Il pomeriggio di Spielberg si è infuocato sul finale del Q3, quando un errore di Max Verstappen in curva 9 ha provocato un grosso incidente. In quel tratto, circa quindici secondi dopo, è passato George Russell solamente quattro chilometri orari al di sotto del riferimento precedente sul cordolo della penultima curva: gli steward hanno deciso di premiare il lift effettuato in ingresso, ritenuto sufficientemente importante da permettere all’inglese di mantenere la Pole Position. A subire la beffa sono i due ferraristi: Charles Leclerc e Lewis Hamilton partiranno secondi e terzi invece che in prima fila, mentre a Kimi Antonelli è mancata la freddezza – ineccepibile – del compagno più esperto. La bufera generata dalla decisione fulminea dei commissari ha messo in secondo piano il discorso prestazionale: se da Mercedes ci si aspettava un’ottima qualifica, le prestazioni di Ferrari e Red Bull sorprendono in positivo!
Lift-gate: Russell esegue alla perfezione, valutazione sbagliata o solo lenta del direttore di gara?
Il merito principale di George Russell è aver gestito alla perfezione gli errori commessi da commissari di pista e direzione gara: il numero 63 ha alzato il piede poco meno di cento metri prima rispetto al suo giro migliore. In regime di singola bandiera gialla, quella indicata dal led lampeggiante prima di curva nove, la regola detta: “Qualsiasi pilota che attraversi un settore segnalato da bandiera gialla deve ridurre la velocità ed essere pronto a cambiare direzione (…) In questo settore ci si attende che il pilota abbia frenato prima e/o ridotto sensibilmente la velocità”. I commissari hanno ritenuto che i quindici orari di differenza prima dell’ingresso della curva siano stati abbastanza; a centro curva, la velocità minima registrata è stata di 231 km/h rispetto ai 235 km/h del giro precedente. “Beh, è una curva da cui si vede piuttosto bene, e avevo appena dato un forte accelerata; volevo valutare la situazione non appena fossi arrivato alla curva, per vedere se la macchina fosse lì. E non appena ho imboccato la curva, ho già visto la (bandiera) verde più avanti, e ho pensato che la macchina fosse proseguita perché non la vedevo”, si è giustificato Russell. Il tempo perso rispetto al suo giro precedente si può stimare nell’ordine del mezzo decimo, qualche centesimo in più nel confronto con la miglior Ferrari.

Dal punto di vista della sicurezza, gli errori sono stati principalmente due: la doppia bandiera gialla è stata segnalata dal direttore di gara oltre venti secondi dopo la prima indicazione di bandiera gialla singola. Questo ha dato un’occasione prima ad Antonelli (passato sette secondi dopo Verstappen) e poi a George Russell – che è partito nel giro con un ritardo di 19 secondi dopo il quattro volte campione del mondo. Il caso vuole che la doppia bandiera gialla sia stata esposta non appena il pilota Mercedes ha superato il mini settore incriminato. La regola, nel caso di doppia gialla, cambia radicalmente: “Deve essere chiaro che il pilota non ha cercato di ottenere un tempo sul giro significativo”, secondo l’articolo B1.8.4.b. In quel caso, sarebbe stato cancellato il tempo di entrambi i piloti Mercedes. Tuttavia, la svista più grave è stata quella di non esporre la bandiera rossa dopo l’impatto a muro della Red Bull. Alcuni precedenti in questa stagione raccontano un trend significativamente diverso: a Melbourne ci sono voluti appena 13 secondi dopo l’incidente di Verstappen, a Monaco sono passati 27 secondi dall’errore di Bortoleto e la bandiera rossa, mentre in Spagna il segnale è arrivato 16 secondi dopo l’impatto della Ferrari di Leclerc. In tutte e tre le situazioni, la bandiera rossa sarebbe uscita prima della fine del giro di Russell. In questo caso l’intenzione era quella di permettere ai due piloti Mercedes di terminare il giro?

La gestione poco limpida della doppia bandiera gialla ha impedito a Ferrari di avere in mano gli strumenti necessari per ribaltare la decisione dei commissari. Tutto questo ha smorzato sul nascere la festa che stava già iniziando nel box Ferrari, ma non toglie alcune note positive della qualifica in Stiria. Il gap ‘teorico’ di tre decimi dalla Mercedes di Russell non è esaltante, ma sottolinea i passi avanti fatti di tutto il pacchetto su un tracciato power e rear limited che a inizio anno avrebbe castrato totalmente la SF-26. Anche qui, tutto il divario dalle Frecce d’Argento è spiegato dal deficit motoristico: oggi ci sono stati quasi quattro decimi di differenza tra le due vetture nelle zone di rettilineo. Questo nonostante la Power Unit “ADUO 1” abbia fornito otto cavalli di potenza in più secondo i dati ricavati da Autoracer.it, un valore in linea con le stime della vigilia. La gara di domani sarà caratterizzata, come a Barcellona, da un elevato degrado degli pneumatici e temperature altissime che potranno mescolare le carte da una parte e dall’altra. Ovviamente sarà cruciale la track position dopo i primi giri per gestire al meglio; Mercedes e Ferrari avranno a disposizione un set di medie e due di hard.



