È Lando Norris il nuovo campione del mondo di Formula 1: il britannico arriva terzo in una gara gestita al meglio ad Abu Dhabi alle spalle di Verstappen e Piastri. Dopo aver subito un sorpasso dal compagno di box, si ferma ai box per il primo dei due cambi gomma, rientrando poi nel traffico e riuscendo a rimontare fino alla terza posizione, mantenuta fino alla bandiera a scacchi rischiando anche una penalità per essere uscito di pista in un sorpasso a Tsunoda. “Gli ultimi giri sono stati piuttosto lunghi, forse avevo anche qualche lacrima perché la mia visiera si stava appannando, quindi è stato anche più complicato vedere dove stavo andando”, afferma al termine della gara, “Ho guidato un pochino più lento e guardando gli spalti. Me li sono goduti perché potrebbe anche essere l’ultima volta che posso vivere un momento così. Io spero che non sarà così, però ho potuto godermi questi momenti in ogni modo possibile, poi l’ho fatto con la mia famiglia: è stata una giornata davvero incredibile.”
L’emozione non tarda ad arrivare: già nel team radio si sente la voce rotta dal pianto mentre ringrazia la scuderia e chi gli è stato accanto sin dall’inizio: “Grazie ragazzi. Oh mio Dio, avete fatto la storia. Grazie mille, vi amo ragazzi. Vi meritate tutto. Ti amo papà, ti amo mamma. Grazie per tutto. Non sto piangendo…”. Lacrime e occhi lucidi che lo accompagnano anche durante la prima intervista da campione del mondo: “Oddio, non piangevo da tempo. È stato un percorso lungo, molto lungo. Innanzitutto voglio ringraziare tutti i membri del team, i miei genitori. Non sto piangendo”, dice ridendo a David Coulthard, “Voglio ringraziare i miei genitori, sono loro che mi hanno sostenuto fin dall’inizio. Sembro un perdente in questo momento…”. I complimenti non mancano nemmeno per i due rivali che hanno tenuto acceso il mondiale fino all’ultima gara: “Voglio congratularmi con Oscar e Max, i miei due avversari per tutto l’arco di questa stagione. È stato un piacere correre contro di loro e ho imparato tanto da loro. Mi sono divertito molto. È stata una stagione molto lunga, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.”

Lando Norris entra così nel gruppo elitario dei piloti che possono vantare la vittoria di un mondiale di Formula 1 al suo settimo anno nella categoria regina, tutti in McLaren. Nei ringraziamenti non mancano ovviamente quelli al team di Woking: “Sono con la McLaren da 7 anni e abbiamo attraversato momenti tremendamente difficili ma anche molto belli. Ora posso finalmente restituire a loro qualcosa. Credo di avere fatto la mia parte, perché sono il pilota che è tornato a far vincere un titolo Piloti a loro. Sono molto fiero di me stesso, ma sono ancora più fiero di tutte le persone che sto facendo piangere in questo momento”. Sul podio, continua: “Sognavo questo momento da tantissimo tempo, ma vale per tutti i piloti. Ci si mette tanto in una stagione come questa, fatta di alti e bassi. Ma alla fine conta come finisci e siamo finiti davanti a tutti. Devo davvero ringraziare il team che ha vissuto tanti momenti con me. Non solo poi negli ultimi 7 anni qui in McLaren, ma negli ultimi 16-17 della mia vita, quando ho lavorato per raggiungere questo sogno, per cui sono davvero molto felice.”
UNA VITTORIA MONDIALE CHE SA DI RIVALSA
La vittoria del primo titolo mondiale all’ultima gara del calendario è il coronamento di una crescita personale che va di pari passo a quella in pista. Molte volte l’anno scorso Norris era stato criticato sui social per non mostrare la stessa grinta di Verstappen in pista, per non aver mai vinto, per non essere aggressivo in pista e incostante davanti alle telecamere. Commenti che hanno fatto soffrire il britannico, tanto da fargli chiudere tutti i profili social per un periodo prolungato. Nella scorsa stagione ha intrapreso un percorso per riuscire a gestire anche questi momenti e per scendere in pista con la mente libera, concentrandosi solo su quello che succede con il casco indossato. Non ha mai nascosto le sue debolezze davanti alle telecamere, conscio di non essere granitico come Max e come il prototipo di pilota perfetto. Ed è per questo che la vittoria del titolo all’ultima gara nasconde molto di più: Norris ha dimostrato di saper crescere e che si può vincere il mondiale abbracciando e accogliendo momenti di debolezza trasformandoli in forza: “Potete farvi l’immagine che volete di me. Io continuo sempre a essere più onesto e genuino possibile. A volte magari ho detto cose che non possono mettere d’accordo tutti, magari sono un po’ controverse, però ho cercato di essere me stesso e ho cercato di fare di tutto a modo mio”, spiega, “Voglio farlo a modo mio. Molti hanno detto che devo essere più aggressivo, che devo fare questo, devo fare quello, però avevate torto perché non vi ho seguiti e ho vinto lo stesso. Sono ancora più fiero di non aver dovuto provare di essere qualcuno che non ero quest’anno. Ho continuato a essere me stesso, ho continuato a essere un bravo ragazzo in pista e a correre nel modo più corretto possibile, nel modo più onesto possibile. Potevo prendere più rischi, potevo fare di più, magari fare più cattiverie, buttare fuori la gente di pista. Non è difficile farlo, però preferisco averlo fatto nel modo in cui volevo farlo. E io voglio soltanto correre a modo mio e l’ho fatto e questo mi rende ancora più fiero del traguardo che ho raggiunto oggi.”

Il primo titolo iridato è arrivato in rimonta sul compagno di squadra Piastri, che fino a Monza sembrava saldamente al comando della classifica piloti, ma errori e sbavature hanno permesso a Lando, impeccabile da novembre, di ricucire il gap fino a superarlo e a Verstappen di rimanere in corsa fino all’ultima gara, rendendo emozionante il finale di stagione. “Le mie prestazioni migliori sono arrivate quando sembrava che potessero non contare più, quando ero più indietro nella lotta per il Mondiale. È lì che ho tirato fuori il meglio da me stesso e ho dimostrato quanto valgo. Sono riuscito a recuperare il gap e a fare le prestazioni che servivano per vincere. Sono fiero di aver fatto felice la mia famiglia. Grazie a mamma e papà, perché mi hanno permesso di inseguire questo sogno.”
AD ABU DHABI BASTA UN TERZO POSTO
“Avevo in testa il titolo quando ero terzo, non puoi non pensarci. Ma è stata una gara lunga e abbiamo visto tante volte che può succedere di tutto in Formula 1”: partito dalla seconda casella, ad Abu Dhabi Norris ha fatto la sua gara alle spalle dei rivali per il titolo Verstappen e Piastri. “Ho spinto fino a 3 giri dalla fine, a quel punto ho un po’ alzato il piede. Ma volevo comunque spingere fino alla fine. Ed è quello che abbiamo fatto per tutta la stagione, con Max che ci ha inseguiti fino alla fine, con Oscar che è tornato sotto proprio nelle ultime gare. Ci hanno reso le cose dure quest’anno. Sono davvero molto felice”.

Sorpassato proprio dal compagno di squadra, ha gestito la gara dalla terza posizione ma non senza rischi. Dopo il primo dei due pit stop effettuato a metà dei 58 giri, Lando si è trovato in mezzo al traffico e nella rimonta ha battagliato con Tsunoda, che ha cercato di mettere in difficoltà il britannico per aiutare Verstappen. il nuovo campione del mondo, però, non si è fatto ingannare e l’ha superato con una manovra secca con la quale però ha superato i limiti della pista con tutte e quattro le ruote. Episodio investigato, ma conclusosi con un nulla di fatto. Ad aver preso penalità è il giapponese della Red Bull, reo di aver cambiato direzione troppe volte nella difesa sul pilota papaya. Al termine della gara, Norris ne ha parlato: “Non avevo idea di essere sotto investigazione, ma sapevo di avere fatto tutto in modo corretto e non mi sono preoccupato. Ho cercato di godermi il momento perché non tante persone al mondo e in F1 hanno la possibilità di vivere quello che ho vissuto. Sono felice per tutti i ragazzi della McLaren, forse sono più contento per loro che per me. Sono felice in modo pazzesco.”
Il primo titolo iridato è arrivato in rimonta sul compagno di squadra Piastri, che fino a Monza sembrava saldamente al comando della classifica piloti, ma errori e sbavature hanno permesso a Lando, impeccabile da novembre, di ricucire il gap fino a superarlo e a Verstappen di rimanere in corsa fino all’ultima gara, rendendo emozionante il finale di stagione. “Le mie prestazioni migliori sono arrivate quando sembrava che potessero non contare più, quando ero più indietro nella lotta per il Mondiale. È lì che ho tirato fuori il meglio da me stesso e ho dimostrato quanto valgo. Sono riuscito a recuperare il gap e a fare le prestazioni che servivano per vincere. Sono fiero di aver fatto felice la mia famiglia. Grazie a mamma e papà, perché mi hanno permesso di inseguire questo sogno.”



