PU Mercedes, Wolff: “Fino a Venerdì non pensavo ci sarebbero stati cambiamenti”

Feb 11, 2026

Jacopo Moretti

In questo sport non si è mai sicuri di nulla”. Toto Wolff inizia a temere che la partita sul motore Mercedes, oggetto di proteste da parte degli altri motoristi, possa prendere una piega inattesa. A Brackley sono convinti “di aver fatto le cose come si deve, coinvolgendo la FIA in ogni decisione e ricevendo tutte le rassicurazioni del caso”. Eppure “gli altri team hanno fatto squadra contro di noi. Riunioni segrete, lettere alla FIA…non ce lo aspettavamo”.

Il punto, secondo Wolff, è che “tutte le regole sono state rispettate, semplicemente bisognerebbe apprezzare l’ingegno nell’aver trovato soluzioni differenti”. E se la FIA non dovesse vederla così? “A quel punto, se venisse modificato il regolamento, ci adatteremo. Ma qualsiasi cambiamento sarebbe senz’altro dannoso per noi come per i motorizzati Mercedes”.

Un rischio importante, insomma, al punto che “cambiare l’utilizzo di un motore rispetto a come è stato progettato risulterebbe sicuramente un disastro dal punto di vista prestazionale”. Pur con una convinzione: “anche qualora dovessero cambiare le regole, non c’è alcuna possibilità che faremo causa a qualcuno”. Dalle parole di Wolff emerge una certa inquietudine, posizione ben diversa da quella quasi sfacciata mostrata durante l’evento di presentazione della W17, quando l’austriaco invitò i rivali a “farsi gli affari propri”.

Del resto, lo stesso Team Principal ha ammesso di “essere rimasto colpito da come il tema sia tornato attuale. Fino a venerdì scorso ero piuttosto convinto che le cose non sarebbero davvero cambiate”. E a preoccupare “non sono tanto i cavalli che perderemmo, una manciata, ma più il precedente che si andrebbe a creare. Se si cambiano ora le regole si va a complicare tutto e non sappiamo nemmeno come ciò potrebbe influire sul sistema di bilanciamento della prestazione. Le conseguenze sono immense e non quantificabili”.

Wolff attacca: “C’è chi vorrebbe il livello prestazionale fissato artificialmente. Si va contro lo spirito della F1”

E allora, con l’incombente spettro di una decisione della FIA in grado di modificare i rapporti di forza (“se condividono la loro tesi, siamo fregati”) Wolff passa all’attacco. “La verità è che ci sono team che vorrebbero uno sport con BoP senza chiamarlo BoP. Non ci sarebbe spazio per l’ingegno, solo un livello prestazionale creato artificialmente”.

Un pensiero, spiega il Team Principal, “che va contro l’essenza della Formula Uno, ovvero attrarre i migliori ingegneri lasciando loro libertà di creare. Pur sapendo che a volte questo approccio potrebbe andare anche contro di te”. E allora: “Non posso che confidare che la FIA e Stefano [Domenicali nda.] guarderanno con attenzione la situazione. Per il momento abbiamo avuto il supporto di Ben Sulayem, lui è uno che mette molta attenzione nei dettagli delle vetture e dal suo punto di vista il regolamento è chiaro”.

“Red Bull è il riferimento. Non siamo in grado di raggiungere il loro livello di erogazione dell’energia”

Capitolo motore archiviato, Wolff ha poi detto la sua sulle prime risultanze emerse a Barcellona, dove – forse un po’ a sorpresa – “Red Bull è stata il riferimento”. “Speravo fossero messi peggio, ma hanno lavorato davvero bene. Hanno una buona macchina e un buon motore, e il fatto che ci sia Max alla guida rende tutto ancor più competitivo”.

A fare la differenza sarebbe, in particolare, “l’erogazione dell’energia. Ne usano molto più degli altri nei rettilinei”. E non si parla di giro singolo: “Abbiamo analizzato le loro prestazioni, e lo scenario si è ripetuto per una decina di passaggi, sempre con la stessa erogazione in rettilineo”. E allora: “Non posso non dire che siano loro il riferimento. Noi, attualmente, non siamo in grado di raggiungere un simile livello. Vedremo come andrà qui in Bahrain… in attesa di sapere il nostro destino”.

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