Alonso conferma i timori di Verstappen: “Copse e Becketts stazioni di ricarica”

Lug 3, 2026

Jacopo Moretti

A lanciare l’allarme era stato Verstappen: “Silverstone? Sarà un’altra pista” e le prime conferme sono già arrivate nel giovedì del GP di Gran Bretagna, dove Fernando Alonso ha sostenuto i timori dell’olandese sulla possibilità che il layout del circuito inglese possa mandare in seria crisi le monoposto 2026. Il rischio, infatti, è che una delle piste più spettacolari del calendario possa perdere gran parte del suo fascino a causa delle importanti limitazioni che l’architettura delle attuali power unit impone ai piloti. Perché?

Alonso: “Senza batteria siamo più lenti delle Formula 2”

Alonso

Non sarà divertente“, spiega senza mezzi termini Fernando, “Credo che sarà molto diverso rispetto al passato, triste, per noi come per i tifosi“. In effetti, dalla Luffield (curva 7) fino alla staccata della esse Vale, ovvero la curva 15, non ci sono punti di frenata. Tradotto? 35-40 secondi in cui le vetture non potranno ricaricare la batteria, in uno scenario simile a quanto già visto in Australia. Se a ciò si aggiunge che i correttivi apportati al regolamento hanno ridotto il limite di ricarica a 6 MJ, le premesse sono tutt’altro che positive.

E persino due delle curve più iconiche del tracciato, Copse e Becketts, “diventeranno delle stazioni di ricarica“. Del resto, spiega Alonso, “l’effetto sarà ancora più evidente in curva, dato che quando perdi velocità in curva è una sensazione peggiore rispetto al rettilineo. Arrivi pensando a quei punti come curve velocissime, dove senti carichi laterali enormi e devi spingere al massimo. Adesso invece saranno molto più lente“.

E non finisce qui, dato che secondo lo spagnolo, anche il prossimo appuntamento, Spa, potrebbe evidenziare limiti simili: Saranno circuiti molto delicati dal punto di vista energetico. Non puoi utilizzare tutta la potenza su ogni rettilineo. Se a Spa la usi dalla prima alla quinta curva, hai finito per il resto del giro”. In questo scenario, sarà comunque interessante verificare come ogni squadra deciderà di diversificare la strategia di erogazione dell’ibrido, anche se “la realtà dice che quando si scarica la batteria, abbiamo meno potenza di una Formula 2. Purtroppo è così“.

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