Nonostante una stagione negativa che li vede attualmente battagliare con Haas e Sauber per la P7 nel Mondiale Costruttori, Aston Martin è senza dubbio uno dei team più chiacchierati. I pesanti investimenti di Lawrence Stroll, l’arrivo di Enrico Cardile, la presenza di Andy Cowell, la decisione di diventare team costruttore in partnership con Honda e soprattutto la presenza del genio della F1, Adrian Newey. Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dall’annuncio che l’ex Red Bull guiderà la squadra nel ruolo di Team Principal a partire dal prossimo anno, con un ricollocamento di Cowell, che aiuterà la collaborazione con Honda e l’interazione Power Unit – telaio. Questo è stato uno dei temi più importanti nel media day di Fernando Alonso in quel di Qatar.
La nuova organizzazione Aston Martin che entusiasma Fernando Alonso
La notizia ha colto molti di sorpresa: Adrian Newey sarà il nuovo Team Principal della Aston Martin. Chi però ha vissuto dall’interno quanto successo, non ha subito lo shock di questa notizia e Fernando Alonso ne parla apertamente. “Con Lawrence il rapporto è stretto, ci tiene molto coinvolti in ogni suo pensiero o decisione, anche se poi noi piloti non abbiamo potere. Parliamo regolarmente una volta a settimana o anche una volta al giorno quando è presente in circuito. Quindi questa decisione che stava maturando è venuta fuori pian piano e non è stata una sorpresa per noi“. Lo spagnolo poi minimizza un po’ quelli che potrebbero essere i cambiamenti visto il ruolo già molto centrale dell’ex Red Bull all’interno della squadra. “Adrian guidava già lo sviluppo della macchina e si occupava della parte tecnica, ma in qualche modo seguiva anche lo sviluppo della squadra: le persone che mancavano, le aree da migliorare. Internamente gestiva la squadra a livello ingegneristico ma non solo. Penso sia un passaggio logico in vista del 2026“

Secondo Fernando i risultati di questa stagione non hanno avuta alcuna influenza sugli ultimi cambiamenti attuati dall’imprenditore canadese, seppur la stagione sia poi di per se negativa. Chiaramente quello attuato è un qualcosa che avrà il suo impatto visto il peso delle figure coinvolte. “Adrian ha il suo stile incentrato solo sulla performance. Il suo è un impegno illimitato nel cercare la perfezione. E’ un grande competitors ed un grande leader e con Adrian tutto sarà più estremo” dice Alonso, spiegando anche come la squadra dovrà in qualche modo adattarsi a questo cambiamenti, che però può essere molto utile soprattutto per un team come Aston Martin. “Ricordiamo che la squadra è comunque ancora giovane. La base era di 300 persone, negli ultimi 2-3 anni siamo cresciuti molto ma ci sono persone ancora con poca esperienza, nuovi in Formula 1 e molto giovane, che hanno bisogno di una guida come Adrian che può insegnargli cosa serve per poter aver successo in questo mondo“
Il cambiamento della figura di Team Principal e il trio che assicura ad Aston Martin un futuro roseo
Vista la ‘promozione’ di Adrian Newey, che segue a figure come quella di Andra Stella, Laurent Mekies, Ayao Komatsu, James Vowles, Alan Permane e il tandem Mattia Binotto – Jonathan Wheatly, ossia di figure prettamente tecniche alla guida di un team di Formula 1, ad Alonso è stato chiesto se oramai la figura del Team Principal si sta evolvendo. “La F1 cambia come cambia il mondo. Ora è tutto alla ricerca della performance. La macchina è guidata da centinaia di simulazioni e di setup diversi e c’è meno spazio per le intuizioni. Tutto è guidato dai dati. Questo vale anche per la guida di un team. In passato erano necessarie personalità forti come Montezemolo, Flavio (Briatore), Eddie Jordan o Ron Dennis. Era più difficile negoziare i contratti in quel caso (ride) ma ora è tutto incentrato sui dati”. Un qualcosa che probabilmente è dettato anche dal salary cap presente in F1 che spinge le squadre a promuovere Direttore Tecnici a Team Principal, per potersi assicurare più figure di spicco all’interno del proprio organigramma, con una divisione tecnica sempre più rilevante.

“In Aston Martin siamo fortunati perché abbiamo un buon bilanciamento di queste cose. Abbiamo due grandi leader tecnici, due delle figure singole più vincenti in Formula 1, ossia Andy Cowell ed Adrian Newey, ma abbiamo anche un buon team commerciale, con i nostri sponsor e la figura di Lawrence Stroll, che è un po’ vecchia maniera, con la passione delle corse che gli scorre nel sangue“. Il modo in cui opererà Newey si vedrà solamente il prossimo anno, lo stesso Alonso ha risposto di non sapere se sarà presente in pista in tutte le gare. Quel che è certo è che Aston Martin si sta preparando nel miglior modo possibile a questa rivoluzione regolamentare. “Abbiamo un team forte in pista, con gente d’esperienza come Andy Stevenson, grandi ingegneri di pista, della performance e alle strategie. Io e Lance portiamo 35 anni di esperienza, quindi non penso ci manchi qualcosa sotto questo aspetto, ci serve solo una macchina più veloce” ha ribadito lo spagnolo che esprime una grande fiducia per il futuro del team di Silverstone grazie al ‘trio di comando’ “Abbiamo probabilmente le due persone migliori in F1: una per il telaio e il team, l’altra per l’integrazione telaio-motore e anche lui per il team e poi un leader forte come Lawrence. Siamo in buone mani, speriamo solo di avere una macchina migliore”. Dal prossimo anno saranno operativi al meglio anche la nuova fabbrica e la galleria del vento che daranno il loro contributo per lo sviluppo delle future monoposto.
I cambiamenti che richiederà il 2026 riguarderanno anche i piloti
Tra le sfide che si dovranno affrontare nel prossimo anno però non ci sono solo quelle puramente tecniche, da affrontare in fabbrica e con lo sviluppo. Fernando Alonso sottolinea come quella del prossimo anno sarà una sfida anche per i piloti stessi, il che intriga parecchio lo spagnolo, che si vuole mettere alle spalle questa stagione chiaramente negativa. “Le ultime gare saranno importanti per la classifica costruttori perché siamo molto vicini e separati da pochi punti con i nostri rivali e vogliamo batterli in pista”.

Dopo un ottimo inizio, l’avventura di Alonso in Aston Martin ha subito un po’ una fase di stallo e poi di involuzione, non riuscendo a tenere il passo dei top team. Il cambiamento del prossimo anno offre certamente una possibilità, ma è ancora difficile chi potrà partire con i gradi di favorito e chi, ad oggi, può essere messo meglio. “Sarà interessante anche per i piloti. Cambierà un po’ lo stile di guida, perché le auto andranno guidate in modo diverso ma avremo poco tempo nei test. Un giorno e mezzo a Barcellona e poi 2 giorni a pilota nei test del Bahrain. Per tutti i cambiamenti che ci sono, non è abbastanza tempo e sarà fondamentale la preparazione in fabbrica, al simulatore. Ci sarà anche poco tempo tra la fine di questa stagione e l’inizio della prossima per staccare e recuperare mentalmente e fisicamente”.



