Alex Palou ha conquistato il Music City GP 2026 della IndyCar, ottenendo a Nashville la quinta vittoria stagionale e la 24esima della carriera dopo tre gare giù dal podio. Strategia perfetta per lo spagnolo, bravo a regolare nel finale Josef Newgarden ed un sorprendente David Malukas, partito ultimo dopo l’incidente del venerdì. Prima Top10 per Mick Schumacher, finalmente competitivo. Arrow McLaren soffre, specialmente con Christian Lundgaard, mentre Kyle Kirkwood perde tanti punti per una caution sfortunata.
IL RACCONTO DEL MUSIC CITY GP DELLA INDYCAR
Negli ultimi giri del Music City Grand Prix, recuperato di lunedì dopo lo slittamento per pioggia, Josef Newgarden e David Malukas hanno provato in ogni modo a intaccare il vantaggio di Alex Palou. Sforzi vani, perché lo spagnolo ha controllato la situazione fino alla bandiera a scacchi, centrando il quinto successo stagionale e il 24° della carriera, cifra che lo affianca a due colonne della storia IndyCar come Bobby Rahal e Ted Horn.
A decidere l’esito dei 225 giri in programma è stata soprattutto la lettura degli eventi di gara. Il muretto di Palou ha anticipato di poco la prima caution, chiamata per l’uscita di pista di Caio Collet (Foyt Racing) alla curva 4, e ha poi azzeccato in pieno anche la seconda sosta, coincisa con l’ingresso della safety car dopo il contatto di Dennis Hauger al giro 180 in curva 2. Fermandosi sotto regime di neutralizzazione, il pilota Ganassi ha conservato la testa della corsa, relegando fuori posizione avversari come Kirkwood, McLaughlin, VeeKay e Ferrucci, tutti penalizzati dall’aver effettuato l’ultimo pit stop a bandiera verde.
Nella volata conclusiva di 32 giri, forte delle sole gomme dure in uso tra i primi, Palou ha tenuto a bada gli assalti di Newgarden, arrivato secondo, e di un sorprendente Malukas, salito sul podio appena tre giorni dopo un ricovero ospedaliero causato da un incidente nelle prove libere del venerdì. Poco dietro di loro, un buon recupero di McLaughlin, tornato a ridosso della zona punti dopo essere scivolato momentaneamente fuori dalla top ten.
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PRIMA TOP10 PER MICK SCHUMACHER
Più attardati i due svedesi Felix Rosenqvist e Marcus Ericsson, quinto e sesto, e un Pato O’Ward apparso in evidente difficoltà per l’intero weekend. Riflettori invece puntati su Mick Schumacher: l’ottava posizione finale vale il primo piazzamento in top ten della sua giovane carriera in IndyCar, a conferma che gli ovali restano il terreno su cui il tedesco riesce a esprimersi meglio rispetto ai tracciati misti o cittadini.
A completare la top ten Kyffin Simpson e un Kyle Kirkwood tutt’altro che soddisfatto: partito dalla pole conquistata il sabato, l’alfiere Andretti era saldamente in lizza per il successo prima che il pit stop a bandiera verde lo facesse scivolare in undicesima piazza. Se McLaughlin ha saputo rifarsi rapidamente, per Kirkwood il traffico si è rivelato un ostacolo insormontabile, costandogli una gara che sembrava avviata verso ben altri esiti.
LUNDGAARD MAI DELLA PARTITA
Da dimenticare, invece, il weekend di Christian Lundgaard: sedicesimo al traguardo, con un rendimento sugli ovali che pesa nella decisione di Arrow McLaren di affidare il volante a Scott Dixon dalla prossima stagione. Proprio il campione neozelandese è finito al centro di un episodio delicato al giro 122, tamponando Alexander Rossi dopo che quest’ultimo aveva sterzato bruscamente verso il muretto box poco prima della curva 3, lasciando a Dixon margini di manovra praticamente nulli. Entrambi i piloti hanno fatto ritorno al paddock senza riportare infortuni.
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Chiudono il quadro i ritiri di Christian Rasmussen, finito contro le barriere di curva 2, e di Marcus Armstrong, fermato da un problema meccanico, insieme al ventesimo posto di Will Power, rallentato per gran parte della gara dai danni alla sospensione posteriore destra rimediati in un contatto con il muro sempre in curva 2
Dopo il Music City GP di Nashville Alex Palou sale a quota 457 punti, portando a 83 il margine su David Malukas. Subito dietro Kyle Kirkwood (-87), mentre il ritardo sale a 104 con Christian Lundgaard e 123 con Pato O’Ward.
INDYCAR, MUSIC CITY GP: RISULTATI




