Pirelli: uno o due pit stop sono equivalenti. I dati sconsigliano l’uso della Soft.

Lug 26, 2026

Paolo D’Alessandro, Jacopo Moretti

In vista del Gran Premio d’Ungheria le previsioni Pirelli sono state confermate dai dati raccolti: la gara di Budapest si giocherà su un equilibrio estremamente sottile tra strategia a una e due soste. Secondo Dario Marrafuschi, Head of Track Engineering della Casa italiana, il comportamento degli pneumatici osservato nel corso del weekend ha confermato le simulazioni effettuate prima dell’evento, anche se le condizioni della pista hanno modificato leggermente il ruolo che la gomma Soft potrebbe avere in gara.

La sorpresa del weekend: la Soft convince e non è esclusa per la gara, a dispetto delle simulazioni

L’aspetto più interessante emerso nelle prime due giornate all’Hungaroring riguarda proprio la mescola più morbida. “Possiamo dire che il weekend sta andando in linea con le aspettative. La notizia più importante per noi è il comportamento molto positivo della gomma Soft, che fin da ieri si è dimostrata relativamente migliore del previsto rispetto alla Medium.”

Il vantaggio della C5, però, si è ridotto con l’aumento delle temperature dell’asfalto. In realtà il degrado tra Soft e Medium è molto simile, perché con la Medium soffre maggiormente nel portare in temperatura l’asse anteriore. Questo fenomeno era molto evidente ieri, mentre oggi, con un asfalto più caldo, la situazione è leggermente migliorata.” Per questo motivo gli scenari strategici sono cambiati rispetto alle prime valutazioni. “Fino a ieri pensavamo che la Soft potesse avere un ruolo molto più importante in gara. Oggi questo vantaggio appare meno evidente.”

Resta invece confermato il salto prestazionale tra le due mescole. “La differenza sul giro tra Soft e Medium è nell’ordine dei sette-otto decimi, esattamente quanto avevamo previsto.” Marrafuschi cita anche la Ferrari come esempio concreto. “Lo abbiamo visto chiaramente in qualifica: Ferrari ha utilizzato la Medium in Q1 per poi passare alla Soft e il guadagno prestazionale è stato evidente.”

Marrafuschi spiega le circostanze in cui la Soft potrebbe entrare in gioco in gara, nonostante le simulazioni indichino le altre mescole come le migliori per la gara. “I nostri ingegneri hanno calcolato che, nonostante il buon comportamento della Soft, il suo degrado comporterebbe un tempo totale di gara superiore di circa otto-dieci secondi più lento. Naturalmente dipende da quanto si riesce ad allungare il secondo stint e da come evolve la gara. Se non si è coinvolti nella lotta diretta con un avversario e la Hard mantiene una prestazione costante, allora può diventare interessante concludere con una mescola più morbida.”

Pirelli: una o due soste strategie equivalante. Il caldo sarà una variabile decisiva

Dal punto di vista strategico, Pirelli ritiene che entrambe le opzioni possano essere competitive. “Come avevamo anticipato nei briefing precedenti, il nostro obiettivo è sempre quello di offrire strategie differenti ma equivalenti. In questo caso la gara a una e quella a due soste sono praticamente sullo stesso livello.” Secondo le simulazioni della Casa italiana, la strategia a due soste prevede una sequenza Medium-Hard-Hard, con una prima finestra di pit stop attorno al giro 16 e una seconda intorno alla tornata numero 40. La strategia a una sola sosta, invece, ruota intorno alla combinazione Medium-Hard, con il cambio gomme previsto attorno al giro 26. “Dai nostri calcoli le due strategie sono davvero equivalenti.”

Molte squadre hanno inoltre conservato due treni di gomme Hard. “Abbiamo visto diversi team arrivare alla gara con due set di Hard ancora disponibili, senza averli utilizzati nelle prove.” La scelta definitiva dipenderà anche dall’evoluzione della gara. “Con temperature elevate come quelle previste per domani, la Hard rappresenta una soluzione molto concreta. I team potrebbero partire con Medium-Hard e poi mantenere flessibilità in funzione dell’andamento della corsa.”

Undercut, gestione del traffico e ritmo dei rivali saranno gli elementi decisivi. “Molto dipenderà dalla posizione rispetto ai diretti concorrenti. Se ci sarà la possibilità di anticipare una sosta per tentare un undercut oppure allungare uno stint, le squadre avranno diverse opzioni a disposizione.”

Le temperature previste per la gara saranno simili, o leggermente superiori, a quelle delle qualifiche. Secondo Marrafuschi il degrado posteriore non dovrebbe rappresentare un problema particolare. “Non mi aspetto situazioni drammatiche dal punto di vista del degrado del posteriore.”

Molto dipenderà invece dalle scelte di assetto effettuate per massimizzare la prestazione sul giro secco. “All’Hungaroring sorpassare è difficile. Alcune squadre potrebbero aver privilegiato una vettura molto reattiva sull’anteriore per la qualifica. Con il caldo della gara questo potrebbe tradursi in maggiori difficoltà nella gestione del posteriore. La Medium tende naturalmente a offrire un anteriore meno incisivo e questo potrebbe compensare assetti particolarmente aggressivi scelti per la qualifica.”

Nessun problema dall’asfalto

Uno dei temi più discussi del weekend riguarda le condizioni dell’asfalto dell’Hungaroring, interessato da diversi interventi di ripristino. Dal punto di vista Pirelli, però, non emergono criticità. “Abbiamo analizzato attentamente gli pneumatici e non abbiamo riscontrato alcun danno. Non vediamo alcun effetto negativo dovuto alle zone più ruvide o alle parti riparate del tracciato. Dal punto di vista delle gomme non ci sono osservazioni particolari. L’evoluzione del grip è stata quella tipica di un normale weekend di gara.”

Calendario, Malesia e l’ipotesi Imola a dicembre

Marrafuschi ha commentato anche le possibili modifiche al calendario del Mondiale. “Per una gara europea servono almeno sette settimane di preavviso. Nei casi peggiori anche quindici.” ha spiegato Marrafuschi in merito al preavviso necessario per Pirelli per essere pronta in caso di una gara aggiuntiva.

Sul possibile ritorno della Malesia, Pirelli prenderebbe come riferimento l’ultima edizione disputata nel 2017. “Se dovessimo tornare a Sepang, probabilmente utilizzeremmo come base di partenza proprio i dati del 2017, che rappresentano la configurazione più vicina alle vetture attuali.”

Infine, una battuta sull’eventualità di disputare una gara a Imola nel mese di dicembre. “Possiamo prendere come riferimento i test invernali di Barcellona. Non sarebbe l’ideale, ma non ci preoccupa. L’unica cosa per cui non siamo ancora pronti… è la neve.” ha concluso scherzando

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