Mancava solo l’ufficialità: i Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita non verranno disputati. Il motivo è noto: la situazione geopolitica che sta interessando il Medio Oriente ha generato importante incertezza, al punto da suggerire alla Formula Uno la cancellazione dei due GP.
Limitandoci all’aspetto sportivo, il conflitto attualmente in essere ha comportato alcune difficoltà per le squadre, specie per quanto riguarda gli spostamenti. Già in Australia, infatti, la FIA aveva optato per l’eliminazione di due dei tre periodi di coprifuoco previsti da regolamento, così da consentire ai meccanici di ultimare la preparazione delle vetture nonostante i ritardi. La Formula Uno ha poi monitorato l’evolversi della situazione, pur nella consapevolezza che la sicurezza di tifosi ed addetti ai lavori fosse l’assoluta priorità.
UFFICIALE LA CANCELLAZIONE DEI GP BAHRAIN E ARABIA SAUDITA: CALENDARIO A 22 GARE
E allora è stata presa la decisione più logica, scegliendo di non disputare le due corse in Medio Oriente. La ragione principale, come ovvio, è che al momento non sussistono le condizioni di sicurezza necessarie per poter disputare i GP. Vi è poi anche il delicato tema della logistica, con buona parte dei collegamenti aerei verso la regione interessata dal conflitto ampiamente limitati.
Per quanto alcuni autodromi (Imola in primis, ma anche Portimao e Tuchia) abbiamo dato la disponibilità ad accogliere la Formula Uno, non ci sarà alcun rimpiazzo. Troppo complesso, specie dal punto di vista logistico, anticipare l’inizio della stagione europea (dove i team si spostano via terra) di circa due mesi. Al contempo, il già fitto calendario lascia poco spazio anche ad un eventuale recupero dei Gran Premi a fine anno, dato che nella parte conclusiva del mondiale sono già previste ben sei gare in sette settimane. Il mondiale F1 2026 sarà dunque di ‘sole’ 22 Gare, 2 in meno del calendario originale.

Stefano Domenicali, Presidente e CEO della Formula 1: “Sebbene sia stata una decisione difficile da prendere, purtroppo è quella giusta in questa fase, considerando l’attuale situazione in Medio Oriente. Voglio cogliere l’occasione per ringraziare la FIA e i nostri incredibili promotori per il loro supporto e la loro totale comprensione, dato che non vedevano l’ora di ospitarci con la loro consueta energia e passione. Non vediamo l’ora di tornare da loro non appena le circostanze ce lo permetteranno”.
Mohammed Ben Sulayem, Presidente della FIA: “La FIA metterà sempre al primo posto la sicurezza e il benessere della nostra comunità e dei nostri colleghi. Dopo un’attenta valutazione, abbiamo preso questa decisione tenendo ben presente tale responsabilità. Continuiamo a sperare in calma, sicurezza e un rapido ritorno alla stabilità nella regione, e il mio pensiero va a tutte le persone colpite da questi recenti eventi. Il Bahrein e l’Arabia Saudita sono incredibilmente importanti per l’ecosistema della nostra stagione agonistica e non vedo l’ora di tornare in entrambi non appena le circostanze lo consentiranno. Un sentito ringraziamento ai promotori, ai nostri partner e ai nostri colleghi di tutto il campionato per l’approccio collaborativo e costruttivo che ha portato a questa decisione”.
Lo sceicco Salman bin Isa Al Khalifa, amministratore delegato del Bahrain International Circuit: “Sosteniamo pienamente la decisione della Formula 1 e siamo grati a loro e alla FIA per il loro supporto e la loro duratura collaborazione. Non vediamo l’ora di dare il bentornato ai fan di tutto il mondo in Bahrain al ritorno della F1. A nome di tutti noi del BIC, colgo l’occasione per offrire il nostro sincero ringraziamento a tutti coloro che nella comunità della F1 si sono presi il tempo di inviarci messaggi di supporto”.
Sua Altezza Reale il Principe Khalid bin Sultan Al-Abdullah Al-Faisal, presidente della Federazione saudita dell’automobile e della motocicletta (SAMF) e presidente della Saudi Motorsport Company (SMC): “La Federazione saudita dell’automobile e della motocicletta rispetta la decisione presa dalla Formula 1 in merito al calendario delle gare del 2026. I fan di tutto il Regno attendevano con impazienza il Gran Premio di Formula 1 STC dell’Arabia Saudita a Jeddah questo aprile, ma comprendiamo le ragioni alla base di questa decisione e restiamo in stretta collaborazione con la Formula 1.”



