La Scuderia Ferrari approda in Giappone per il terzo appuntamento del Mondiale 2026, un weekend che si preannuncia cruciale per definire i reali valori in campo di questa nuova era tecnica della F1. Dopo le prime uscite stagionali, il Cavallino Rampante cerca conferme su uno dei tracciati più probanti del calendario, quello di Suzuka, dove l’efficienza aerodinamica e la gestione della nuova Power Unit faranno la differenza. La trasferta di Shanghai ha lasciato indicazioni preziose che il team di Maranello intende capitalizzare immediatamente.
“Il Gran Premio di Cina è stato un’altra esperienza utile per noi – ha esordito il Team Principal Frédéric Vasseur analizzando il momento della squadra alla vigilia del weekend nipponico – Abbiamo confermato alcuni degli aspetti positivi che avevamo visto a Melbourne, soprattutto in condizioni di gara, ma allo stesso tempo abbiamo constatato che ci sono ancora aree in cui dobbiamo migliorare. Il generale livello di competitività è molto alto e piccoli dettagli possono avere un grande impatto sul risultato”. Secondo Vasseur, Suzuka rappresenta “un’altra opportunità importante per comprendere meglio la SF-26 e continuare a progredire. Dobbiamo restare concentrati su noi stessi, lavorare sull’intero pacchetto e assicurarci di mettere tutto insieme nel corso del weekend”.
L’analisi tecnica: asfalto nuovo e gestione energia
Dal punto di vista motoristico e telaistico, Suzuka resta una pista leggendaria, capace di esaltare le doti di guida grazie a sezioni iconiche come la 130R e la sequenza di curve a S. Marco Gasparet, Sporting Specialist della Ferrari, ha approfondito le sfide che attendono la SF-26: “Il circuito di Suzuka è senza dubbio uno dei più affascinanti e tecnicamente impegnativi dell’intero calendario. La sua unicità deriva dalla combinazione di curve lente, come il celebre tornantino, e sezioni ad altissima velocità. A queste si aggiunge la complessa sequenza di curve in serie, dalla 3 alla 6, che richiede precisione e buon bilanciamento della monoposto”.

Un fattore determinante sarà il nuovo manto stradale, che potrebbe rimescolare le carte rispetto ai dati storici in possesso dei team. “In vista del Gran Premio, il tracciato è stato riasfaltato: quest’anno l’intervento ha riguardato le curve dalla 7 alla 17, completando così il lavoro iniziato nella stagione precedente”, ha spiegato Gasparet. Ma la vera novità del 2026 riguarda la configurazione dei sistemi di sorpasso: “Questo sarà il primo dei sei GP ad avere soltanto due zone di attivazione della Straight Mode. Dal punto di vista della gestione dell’energia, Suzuka rappresenterà una sfida significativa per tutti i team, che dovranno trovare il giusto compromesso per massimizzare prestazioni ed efficienza con le vetture di nuova generazione”.
Il piano per il “mese di pausa” a Maranello
A causa della modifica forzata al calendario che ha visto la cancellazione di due appuntamenti a seguito delle tensioni in corso nell’area del Medio Oriente, il dopo-Giappone sarà caratterizzato da una lunga sosta prima della tappa successiva. Un periodo che la Ferrari intende sfruttare come un vero e proprio laboratorio di sviluppo. “Dopo questa gara avremo un mese a Maranello, che sarà importante per analizzare i dati raccolti nelle prime tre gare e continuare a sviluppare la SF-26 nella giusta direzione”, ha confermato Vasseur.

Sulla stessa linea Gasparet, che ha illustrato come cambierà l’attività in fabbrica durante le prossime settimane: “La modifica forzata al calendario ha richiesto un riadattamento della pianificazione, ma la F1 non si ferma mai: il mese di aprile diventa un’opportunità preziosa per ottimizzare il lavoro svolto finora. In queste settimane ci concentreremo soprattutto nell’analisi dei dati raccolti e nello sviluppo delle simulazioni, uno strumento fondamentale per preparare al meglio gli appuntamenti successivi insieme ai nostri piloti. Parallelamente, continueranno in modo costante anche gli allenamenti dei pit stop, un elemento chiave per mantenere e migliorare il trend positivo mostrato finora”.



