Hamilton: “Non sto pensando al campionato, sono concentrato su ogni singola gara”

Giu 25, 2026

Luca Manacorda, Rosario Giuliana

Dopo il trionfo memorabile conquistato in Spagna, Lewis Hamilton si presenta al Red Bull Ring con una consapevolezza diversa legata alla crescita tecnica della Ferrari, ma con i piedi ben piantati a terra. Il sette volte campione del mondo, parlando ai media – tra cui AutoRacer.it – nel giovedì del GP Austria, ha ripercorso le emozioni dell’ultima gara e analizzato il percorso di sviluppo che sta consolidando la scuderia di Maranello nelle posizioni di vertice in questa sua seconda stagione in rosso.

Il trionfo di Barcellona e l’affetto ricevuto

La vittoria in Spagna ha avuto un sapore speciale per Hamilton, non solo per il peso del risultato in sé, ma anche per l’ondata di supporto ricevuta, Un affetto, quello di tifosi e amici, che ha colpito il britannico nel profondo una volta concluso il weekend di gara: “Significa tantissimo per me. È per questo che ricondivido i contenuti dei tifosi. La gente si chiede cosa faccia dopo aver vinto una gara. Io torno a casa e passo ore sul divano a ripostare le bellissime storie e i messaggi che ricevo. È stato quasi travolgente ricevere così tanto affetto per questa vittoria in rosso”.

Hamilton

Tornare a vincere porta con sé una forte dose di tensioni ed emozioni. Hamilton ha svelato i pensieri che hanno affollato la sua mente nelle battute finali del GP Barcellona, dove l’affidabilità della SF-26 è stata la sua preoccupazione principale mentre si trovava al comando: In quegli ultimi giri speravo che tutto andasse per il meglio, incrociando le dita sul fatto che la macchina riuscisse a finire la corsa. Questo perché nel corso degli anni mi è capitato di tutto: rotture del cambio, problemi al motore, guai idraulici, alla batteria, ai freni. Pensi a tutte le cose che possono andare storte.

Oltre alla componente tecnica, la concentrazione si è focalizzata sul non commettere la minima sbavatura per non gettare al vento la prima posizione: “Mentre guidi, ogni decisione che prendi in pista è cruciale: dove freni, come inserisci la vettura, non devi fare errori. Sapevo che quei punti erano fondamentali per la squadra in ottica campionato Costruttori. Nell’ultimo giro ho cercato di non lasciarmi andare finché non fossi stato sicuro al cento per cento. Ho visto il pubblico alla curva 12 e ho pensato ‘Oh mio Dio’, ma mi sono detto che mancavano ancora due curve. Solo quando ho tagliato il traguardo da vincitore e ho visto il team affacciato sul muretto box ho potuto finalmente rilassarmi”.

Sviluppo tecnico: il ruolo del pilota a Maranello

La Ferrari si presenta in Austria con una versione aggiornata della power unit. Interpellato sul peso del feedback dei piloti nello sviluppo della power unit e dei sistemi elettronici, Hamilton ha voluto dare il giusto medico al lavoro svolto dagli ingegneri a Maranello, spiegando le dinamiche di collaborazione all’interno del reparto corse: “Quando si parla di motore, non c’è una quantità enorme di lavoro in cui il pilota viene coinvolto direttamente. Sono i ragazzi in fabbrica a vedere il deficit e sono loro a mettere in campo l’esperienza necessaria per scoprire quali modifiche servono per estrarre più potenziale”.

Il contributo del pilota resta comunque essenziale sul fronte della guidabilità e della condivisione delle sensazioni al volante: “Dal punto di vista del pilota, ogni fine settimana parliamo e diamo feedback nei debriefing su ciò che sentiamo: la guidabilità, il momento in cui parzializziamo l’acceleratore, i cambi marcia, i rapporti del cambio. Sono cose di cui discutiamo spesso. Spingiamo per avere cambiamenti in quelle aree o almeno per evidenziarle, in modo che gli ingegneri possano testarle al simulatore per trovare tempo sul giro. A volte parliamo anche di una mancanza di energia della batteria in rettilineo rispetto ai rivali. Ci sediamo e ne discutiamo, ma bisogna capire che ci vogliono mesi per deliberare le modifiche e garantire l’affidabilità. La cosa più incredibile è che il team sia riuscito a darci una macchina solida su cui ora possiamo costruire prestazioni da vertice”.

I compromessi per le sfide di Spielberg

Un altro aspetto chiave riguarda il raffreddamento, che al Red Bull Ring è sempre critico a causa dell’aria più rarefatta: “Qui a Spielberg l’altitudine cambia le carte in tavola per la densità dell’aria. Non si tratta solo di raffreddare l’ICE (il motore termico), ma di non far andare in surriscaldamento l’MGU-K – ha detto Hamilton – Abbiamo dovuto sacrificare qualcosina a livello aerodinamico aprendo sfoghi aggiuntivi sulla carrozzeria rispetto alla Spagna, perché l’affidabilità resta la nostra priorità assoluta se vogliamo giocarcela su un tracciato così corto e severo per la meccanica.”

Niente pensieri iridati: focus gara per gara

Nonostante l’entusiasmo per i costanti progressi della Rossa, Hamilton sposa la linea della prudenza e, in perfetta sintonia con il compagno di squadra Charles Leclerc, rifiuta di guardare alla classifica mondiale nel lungo periodo, preferendo concentrarsi sull’immediato: Non sto pensando al campionato, sono concentrato su ogni singola gara, sul prepararmi al meglio ed eseguire tutto nel modo corretto. Abbiamo fatto dei buoni pit stop, una buona strategia, eravamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda a Barcellona. Avere questa costanza ogni fine settimana è la cosa più importante, non pensare a cosa accadrà tra quindici gare”.

Nonostante il gap su Kimi Antonelli sia sceso a 41 punti, il focus resta totale sul fine settimana in corso, senza farsi distrarre dai prossimi appuntamenti europei, inclusa la sua gara di casa: “Non sto pensando a Silverstone in questo momento, penso a domani. Affronto le cose un giorno alla volta. Sono davvero orgoglioso di tutta la squadra in fabbrica, ogni singola persona sta portando qualcosa sul tavolo e ognuno sta spingendo ancora più forte rispetto a prima. C’è stata un’evoluzione positiva incredibile che stavamo chiedendo da tempo, e vederla culminare con il successo di Barcellona è stato fantastico. Sappiamo di dover continuare a mettere un piede davanti all’altro”.

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