Il prossimo sarà un anno di rivoluzione totale per la Formula 1: nuovi motori, nuova aerodinamica e nuovi sistemi, come l’aerodinamica attiva e il boost override che sostituirà di fatto la funzione del DRS. Ci sarà l’ingresso dell’undicesimo team, Cadillac, che ha da poco annunciato Sergio Perez e Valtteri Bottas. La F1 è però un movimento in forte crescita, che di conseguenza ha una richiesta sempre più importante da parte di tifosi e di promotori. A margine del weekend di Monza, alla presenza di alcuni media selezionati, Stefano Domenicali ha parlato anche di tutti quegli argomenti che non riguardano direttamente la parte tecnica: dal numero dei Gran Premi, al loro format, ad idee innovative per aumentare lo spettacolo. I prossimi saranno anni importanti sotto questo punto di vista.
Non si vuole aumentare il numero di Gran Premi ma posso aumentare le sprint: non si arriverà a copiare la MotoGP
Nel corso della chiacchiera svolta con i media, Stefano Domenicali ha toccato il tema relativo al calendario. Al momento una posizione comune tra FIA, Liberty Media e le squadre sembra collimare sul non voler aumentare il numero di gare, ritenendo le 24 attuali il limite da non sforare. Ci sono però discussioni sul tavolo, che continueranno nelle prossime settimane, in merito alla formazione di questo calendario. “Dobbiamo capire se aumentare il numero di fine settimane con il format Sprint, come aumentarli e se utilizzare un format diverso rispetto a quello attuale” ha dichiarato Domenicali. “Alcuni tifosi più attempati o tradizionalisti ci sono sempre, ma la richiesta di weekend sprint da parte del pubblico è in aumento ed anche i promoter spingono su questo format. Ed anche i piloti sono interessati“.

Secondo quanto detto da Domenicali infatti, dopo un primo momento in cui gli stessi piloti non vedevano di buon occhio il nuovo format della F1 (FP1-Qualifica-Sprint-Qualifica-Gara), stanno ora lentamente convergendo verso giudizi più positivi. “Il loro approccio è cambiato, prima molti non erano favorevoli, ora è l’opposto. Durante la cena in Austria ne abbiamo parlato ed erano favorevoli. Anche Max, con cui ho avuto modo di parlare da solo, ha ammesso che c’è un senso dietro questa scelta”. Secondo quanto trapelato l’idea sarebbe quella di un progressivo aumento del format Sprint prima a 12 e poi 18 eventi stagionali conservando nel caso alcuni – per così dire – ‘Super GP’ che mantengano la struttura attuale a rotazione seppur con alcune possibili variazioni al tema tradizionale.

Alla base di questo progetto c’è anche un’idea che sta cambiando nei confronti delle prove libere. “Lo dico in modo provocatorio, ma le prove libere oggi piacciono solo ai super specialisti. Il grande pubblico e i promoter sono più interessati all’azione. Nei weekend Sprint già dal venerdì si discute di perfomance e risultati, però capisco che debba ancora entrare nella cultura della F1″ ha dichiarato Stefano Domenicali. “La direzione è chiara. Tra pochi anni la richiesta sarà di avere tutti weekend Sprint. Non dico che arriveremo alla MotoGP (che ha tutti weekend Sprint), per noi sarebbe uno step troppo grande. E’ un processo di maturazione che va seguito rispettando chi è più tradizionalista”. A quanto capito comunque, è vero che gli stessi piloti sono più aperti al format Sprint e che ritengono le prove libere più noiose, e/o meno necessari di un tempo. In questo senso, come sottolinea lo stesso Domenicali, la tecnologia di oggi ha fatto salti in avanti enormi. “Tante cose oggi possono essere fatte in maniera diversa. Dobbiamo immaginare anche quando sarà sempre più implementato l’uso dell’intelligenza artificiale per la preparazione delle macchine, unita agli strumenti di simulazione incredibili che hanno le squadre. Tutti vogliono vedere i piloti correre per un risultato, ed i piloti sono nati per correre.”
Sarà discusso anche il tema della durata delle gare e della griglia invertita, ma c’è un pericolo da scongiurare
Tante idee, tante proposte e tante discussioni. Stefano Domenicali ha rivelato che sul tavolo ci sono molti argomenti e che sta arrivando il momento di spingere su alcune possibili soluzioni da adottare nel futuro prossimo. Con coraggio e con la voglia di provare approcci differenti, per cercare di aumentare ulteriormente lo spettacolo per i tifosi, ma anche tenendo in considerazione le proposte e l’opinione dei piloti. I dati, secondo quanto dice il CEO e Presidente di F1, dicono che un altro tema che andrà affrontato è la lunghezza dei Gran Premi. “Su molti dei nostri canali le sintesi riscuotono un grande successo. Noi siamo nati con questo format e quindi va tutto bene per noi, ma c’è una grande fetta di pubblico interessata solo ai momenti importanti di una gara. Oggi va tutto bene, ma non dobbiamo sederci sugli allori e pensare già al prossimo passo da fare”. Non c’è motivo di non fidarsi di questi dati, ma certamente va considerato il contesto. Prendendo d’esempio l’ultima gara, a Zandvoort: pista in cui è complicato sorpassare, auto che hanno reso sempre più difficili le battaglie corpo a corpo, ma soprattutto un risultato ‘scontato’ in partenza, con una McLaren assolutamente dominante. La lotta tra Oscar Piastri e Lando Norris chiaramente interessa, ma tutte le altre squadre sono già tagliate fuori da qualsiasi lotta.

Tutti questi discorsi sono giusti e c’è necessità, per la F1, di discutere del proprio futuro e capire cosa fare. E’ necessario però che il prossimo ciclo regolamentare abbia successo nei presupposti che si sono fatti a monte: gare più divertenti, valori ravvicinati, possibilità di battagliare in pista. Non dovremo ritrovarci con auto che hanno difficoltà a stare in scia, ma ancor più importante con una scuderia che possa dominare come o anche più della McLaren attuale, della Red Bull metà 2022 e tutto il 2023, o la Mercedes ad inizio ciclo delle nuove Power Unit. Nulla fermerebbe o renderebbe divertente un dominio di quel tipo. Nemmeno la griglia invertita di cui si è tornati a parlare, e che Stefano Domenicali conferma essere una possibilità. “In passato ne abbiamo parlato e nei prossimo mesi dovremo avere il coraggio di spingere su questa tematica. Diversi piloti l’hanno anche proposta, mentre all’inizio erano tutti contrari. Nell’ultimo incontro molti hanno detto “perché non provare?”. In F2 e F3 questo format esiste da decenni. Non penso ci sia una posizione giusta o sbagliata in merito, ognuno ha le proprie motivazioni. Noi faremo le nostre valutazioni, insieme alla FIA e dobbiamo interpretare al meglio l’evoluzione del trend della F1″. Se la griglia invertita possa essere un modo di aggiungere spettacolo, è opinabile. Se fosse la risoluzione alla creazione di maggiore competitività. sarebbe la dichiarazione di un progetto tecnico fallimentare, il quale si porta dietro già molti dubbi.
Si parla già di Power Unit diverse per il futuro prossimo, con un’idea di fare un passo indietro (un ipotesi è un V8 sempre turbo-ibrido ma con una rilevanza dell’elettrico calata al 25%) ma la F1 deve essere pinnacolo del motorsport. Bisogna trovare il modo di favorire lo spettacolo, unendo il meglio della tecnologia. Il ‘super’ MGUK sarà un componente difficilmente utile alle auto stradali, l’MGUH è stato tolto ma i costi sono rimasti alti e la forza lavoro è sempre imponente intorno a questi motori. Se oltre a questi dubbi tecnici, ci ritroveremo anche ad avere un auto dominante e poco spettacolo in pista, nessuna Sprint o griglia invertita salverà la F1 che deve essere naturalmente competitiva, non artificialmente. Poi, qualsiasi discorso fatto per lo spettacolo, può e deve essere discusso, con un approccio open mind.



