore.”

Sulla crescita di Norris: “risultati figli di un processo più organico e sistematico”
Andrea Stella ha parlato anche della crescita di Lando Norris e del particolare feeling acquisito dopo la conquista del suo primo titolo mondiale nella passata stagione. Secondo il Team Principal McLaren però, la maturità del pilota britannico non deriva soltanto dal conseguimento del risultato sportivo. “Se vi ricordate, dopo la prima parte di 2025, in cui ha faticato a utilizzare tutto il suo potenziale, parlavamo di feeling con l’asse anteriore e le gomme anteriori. Quindi abbiamo introdotto una sospensione nuova e alcuni altri accorgimenti, però abbiamo anche iniziato a lavorare con Lando in una maniera che definirei più sistematica e più organica.” Un percorso dunque, che ha portato il campione in carica ad avvicinarsi ancor di più all’estrazione del massimo potenziale ogniqualvolta scende in pista. “Da lì abbiamo iniziato un percorso, i cui frutti non sono stati soltanto il titolo mondiale, che può dipendere anche da tanti altri fattori, ma anche il fatto che ogni weekend si presenta in pista più maturo e più completo del weekend precedente. Sicuramente il titolo mondiale è stato un’accelerazione di questo percorso, ma non il punto cruciale. La traiettoria è fondamentale; un parallelismo di questa metodologia lo si può fare anche sul fronte del percorso di McLaren.”



