McLaren ha smascherato un’area grigia utilizzata dalla Red Bull relativa ai costi delle Power Unit

Nov 21, 2025

Paolo D’Alessandro, Piergiuseppe Donadoni

Il mondiale 2025 è prossimo alla sua conclusione. McLaren ha già vinto il campionato Costruttori mentre Mercedes, Red Bull e Ferrari (in ordine di classifica attuale) battagliano per il secondo posto. Lando Norris in Brasile ha consolidato la sua leadership, con Oscar Piastri alle sue spalle, ora distanziato di 24 punti. “Senza uno zero da parte di Norris, non possiamo sperare nel mondiale” ha confessato Helmut Marko, parlando delle speranze di Max Verstappen, divenute oramai residue ma con l’obiettivo di conquistare almeno il titolo di vice campione del mondo. A riguardo, Las Vegas è una tappa cruciale ma c’è un tema caldo in questi ultimi giorni che riguarda il motore montato dall’olandese ad Interlagos, un’arma in più da giocarsi in queste ultime tre gare. 

Mclaren ne è consapevole: il cambio di Power Unit è un vantaggio innegabile per Verstappen 

All’inizio di questo ciclo regolamentare, la differenza tra una Power Unit fresca ed una usurata era abbastanza rilevante. Col tempo i motoristi hanno raggiunto livello di prestazione, affidabilità e consistenza nel tempo impressionanti. Molto dipende anche dal tipo di progetto, tuttavia, è altrettanto chiaro che, in una F1 dove anche un decimo può fare la differenza tra prima e terza fila, ogni piccolo guadagno aiuta. Inoltre, cosa da non sottovalutare, Las Vegas è un GP dove i cavalli saranno piuttosto rilevanti. Poi la F1 sbarcherà in Qatar, circuito da alto carico e con curve veloci, dove il motore verrà messo sotto stress anche a livello di temperature e raffreddamento. Infine, Abu Dhabi, la pista meno esigente ma presenta lunghi rettilinei.

Insomma, un motore fresco può dare qualche garanzia in più con la possibilità di utilizzare la mappatura più spinta per un numero maggiore di chilometri. Lando Norris in stagione ha già subito uno zero per affidabilità ed entrambi i McLaren sono a rischio penalità essendo arrivati al limite dei componenti utilizzabili. E’ chiaro che un cambio di unità vorrebbe dire prendere penalità in uno dei prossimi Gran Premi e, dopo la clamorosa rimonta in Brasile di Verstappen, equivarrebbe a consegnare un importante vantaggio all’olandese in uno dei tre appuntamenti. Una differenza inoltre da sottolineare è che un cambio per motivi di performance, visto quanto fatto fino ad oggi da McLaren, li dovrebbe indurre a smarcare 2 nuovi motori, per entrambi i piloti, per non dare vantaggi al solo Norris o Piastri. McLaren però solleva due importanti temi.

La FIA interverrà solo nel 2026 ma ad infastidire la McLaren c’è anche la disparità tra team ufficiale e cliente

Ma andiamo al punto: un motore aggiuntivo viene esentato dai costi dell’anno corrente solamente se questo si è reso necessario “a causa di danni causati da incidenti o altre cause indotte dal team”. Nel caso di Max Verstappen appare evidente che quella sia stata una scelta presa da Red Bull, proprio per giocarsi tutte le proprie ‘cartucce’ in questo mondiale e non per una questione puramente di affidabilità. “E’ una mossa che mette alla prova le regole. Sarà interessante capire se questi costi entreranno nel budget cap o meno, perché se è stato fatto per motivi di performance, dovrebbe andarci. Noi non vogliamo farlo proprio perché ci porterebbe costi aggiuntivi” ha confessato Andrea Stella nel post Brasile GP, con la McLaren che dovrebbe sostituire entrambi i motori per una corretta equità nella lotta mondiale tra Norris e Piastri.

Una risposta pubblica è arrivata già a Las Vegas da parte di Nikolas Tombazis, dopo che comunque se n’era già parlato nella F1 Commission. E la risposta non è quella che avrebbe voluto sentire il TP della McLaren. Non abbiamo le competenze per decretare se un team cambia per affidabilità o per motivi di performance, per questo non siamo mai voluti intervenire in questo tipo di decisioni” – ha affermato il delegato tecnico FIA – “Sappiamo che è una debolezza di questi regolamenti e siamo intervenuti per il futuro con il cost cap dedicato alle Power Unit per i costruttori. Nessuno di loro troverà conveniente fare cambi strategici quando un’unità nuova gli costerà quasi quanto la produzione di un motore nuovo per intero.”

Non sorprende che la Red Bull, una volta interpellata da AutoRacer fosse già molto serena nel post GP del Brasile e la risposta di Paul Monaghan a Las Vegas ne è una logica conseguenza: “Non mi sorprende che qualcuno provi a lanciare una bomba sulla situazione, ma quello che abbiamo fatto è legittimo e lo dimostreremo se sarà necessario. Nulla di insolito”. A chiarire ulteriormente la posizione di Milton Keynes è Helmut Marko che fa trasparire la solita sicurezza “Nessuna zona grigia, non avremo alcun problema”. 

A infastidire la Mclaren, c’è poi una importante differenza tra loro e la Red Bull ossia il fatto che il team di Milton Keynes sia un ufficiale mentre la Mclaren un ‘clienti’ Mercedes. Questo comporta delle differenze per quanto riguarda proprio i costi. “Non siamo una scuderia ufficiale e quindi non possiamo avere a disposizione un motore gratuitamente. Un team costruttore può usare strumenti che un team indipendente come noi non può usare” ha dichiarato il direttore Tecnico di Woking Neil Houldey. “I team ufficiali hanno un vantaggio grazie alle normative o all’assenza in esse”. La critica sta nel fatto che un team che acquista il motore deve includere la spesa nel budget mentre un team costruttore può inserire quella spesa in altre liste di costi. Così che in Red Bull, da veri racer quali sono, non hanno esitato a varare questa scelta aggressiva in Brasile e potranno cosi contare su un extra boost nei prossimi tre ed ultimi appuntamenti. 

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