Nel corso della prima metà di stagione 2026, uno dei temi più caldi al centro del dibattito politico nel paddock della Formula 1 è stato indubbiamente quello relativo all’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities). Nata inizialmente come una rete di salvataggio per aiutare i costruttori in netta difficoltà con lo sviluppo delle nuove power unit, volendo evitare quanto vissuto da Honda con i vecchi regolamenti, la norma si è presto trasformata in terreno di scontro. Le perplessità sono aumentate quando la prima graduatoria stilata dalla FIA dopo il GP Canada ha eletto a sorpresa il motore termico di Red Bull Ford Powertrains quale riferimento.

FP1 Monaco – Lindblad & Verstappen – Red Bull & Racing Bulls
Alla base delle controversie attuali figurano due criticità strutturali. Da un lato, le misurazioni dell’ADUO prendono in esame esclusivamente il motore a combustione interna (ICE), generando una discrepanza rispetto alle opportunità di aggiornamento che coprono invece anche la componente elettrica della Power Unit. Dall’altro, tra gli addetti ai lavori si sono rincorse voci su presunte strategie adottate da alcuni costruttori, in primis Mercedes, accusati di non aver mostrato tutto il potenziale nei primi weekend per garantirsi i gettoni di sviluppo. Una situazione che ha spinto la Red Bull a chiedere una verifica fattuale dei rilievi, ritardando la pubblicazione ufficiale dei dati attesi dopo il GP Monaco.
L’analisi di Nikolas Tombazis: “Misurazioni accurate, ma…”
In un’intervista concessa alla testata britannica Autosport, il Direttore del settore monoposto della Federazione, Nikolas Tombazis, ha risposto riguardo i malumori scaturiti attorno all’applicazione dell’ADUO. L’ingegnere greco ha innanzitutto contestualizzato la difficoltà nel trovare un punto d’intesa tra i vari attori della griglia: “In Formula 1 sembra che quasi tutto sia piuttosto sensibile. È davvero raro trovare undici team e cinque o sei costruttori di Power Unit che dicano ‘Fantastico, siamo tutti d’accordo’. L’unica cosa su cui penso che tutti siano concordi è che la pausa estiva d’agosto sia un’ottima cosa e devo ricordarvi che è stata una mia idea. Ma è l’unica cosa su cui sono tutti d’accordo, tutto il resto è difficile” ha scherzato l’ex ingegnere del Cavallino Rampante.
Ipotizzando una distinzione tra la precisione dei rilevamenti tecnici e l’efficacia globale del meccanismo, il responsabile della Federazione ha difeso la bontà dei dati raccolti dagli organi di controllo: “Tutto è molto delicato perché tutti sono estremamente competitivi e concentrati sulla propria posizione relativa rispetto agli altri, per cui sì, è stata una bella sfida. Penso che le nostre misurazioni si siano dimostrate molto accurate. Detto questo, tutto ha funzionato alla perfezione? No, perché ovviamente le persone non sono felici. Dobbiamo pensare a dei miglioramenti per il futuro? Sì, direi di sì“.
Possibili dei correttivi per i prossimi anni
Tra le falle emerse nel funzionamento dell’ADUO vi è anche il rischio teorico che gli altri motoristi possano deliberatamente limitare le prestazioni dell’ICE per mantenere i rivali al vertice delle concessioni, bloccandone lo sviluppo. Un ripiego che per l’ingegnere ellenico non troverà riscontro concreto nelle strategie delle squadre: “Non credo che sarebbe conveniente rimanere sempre al di sotto della massima potenza solo per continuare ad avere più opportunità, perché a quel punto quale sarebbe lo scopo delle opportunità se non quello di essere alla fine davanti a tutti?” ha chiarito Tombazis.

Ciononostante, la FIA ha confermato la volontà di mettere mano al testo normativo in vista delle prossime stagioni per snellire i processi e ridurre le polemiche all’interno del paddock: “Penso che il sistema stia funzionando per come è stato progettato, ma ritengo che ci siano alcune debolezze che dovremo affrontare in futuro. Anche per renderlo meno dispendioso in termini di tempo e meno controverso, dobbiamo fare dei passi avanti per migliorarlo” ha concluso Tombazis, lasciando aperta la porta a una futura revisione dei criteri di misurazione.



