Allison: la funzione dell’aerodinamica attiva e le nuove modalità di sorpasso

Feb 2, 2026

Jacopo Moretti

Questo è il più grande cambiamento a cui io abbia mai assistito”. Non usa giri di parole James Allison, direttore tecnico della Mercedes e tra i “papà” della W17, svelata quest’oggi ufficialmente a Brackley. “Siamo di fronte ad una power unit completamente nuova, le regole relative al telaio sono cambiate, le gomme anche e la potenza elettrica di queste nuove vetture è sbalorditiva. Di solito si fa una rivoluzione alla volta… ma qui è arrivato tutto insieme”.

Il cuore della trasformazione – rivela Allison – sta nel come si trasferisce a terra la potenza generata dalla componente elettrica. In questo le nuove Power Unit sono cambiate moltissimo rispetto al passato”. Uno dei motivi per cui anche il telaio è stato profondamente modificato: “le altre regole hanno seguito l’architettura del motore, così da avere vetture più efficienti. Ecco perché le macchine 2026 saranno più leggere, più piccole e con meno drag”. Tra gli elementi di novità vi sarà poi l’aerodinamica attiva, studiata dalla Federazione per aumentare le possibilità di sorpasso in pista. “Devo dire che non si è trattata della sfida più complicata di questo regolamento – spiega Allison – ma probabilmente sarà quella che farà discutere di più”.

Allison: “La gestione dell’energia da parte dei piloti mescolerà molto i valori”

Il concetto, quantomeno al posteriore, ricorda il DRS: “Si apre un flap, il carico diminuisce e la resistenza cala sensibilmente, così vai più veloce sul dritto”. Ma la differenza rispetto alla “vecchia” alla mobile è sostanziale: “Non dipende dalla distanza dalla vettura che ti precede. È disponibile su ogni rettilineo, in ogni gara, per ogni macchina”.

All’anteriore, invece, il lavoro per gli ingegneri è stato più importante: “L’ala davanti si apre, ma non per ridurre il drag, perché il drag davanti cambia pochissimo. Serve a mantenere il bilanciamento”. Se si scarica tanto carico dietro, bisogna farlo anche davanti: “Così l’equilibrio complessivo non si sposta e la macchina resta guidabile”. E, al di là degli aspetti tecnici, il vantaggio è chiaro: “Puoi aprire le ali prima sul rettilineo rispetto al passato. Se aprissi solo il posteriore, dovresti aspettare velocità molto alte. Aprendole entrambe, puoi farlo prima e beneficiare più a lungo della riduzione di drag”.

Addio DRS, ma non addio ai sorpassi. “L’overtake mode è simile all’ala mobile – chiarisce il direttore tecnico della Mercedes – specie se si considera che è utilizzabile solo quando si è vicini all’auto che ti precede”. Ma per il resto cambia tutto: “Questa modalità non incide più sull’ala mobile e sulla resistenza come il DRS, riguarda, piuttosto, la gestione dell’energia. La si accumula nel giro, la si utilizza in rettilineo”.

Si aggiunge, poi, anche il “boost button”: “Se il pilota lo preme, cancella la gestione automatica e ha a disposizione tutta la potenza che la batteria può fornire”. Parliamo di “350 kW elettrici, più tutto quello che l’endotermico può dare. È una quantità di potenza piuttosto spaventosa”. Ma con un possibile prezzo da pagare: “Se scarichi tutta la batteria per superare un rivale, potresti ritrovarti senza energia per il resto del giro mentre lui ne ha a disposizione per rispondere all’attacco”. In questo senso: “i piloti dovranno imparare a gestire queste opportunità, sarà un aspetto che mescolerà molto i valori”.

Test Barcellona: “Presto potremo concentrarci sulle prestazioni”

Nel frattempo, però, la W17 ha già inanellato ben 500 giri con il duo Antonelli-Russell al volante, mostrando un’impressionante solidità. “Ci aspettavamo diverse bandiere rosse e motori in fumo – spiega Allison – invece il livello di affidabilità è stato per tutti sorprendente, in alcuni casi anche molto meglio rispetto ai test invernali di vetture più mature. Spero che questo significhi che presto tutti potremo concentrarci solo sulla prestazione”.

E proprio sui primi chilometri della nuova Mercedes, il direttore tecnico della stella ha spiegato che “durante le prove è come se si facesse una fotografia complessiva della vettura. Abbiamo passato più di un anno a lavorare in una sorta di bolla e ora se vediamo qualcosa che non va la studiamo finchè non la risolviamo”. Tutto parte del piano: “Abbiamo sempre fatto così, e sappiamo che anche i rivali non faranno diversamente”.

 

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