Il weekend di Abu Dhabi è tempo di bilanci anche per chi, come Stefano Domenicali, non è impegnato in una lotta mondiale ma rimane comunque parte in causa. Il CEO della Formula 1 deve a sua volte tracciare un bilancio della stagione che sta terminando, parlare di progetti futuri e analizzare come questo sport è cresciuto nel corso degli ultimi anni. Intervistato da Mara Sangiorgio, non è mancata anche una domanda sul suo passato, ossia il suo tempo trascorso in Ferrari, e il momento attuale della Scuderia.
Il pensiero sulla stagione corrente: la competitività dei team e il mondiale a tre
Chi meglio di Domenicali potrebbe capire come si sentono McLaren e Red Bull, tra ingegneri, meccanici, responsabili e piloti in questa situazione? “L’ultima volta era nel 2010, se ricordo bene. Il tempo, come sempre, copre certe delusioni sportive, che però ti fanno bene e ti fanno maturare” ha commentato il manager italiano, che è poi passato all’analisi di quello che si è visto fin qui in pista. “E’ stata una stagione straordinaria. Se ricordiamo, prima della pausa estiva il mondiale per tutti era già vinto da Oscar Piastri. Poi ad Ottobre, si diceva Lando Norris. A metà Novembre si era convinti che Max Verstappen lo avrebbe vinto. Questo vuol dire che sono successi eventi in pista che hanno confermato come questa sia stata una stagione molto bella e molto tirata“. Domenica non sarà certo una giornata banel, per nessuno. “Ci sarà tanta tensione e tanto pathos“.

Un aspetto messo in risalto da Domenicali è l’alta competitività di ogni macchina e team “Il gap tra le varie auto è infinitesimale. E’ stata una stagione bella dal punto di vista sportivo, ma non solo“. Chiaramente sotto la lente di ingrandimento la crescita del movimento Formula 1 nel mondo. L’aumento dei giovani appassionati al motorsport e che seguono la F1 anche attraverso le varie piattaforme social e non solo. Stefano rende però merito a tutti “Abbiamo coinvolto mondi che non ci appartenevano ed ora siamo un punto di riferimento sportivo, di intrattenimento e fatto cose che molti non credevano possibile. Abbiamo anche creato un interesse commerciale, portando tanti partner che credono in questo sport e che investono in questo sport. Io ho l’obbligo di dare una cartezza direzione ma la credibilità nasce e cresce perché tutti capiscono che c’è una visione dietro questo progetto.”
I programmi per il futuro: continuano le discussioni sul formato del weekend e sul numero di Sprint
Nei vari discorsi fatti, Stefano Domenicali ci tiene a sottolineare come il focus e il ‘core’ come lo definisce lui, della Formula 1, sarà sempre la parte tecnica-sportiva. “Anno prossimo ci saranno tantissimi punti di interesse e da capire per portare avanti lo sviluppo”. A questo si aggiungerà, in un 2026 totalmente rivoluzionario, un mercato piloti che potrebbe incandescente, così come il futuro di molte squadre da dipenderà dai primi risultati della prossima stagione. Un cambiamento così grosso è un occasione per tutti, che però non potrà soddisfare 11 team su 11 e questo comporterà anche che, inevitabilmente, qualcuno rimarrà deluso. “Io vedo una piattaforma ancora in grande crescita, che vive un momento di grande entusiasmo, coinvolgente”.

Per crescere ulteriormente sarà necessario anche affrontare discussioni delicate o apportare ulteriori cambiamenti. Il CEO della Formula 1 non scappa dinnanzi a questo ed anzi, conferma come ci siano atto discussioni anche con gli stessi piloti, per capire la direzione da prendere per il futuro. “Bisogna evolversi sempre, non fermarsi”. Un tema di interesse rimane il format del weekend e la disputa delle prove libere, con i tre giorni a disposizione per ogni Gran Premi. “So che sono interessanti per gli ingegneri, ma per chi segue la parte più divertente è quando c’è qualcosa per cui combattere, altrimenti diventa tutto un pochettino più noioso”. I regolamenti 2026 sono già stati confermati e quindi non è previsto alcun cambiamenti, ma le discussioni per ulteriori cambiamenti a partire dal 2027 vanno avanti, conferma Domenicali, che poi a domanda diretta, risponde in modo diretto: aumenterà il numero di Sprint Race? “Sì!”.
A tal proposito, il manager italiano sottolinea come anche chi era più tradizionalista o contrario, si stia convincendo della bontà di questo format. Spiegando meglio il proprio punto di vista, il manager italiano afferma che a suo modo di vedere è necessario avere sempre qualcosa in palio per cui combattere. “Anche per i piloti penso sia più stimolare correre per un risultato che vale dei punti”. Ogni decisione ovviamente dovrà poi trovare il supporto e la collaborazione dei promoters, broadcaster e tutti i partner della F1. Riguardo il numero di gare “Penso che 24 sia un programma equilibrato. Vedo poi che c’è gente che trova il tempo di andare anche a prendere il sole nei giorni liberi” scherza Domenicali.
Il Boost dei giovani sulla F1 e i loro ‘vantaggi’ verso il prossimo anno.
Un aspetto che sembra essere molto caro a Domenicali è l’apporto che i giovani stanno dando a questa Formula 1. La nuova generazione di piloti – Antonelli, Bearman, Bortoleto, Hadjar ed anche Lindblad che si unirà alla griglia anno prossimo – sta dimostrando tutto il proprio valore, a 360°, contribuendo anche alla crescita di questo sport. “Hanno dimostrato di essere forti ma vedo anche un effetto coinvolgente verso i più giovani che magari prima non seguivano la F1.” L’ex Lamborghini prende anche l’esempio di Isack Hadjar per testimoniare come spesso ci siano giudizi affrettati, di come i pensieri possano cambiare e di quanto questi giovani piloti si stiano imponendo nella F1 di oggi. “Ricordiamo come al primo giro di formazione tutti erano pronti a mettere il mirino su di lui e salutarlo e invece ha avuto la conferma adesso che anno prossimo farà un salto in avanti. Questo dimostra che in tutti c’è la capacità di evolvere. Di questo siamo contenti”.

In merito al prossimo anno, Domenicali afferma di aspettarsi molto proprio da questa nuova generazione “cresciuta con l’effetto Playstiation, ed il fatto di dover gestire molti parametri, potrà essere un punto che andrà a loro vantaggio”. Il CEO della F1 ammette di essere curioso di vedere come sarà il confronto con i piloti un po’ più esperti, che potranno sicuramente allenarsi con il simulatore.
Domenicali su Ferrari: “Pressione a volte opprimente, ma bisogna affrontare la situazione con entusiasmo”
Visto il suo passato e il conseguente momento di difficoltà che sta vivendo la Scuderia, era inevitabile non porgere una domanda a Stefano Domenicali riguardo la situazione della Ferrari, che è attesa ad un importante stagione la prossima, per evitare ulteriori reset, critiche, cambiamenti e quant’altro si è vissuto negli ultimi anni. “Da fuori è sempre difficile, ma io conosco cosa vuol dire gestire una pressione che tante volte è opprimente. Bisogna avere però la forza di essere leader e tirare su la testa, senza trovare scuse. Penso però che si stia giustamente dando fiducia a Fred e ai piloti. C’è un progetto tecnico nuovo e importante che deve essere un punto di partenza”.

Stefano Domenicali afferma come la squadra debba trovare la forza di reagire e di avere un giusto atteggiamento, anche in un momento difficile come quello attuale. “Bisogna affrontarlo con entusiasmo e grande forza. Dobbiamo ricordarci che rappresentiamo qualcosa di unico, di cui dobbiamo sentirci orgogliosi e sentire anche la responsabilità di reagire” afferma mostrando ancora un grande, ma logico, attaccamento a quella squadra che rimane una grande parte del suo passato. “Credo che l’atteggiamento dei ragazzi a Maranello, che conosco bene, deve essere quello di non farsi sotterrare dall’ansia di non raggiungere certe prestazioni”



