Uno dei grandi punti di discussione di questa Monza è senza dubbio il motore Ferrari. Nel Gran Premio di Casa la squadra di Maranello porta al debutto la Power Unit sviluppata con le concessioni ADUO, utilizzando così il secondo gettone stagionale a disposizione.
“È un deficit che ci portiamo avanti da inizio anno. A Zandvoort ci è costato 4 decimi in gara” ha detto Lewis Hamilton in conferenza stampa, parlando dei cavalli mancanti al motore Ferrari e del deficit che ha la SF-26 nei confronti dei rivali diretti. Sia lui che Charles Leclerc hanno comunque messo in chiaro che, seppur si tratti di un passo avanti, non basterà a chiudere il gap.
Però: da dove nasce questo gap? La Ferrari ha sicuramente sbagliato nello sviluppo invernale del motore per iniziare questo nuovo ciclo regolamentari venendo classificata, dalle misurazioni FIA, con un deficit superiori al 4% da Red Bull (parte ICE) e risultando decisamente inferiore al motore, nel suo complessivo, Mercedes.
In una speciale collaborazione tre Naska & AutoRacer raccontiamo e ripercorriamo tutta la storia sulla Power Unit Ferrari 2026: il vero punto debole del progetto SF-26, che sta regalando tante gioie e spunti tecnici interessanti, ma che è ferma a zero pole position e due sole vittorie. La mancanza di cavalli frena le ambizioni della scuderia di Maranello e limita i vantaggio di un telaio molto competitivo.
Dalle fasi di progettazione e sviluppo, ai problemi occorsi durante l’inverno, ai cambi che sono avvenuti poi all’interno dell’organigramma Ferrari, con alcuni addii illustri, con Enrico Gualtieri ora interamente a capo del progetto, in vista dei grandi cambiamenti attesi per la prossima stagione, dove tutta la Ferrari sarà chiamata a dare una risposta ancor più convincente.
Credit: MAteusz Mróz



