Max Verstappen prenderà il via del GP di Spa dalla seconda posizione. Un risultato probabilmente insperato, specie considerando la rimozione, sulla sua Red Bull, dell’ala reverse, ma favorito anche dall’ottimo lavoro di squadra con Isack Hadjar. Il francese ha infatti garantito una scia perfetta al compagno di box nell’ultimo settore, permettendogli di guadagnare oltre tre decimi rispetto ai rivali. Ma nonostante il risultato, l’olandese non ha mancato di ribadire le sue critiche verso le attuali monoposto di Formula Uno, paragonandole a delle F3.
La scia perfetta che ha cambiato la qualifica Red Bull

Nell’ultimo tentativo del Q3, le immagini della regia internazionale hanno mostrato Verstappen incollato al posteriore della Red Bull di Hadjar lungo il rettifilo di Blanchimont, tanto da far temere per un istante un contatto tra le due monoposto. Lo stesso quattro volte campione del mondo, subito dopo il traguardo, ha ammesso di aver temuto di essere troppo vicino al compagno di squadra: “Ero completamente in pieno, l’avrei semplicemente spinto. Ma lui è stato incredibile, inizialmente ho pensato ‘oh mio dio, è troppo vicino’, ma poi in realtà ha funzionato bene fino all’ultima curva. Era al limite, ma mi fidavo di lui”.
Il guadagno, rispetto a un giro senza alcuna scia come quello fatto segnare in Q2, è stato di oltre tre decimi, quasi quattro, con Verstappen che in quel tratto di pista è transitato fino a 15 km/h più veloce. Una differenza che si è sommata a un altro progresso di 0.15 secondi ottenuto con una miglior percorrenza in uscita da curva 9.
Con Hadjar già certo di partire dal fondo dello schieramento per la sostituzione di componenti della power unit oltre il numero consentito dal regolamento, la scelta della Red Bull di tenerlo comunque in pista fino al Q3 per assistere Verstappen è stata dettata anche da un altro fattore: il gap in velocità di punta accusato nei confronti della Mercedes lungo tutto il weekend belga. Lo stesso Verstappen lo ha confermato: “Penso che siamo un po’ lenti sul dritto, ma la macchina è stata nella finestra giusta e abbiamo cercato solo di affinare qualche dettaglio, lo stesso anche in qualifica. A un certo punto eravamo un po’ bloccati sul quanto tempo sul giro si potesse davvero estrarre, perché ogni giro che facevo era leggermente più veloce, ma a un certo punto, quando sei già in pieno, non c’è più tempo da guadagnare nelle curve”.
“È qualcosa che forse dobbiamo rivedere, magari facciamo troppo facilmente alcune curve in pieno. Ma la vettura era buona e poi naturalmente Isack in Q3 mi ha aiutato molto con la scia nel settore finale, ed è per questo che sono seduto qui, altrimenti sarebbe potuto essere tranquillamente un sesto posto. I distacchi dietro erano così ridotti, quindi grazie a lui per questo. Come squadra abbiamo fatto tutto ciò che potevamo”, ha aggiunto l’olandese.
Red Bull: un lavoro di squadra più complicato di quanto sembri

Dietro l’apparente semplicità della manovra si nasconde però una difficoltà tecnica non da poco, legata proprio alla natura delle power unit 2026. Hadjar ha spiegato come il rallentamento necessario per aspettare il compagno di squadra in uscita dalla curva 14 mandi in confusione il software di gestione dell’unità ibrida: “La parte difficile è capire cosa ti darà il motore, perché quando ti fermi in uscita da curva 14 e poi devi ridare potenza, il motore è un po’ confuso, dato che ti sei fermato senza un vero motivo, e il software va in confusione. Così nel primo tentativo in Q3 avevo fin troppa potenza e mi sono allontanato da lui”.
“Nel secondo tentativo invece non ne avevo abbastanza, quindi era lui a recuperare su di me, e non sono riuscito a dargli la scia per tutto il tratto. È stato molto difficile da giudicare. Ha fatto comunque un ottimo lavoro, a essere onesti”, ha concluso il francese, che tornerà a parlare della propria gara guardando avanti: “La nostra missione era chiara oggi, e l’abbiamo portata a termine, quindi possiamo essere soddisfatti del lavoro fatto. Sapevo di dover entrare in Q3 e ci siamo riusciti con un certo margine, nonostante un passo sul giro secco limitato perché la macchina era impostata per la gara. Max poteva essere lì davanti, ma ero felice di fare il lavoro per lui e per il team. Domani spero di poter risalire la classifica, restare paziente e tornare a punti”.
La stoccata di Verstappen alle power unit 2026

Se la scia ha regalato soddisfazioni, il giudizio dell’olandese sulle nuove monoposto resta impietoso. “Per la maggior parte del secondo settore si viaggia solo con il motore termico, che forse ha meno potenza di una F3, con la differenza che abbiamo più carico. Mi sono adeguato, ma non è quello che amo fare”, ha dichiarato Verstappen in conferenza stampa. Nel secondo settore di Spa-Francorchamps, dove il deployment del MGU-K è quasi assente, le vetture di Formula 1 corrono infatti praticamente solo “a benzina”, con una potenza stimata attorno ai 500-540 cavalli: un valore che, secondo il pilota, si avvicina più a quello di una Formula 3 che a una vettura di punta del motorsport mondiale, sia pure con un carico aerodinamico decisamente superiore. Il paragone, va detto, non è del tutto puntuale, perché le F3 attuali sviluppano ufficialmente circa 380 cavalli, mentre i motori Mecachrome della Formula 2 arrivano a circa 620 cavalli, più delle power unit di F1 in quella configurazione.
Consapevole di quanto le sue critiche ai nuovi regolamenti non siano sempre bene accolte nel paddock, Verstappen ha scelto l’ironia per introdurre il tema: “Onestamente non voglio stare qui a lamentarmi di nuovo, perché probabilmente qualcuno mi sparerà fuori dalla porta. Ma, come ho già detto, mi sto solo adattando mentalmente e cerco di ottenere il meglio possibile, anche se non è quello che mi piace fare in Formula 1. Però potrei anche starmene a casa senza guidare nulla, e questo non cambierebbe niente, quindi ci provo e basta”. Il pilota della Red Bull ha aggiunto che diverse curve del tracciato, un tempo probanti dal punto di vista aerodinamico, vengono ora affrontate a tutto gas con eccessiva facilità: “La macchina era plafonata, ogni volta miglioravo di poco. È qualcosa che dovremo rivedere, forse alcune curve erano troppo facili da prendere in pieno”. E sulla scia di Hadjar ha chiuso con una battuta: “Ero full-gas, lo avrei anche spinto. Credo che senza scia sarei stato 2-3 decimi più lento. Gli offrirò una Red Bull”.
Red Bull, Mekies e lo sguardo alla gara di domani
Anche dal muretto Red Bull è arrivata soddisfazione per la gestione della sessione. Il team principal Mekies ha sottolineato come il piano per sfruttare la posizione di Hadjar in griglia, già scritto nei giorni precedenti alla qualifica in vista della sua partenza dal fondo, sia stato eseguito alla perfezione: “Sapevamo, arrivando qui, che avremmo avuto una penalità per Isack e che sarebbe partito dal fondo della griglia, quindi fin da subito l’obiettivo è stato sfruttare al meglio questa situazione e far sì che aiutasse anche Max in qualifica con la scia. Lui e il team hanno eseguito il piano alla perfezione, e questo ha certamente contribuito a portare Max in prima fila. Siamo stati parecchio distanti dalla Mercedes in termini di velocità di punta durante tutto il weekend, e la scia ha sicuramente aiutato a ridurre quel divario”.
Guardando alla gara, la Red Bull individua in Antonelli il favorito indiscusso per la vittoria, ma prevede battaglia per il podio: “Kimi sembra intoccabile, ma dietro di lui ci sarà una grande battaglia per il podio e noi lotteremo per essere in quel gruppo. Per quanto riguarda Isack, la sua prestazione è stata di nuovo molto solida per tutto il weekend. È frustrante vederlo partire dal fondo, ma sappiamo che ha il ritmo e la capacità in gara per risalire tra le posizioni”.



