Norris: “Se miglioriamo nello stretto e nei tratti a bassa velocità, credo di poter vincere ogni gara”

Ago 26, 2026

Luca Manacorda

La vittoria di Zandvoort galvanizza Lando Norris, indubbiamente protagonista di una grande prestazione nell’appuntamento olandese. Dopo aver perso in partenza la prima posizione a favore di Kimi Antonelli, il campione del mondo in carica non ha mai mollato la Mercedes dell’italiano, sfruttando poi una migliore gestione delle gomme per sferrare l’attacco decisivo nel finale, quando si è trovato ad avere pneumatici più freschi rispetto al rivale. Per il britannico è arrivato così il secondo successo consecutivo: i punti di ritardo dalla vetta sono ancora tanti (83), ma l’andamento delle ultime gare lo pone come uno dei principali rivali di Antonelli. Norris ha sottolineato come quest’anno il suo rendimento sia migliore di quello dello scorso anno, indicando in quali punti la McLaren ha bisogno di progredire per poter lottare per la vittoria su ogni tracciato.

La forza mentale dopo la Sprint e le chiavi del successo

Il successo sul tracciato olandese rappresenta una netta inversione di rotta rispetto al rendimento mostrato nella gara breve del sabato, arrivata al termine di un’attenta analisi notturna con il team di ingegneri: Valuto questa vittoria molto in alto, soprattutto per la reazione rispetto a sabato – ha detto Norris – Ero piuttosto deluso e vedere quanto avevamo faticato nello Sprint mi aveva spento un po’ la grinta. Abbiamo lavorato duramente la notte per capire come spingere e gestire meglio le gomme rispetto agli altri, e credo proprio di esserci riuscito. Nel primo stint sulla gomma morbida la situazione ricordava quella del giorno prima, ma quando abbiamo montato la gomma dura la gara ha preso un’altra piega.

Il pilota britannico ha poi rivendicato la propria crescita personale sul piano della guida e dell’approccio di lavoro fuori dalla pista: “Quando la vettura mi dà ciò di cui ho bisogno in inserimento e in percorrenza, e io guido ai livelli attuali, so di poter vincere. Rispetto allo scorso anno la macchina è in un certo senso più difficile da guidare, come dimostrano i divari maggiori tra compagni di squadra, ma io comprendo meglio le situazioni ed elimino i miei punti deboli. Per una volta voglio darmi un po’ di merito: penso di stare facendo un lavoro migliore degli altri dietro al volante e questo fa la differenza”.

La partenza e i primi metri di gara, tuttavia, hanno visto il poleman soffrire di un forte pattinamento al via: “Non si tratta assolutamente di un mio punto debole, sono uno dei migliori partenti sulla griglia – si è difeso Norris – Già sabato dalla pole c’era meno aderenza rispetto alla seconda piazzola. Bisognerà analizzare i dati con la squadra per capire cos’è andato storto, ma persino Oscar (Piastri), scattato su una traccia più umida all’interno, ha potuto spingere di più mentre io ho avuto subito molta trazione in meno”.

Sviluppi, punti deboli e la sfida per il titolo

Nonostante le parole di stima dei rivali che indicano la vettura di Woking come il nuovo riferimento, il britannico invita alla cautela evidenziando le carenze nelle sezioni lente del tracciato: “I rivali dicono che siamo la squadra da battere semplicemente perché hanno appena perso. Mercedes possiede una monoposto più completa nel complesso: noi abbiamo un vantaggio enorme nelle curve ad alta velocità come la 7 e la 8, ma loro hanno una superiorità altrettanto netta nei tratti lenti. Per questo non ho ancora la sicurezza di poter dire che lotterò facilmente per il campionato” ha ammesso Norris.

La necessità di introdurre aggiornamenti mirati diventa quindi fondamentale per mantenere viva la rincorsa iridata nelle prossime tappe del calendario: “Se non abbiamo la macchina giusta per ogni circuito, le cose si complicano. Se riusciamo a migliorare nello stretto e nei tratti guidati a bassa velocità, sono fiducioso di poter vincere ogni gara, altrimenti sarà difficile. Le ultime novità hanno elevato l’intero pacchetto e il recupero di sviluppo che abbiamo fatto rispetto a un anno fa è pazzesco, quasi un secondo guadagnato sugli avversari, ma dobbiamo spingere ancora di più se vogliamo colmare queste lacune”.

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