Leclerc: “Con queste auto ho dovuto resettare tutto e cambiare il mio stile”

Lug 17, 2026

Luca Manacorda

Risolvere il rompicapo rappresentato dalle monoposto 2026 ha richiesto parecchio lavoro a Charles Leclerc, ma a Silverstone per il monegasco sembra essere scattato qualcosa di decisivo. Ciò è stato evidente non solo con la vittoria ottenuta nel GP Gran Bretagna, ma anche con il netto cambio di passo ottenuto dopo aver apportato una modifica individuata il venerdì sera che è sembrata l’apice di un lungo lavoro di adattamento affrontato dal pilota della Ferrari. Leclerc ne ha parlato a lungo a Spa-Francorschamps, alla vigilia del GP Belgio.

La reazione alle difficoltà e la forza mentale

Il monegasco ha ripercorso con grande onestà il recente periodo complicato appena attraversato, analizzando la somma di fattori, tra sfortuna e imprevisti tecnici, che hanno rallentato la sua corsa iridata: “Sicuramente è stato un periodo difficile dove il feeling con la macchina non c’era, anche con delle gare dove c’è stata sfortuna e quindi quando tutte le cose sono insieme fa più male – ha spiegato il pilota della Ferrari ai microfoni di SkySport – Abbiamo lasciato indietro anche tanti punti con i problemi a Monaco, i problemi durante la gara a Barcellona, gli errori miei in qualifica a Monaco e a Barcellona, più la mancanza di feeling“.

Leclerc ha poi ribadito un concetto espresso in conferenza stampa, per sottolineare come non si sia mai abbattuto davanti alle difficoltà: “Allo stesso tempo io non ho mai smesso di lavorare e di credere che una volta ritrovato il feeling i risultati sarebbero arrivati. Quindi io ho continuato a lavorare a testa bassa. Non penso che c’era il panico quanto nel senso che io sono abbastanza tranquillo, anche se ho voglia di far bene più che chiunque altro, bisogna saper reagire“.

Lo stile di guida e la sfida delle monoposto 2026

Le attuali vetture richiedono un approccio radicalmente diverso dal passato, costringendo anche i talenti più cristallini a resettare le proprie abitudini consolidate in pista: “Le 2026 sono delle macchine uniche, molto speciali. Ci sono delle cose che ho fatto per tutta la carriera e che con questa macchina ho dovuto dimenticare ripartendo da zero, ma questo fa parte del nostro lavoro. Dobbiamo adattarci a qualunque sfida e quella di quest’anno è grande perché tante cose le dobbiamo reinventare. È stato difficile soprattutto a inizio anno e ancora prima di Silverstone, però penso di aver fatto uno step su qualcosa in particolare in cui non andrò nel dettaglio, che mi permette di guidare molto più naturalmente rispetto a prima“.

Entrando nei dettagli tecnici legati alla complessità di questa generazione di vetture, Leclerc ha escluso che i problemi fossero legati esclusivamente alla Ferrari, chiamando in causa la gestione della potenza e l’aggressività al volante: “Non penso che sia legato alla Ferrari, credo dipenda maggiormente da questa generazione di vetture. In generale ho uno stile di guida piuttosto aggressivo. Credo che questo sia stato un punto di forza durante la mia carriera, ma con queste auto a volte devi stare attento a non superare il limite perché poi il calo è notevole e puoi iniziare a perdere parecchia prestazione. Dal punto di vista della Power Unit, se non parzializzi l’acceleratore in modo pulito, se non fai le cose in modo costante, sempre allo stesso modo, allora inizia a diventare un po’ complicato perché ti ritrovi ad affrontare problemi molto diversi in cui la tua velocità d’ingresso nella curva successiva cambia. Questo altera il tuo punto di staccata e ti ritrovi sempre a dover riadattare i tuoi punti di riferimento. Rende le cose davvero difficili”.

Leclerc ha aggiunto: Ci sono state solo alcune cose che ho cambiato a Silverstone per cercare di adattarmi e per cercare di aiutare la mia guida. Questo ha reso le cose decisamente migliori, ma è qualcosa che voglio dimostrare su più circuiti. Non basta una sola vittoria, ne sono molto felice, ma non è che con un solo successo ora va tutto bene e sono rilassato. C’è molto lavoro da fare per cercare di mantenere quel feeling: quando mi sento bene con la vettura, normalmente i tempi sul giro e le prestazioni arrivano. Quindi cercherò solo di lavorare il più duramente possibile per cercare di mantenere quel feeling per il resto della stagione e su diversi layout di pista“.

La svolta segreta del venerdì notte a Silverstone

Interpellato sul preciso momento in cui è avvenuta la svolta nella comprensione della sua monoposto, il monegasco ha rivelato un interessante retroscena avvenuto nel box di Silverstone: “È molto difficile da dire perché non è così semplice come se ci fosse un momento in cui ti rendi conto di tutto ciò che hai sbagliato. È un sacco di lavoro e il tentativo di capire dai dati cosa mi renda meno a mio agio con queste vetture. Però c’è stato un momento, il venerdì notte a Silverstone, in cui ho visto un dettaglio e ho pensato: ‘Ok, questo è molto difficile da quantificare, ma se riesco a cambiare questo aspetto e a renderlo più di mio gradimento, allora il mio feeling sarà molto probabilmente migliore‘. Sabato pomeriggio, quando abbiamo potuto modificare la vettura, le cose sono andate molto meglio” ha confessato Leclerc.

Il pilota della Ferrari ha preferito non svelare i segreti della sua telemetria: “Sfortunatamente non posso fornire molti più dettagli. Non so se abbia molto senso continuare a provare a spiegarlo senza dare i dettagli, perché in questo modo ciò che dico ha pochissimo senso. Ma è solo per dire che si basa su dettagli finissimi, non è così bianco o nero come potrebbe sembrare. Ma è stato bello vedere che ha pagato“.

Leclerc (Ferrari)

A differenza di Lewis Hamilton, Leclerc ha poi sottolineato come il simulatore per lui continui ad essere uno strumento utile e con il quale ha confidenza fin da quando era ragazzino: “Per fortuna non sono ancora abbastanza vecchio, comunque sono cresciuto con la PlayStation. Secondo me crescere in un ambiente così mi ha aiutato perché il simulatore in sé è sempre stato parte della mia vita, è una cosa che mi piace, ne ho uno a casa su cui vado e spendo abbastanza tempo, quindi non penso che ci sia così tanto una differenza tra me e la nuova generazione nel modo in cui ci prepariamo, perché non ce ne sono tanti che fanno così tante giornate al simulatore“.

Il confronto con Mercedes e il sogno iridato per Antonelli

Leclerc ha analizzato i rapporti di forza con la Mercedes, evidenziando come la scuderia rivale disponga sì di un vantaggio prestazionale ancora evidente, ma in parte bilanciato da una minore affidabilità generale rispetto alla Ferrari: “La Mercedes sicuramente ha un vantaggio abbastanza grande in termini di performance. Abbiamo avuto pochi problemi sulla nostra macchina, questa sembrerebbe essere la cosa che paga un po’ di più la Mercedes. Hanno tanta performance, ma un po’ più di problemi di affidabilità. Noi dobbiamo star lì. Però, come ho detto, non ho mai visto il team spingere come lo stiamo facendo adesso in termini di design, in termini di produzione, stiamo spingendo al massimo e quello mi dà tanta fiducia per le prossime gare“.

In chiusura, il pilota della Ferrari si è espresso in favore di Kimi Antonelli nel caso in cui il Mondiale 2026 non possa finire a Maranello: “Sicuramente se la Ferrari non vince allora il successo di Kimi sarebbe molto bello, sarebbe una bella storia“.

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