C’è una scadenza che pesa più di tutte, in questi giorni, sulla scrivania di Stefano Domenicali. Il presidente e amministratore delegato della Formula 1 ha spiegato ai microfoni di Sky Sport F1 che la decisione sul recupero dei Gran Premi saltati nei mesi più caldi del conflitto in Medio Oriente arriverà solo all’ultimo momento utile, e non prima. “Stiamo arrivando al limite per decidere, ma le cose le abbiamo abbastanza chiare e aspettiamo fino all’ultimo minuto consapevoli che, quando faremo le scelte, le faremo sapendo quali sono gli elementi di rischio“, ha spiegato Domenicali, ribadendo che l’incolumità di chi lavora nel paddock e di chi segue le gare resta il criterio guida. Nessun allarme, però, sulla tenuta del calendario nel suo complesso: “Non siamo scoperti, abbiamo opzioni diverse“, ha aggiunto, lasciando intendere che il piano B esiste già, pronto a essere attivato se la finestra per recuperare la gara si dovesse chiudere definitivamente.

Domenicali: “Formula Uno da record, e che Italia…”
Attorno a questo nodo, che resta il più delicato da sciogliere nelle prossime settimane, Domenicali ha costruito un bilancio di stagione che definisce senza mezzi termini “straordinario“. I numeri, spiega, parlano da soli: audience cresciute di oltre il 30% a livello globale, pubblico sempre più giovane e diversificato, e un giro di Gran Premi che sta centrando sold out a ripetizione. Silverstone ha superato i 560mila spettatori, a Spa se ne attendono più di 400mila, l’Ungheria dovrebbe andare oltre i 350mila e a Monza, secondo il CEO, si scriverà un nuovo record. “Il successo della Formula 1 è il risultato del lavoro di tutti: dei team, dei promotori, di chi investe e soprattutto dei tifosi che continuano a seguirci in giro per il mondo“, ha sintetizzato, ricordando come a inizio anno in molti dessero il Mondiale già scritto dopo l’Australia.
Sul fronte sportivo, la parte del leone la sta facendo l’Italia, e Domenicali non fa nulla per nascondere quanto questo lo tocchi da vicino. La Ferrari, reduce dai successi di Barcellona e Silverstone, viene descritta dall’imolese come una squadra che si è ritrovata proprio nel momento in cui sembrava più in difficoltà: “I piloti si sono stimolati a vicenda. Charles Leclerc ha avuto un inizio di stagione non facile, ma gli ultimi risultati hanno cambiato le cose, e anche la presenza di Hamilton ha alzato l’asticella a una squadra che è migliorata dal punto di vista tecnico“. Domenicali evita però facili entusiasmi: il campionato è lungo, l’affidabilità sarà un fattore decisivo dopo un cambiamento regolamentare così profondo, e la vera differenza — dice — si farà nella gestione dei piloti e nel non disperdere punti inutilmente. Sul distacco dalla Mercedes, che oggi appare comunque ampio, l’ex Ferrari invita a non trarre conclusioni affrettate: “Nel giro di due o tre gare le cose possono cambiare in fretta“.
E la Mercedes, va detto, in questo momento porta la firma di un altro italiano. Andrea Kimi Antonelli guida il Mondiale con un piglio che Domenicali descrive quasi con tenerezza: “Con la sua freschezza, la sua spontaneità, il suo modo ancora scanzonato di vivere questi successi, ha portato tantissimi nuovi tifosi“. Inevitabile, arrivati a questo punto, il parallelo con Jannik Sinner, altro nome che da mesi accompagna i discorsi sullo sport italiano nel mondo: “Sono due protagonisti diversi tra loro, complementari, ma accomunati dalla stessa straordinaria concentrazione su quello che fanno. È un effetto che va oltre la Formula 1 e il tennis“. Da CEO della Formula 1, Domenicali dice di riuscire a restare oggettivo; da italiano, ammette senza problemi di essere orgoglioso: “Vedere i protagonisti italiani avere un ruolo primario in questa Formula 1 non può che rendermi felice“.
“Ferrari e Antonelli renderanno Monza uno spettacolo. Futuro? Motorsport e auto di serie si stanno allontanando”

Guardando a Monza, Domenicali si aspetta un effetto combinato tra il momento d’oro della Ferrari e la corsa di Antonelli capace di trasformare il Gran Premio di casa in un evento ancora più spettacolare del solito. E commentando il futuro di Monza, non ha mancato di ricordare il ritorno del format Sprint, formula che intanto è destinata ad allargarsi già dalla prossima stagione: “È un trend che continuerà a crescere, ha un effetto diretto su chi arriva già il venerdì per vivere qualcosa di sportivo in più“.
Il discorso si chiude sul tema più tecnico, quello dei motori. Il nuovo regolamento power unit è debuttato quest’anno dopo un iter complicato, ma secondo Domenicali il futuro andrà verso una progressiva semplificazione: “Non dobbiamo dimenticare perché sono stati fatti certi cambiamenti: erano necessari per convincere i grandi costruttori a restare, altrimenti alcune squadre sarebbero rimaste senza motore“. Oggi, però, la traiettoria del motorsport e quella della mobilità di serie si stanno separando, e questo apre la porta a un’unità più semplice e meno costosa, con carburanti sostenibili e una componente ibrida mantenute al centro. Una direzione, ha precisato, condivisa con la Fia e con la stragrande maggioranza dei protagonisti del paddock, che potrebbe in prospettiva riaprire spazio anche a un costruttore di motori indipendente, una garanzia di stabilità per il campionato nel caso in cui le strategie delle case dovessero cambiare.



