Le prime quattordici gare della Ferrari in stagione non hanno rispettato le aspettative nate a fine dello scorso anno, quando la rossa chiuse a soli quattordici punti dal titolo Costruttori. In un’intervista ad Autosprint, Charles Leclerc ha analizzato la situazione attuale: dalle prestazioni della SF-25 alla propria crescita negli anni, fino a ciò che ha potuto osservare da vicino con l’arrivo di Lewis Hamilton a Maranello. Il monegasco ha parlato anche del rinnovo di Frederic Vasseur, scelta che a suo avviso garantirà stabilità e continuità al progetto Ferrari.
Leclerc: “Cerco sempre di migliorarmi. Dagli scorsi anni sono maturato molto”
Da sempre estremamente esigente con se stesso, Leclerc ammette di non essere mai del tutto soddisfatto delle proprie prestazioni, nemmeno nelle vittorie. Un atteggiamento che in passato rischiava di essere controproducente, ma che oggi considera una delle sue forze: “Non sono mai contento fino in fondo con me stesso, anche quando vinco. È sempre stato così da quando ho iniziato con le corse. Prima non usavo questa cosa in modo produttivo, ora sono più maturo e questa mia insoddisfazione la uso per migliorarmi. A volte pare sia troppo duro, ma è un modo di esigere sempre di più e non accontentarsi mai”.

Un percorso di crescita iniziato sin dai primi anni in F1: “Quando sono arrivato in F1 avevo delle aree di miglioramento, come ad esempio la gestione degli pneumatici. Mi sono impegnato molto su numerosi aspetti e penso che, adesso, sono un pilota sicuramente molto più completo”.
Sulla SF-25: “Per esprimere il potenziale della vettura in gara ho dovuto optare per set-up più estremi in qualifica”
La scuderia di Maranello dal 2024 ha partorito due vetture profondamente diverse dalle precedenti, puntando più sulla consistenza in gara a discapito del picco di grip in qualifica. In particolar modo, per Leclerc non è stato semplice trovare il giusto compromesso tra il sabato e la domenica, il che lo ha portato a intraprendere strade di set-up estreme per ovviare alle carenze intrinseche della SF-25: “È vero che vado ormai meglio in gara che in qualifica. Quest’anno la situazione è diversa rispetto al passato: per estrarre il massimo della mia monoposto, ho dovuto scegliere assetti abbastanza estremi, che è quello che rende l’esercizio ancora più complicato. Però ho avuto un miglioramento in gara, dove sono molto più forte rispetto al passato. Ho individuato un setup che mi aiuta nel corso del Gran Premio, anche se faccio un po’ più di fatica in qualifica.”

Una scelta che secondo il monegasco sta pagando rispetto all’approccio degli anni passati, dato che ha massimizzato il possibile in ogni gara nel corso della stagione: “Comunque, nel complesso, la scelta premia. Non basta essere forte in qualifica, bisogna sempre trovare un equilibrio che nel complesso paga di più. Sono comunque abbastanza soddisfatto di quello che abbiamo fatto finora con questa macchina, penso non si potesse ottenere molto di più”.
Leclerc: “Siamo competitivi nelle curve veloci, mentre fatichiamo nel lento”
In Austria, con il nuovo fondo, e a Spa, con la nuova sospensione posteriore, sono stati introdotti i primi aggiornamenti volti a correggere, ove possibile, i limiti e le problematiche tecniche riscontrate sulla SF-25. Dopo il weekend a Zeltweg da seconda forza, la settimana successiva a Silverstone c’è stata la sensazione di poter dare fastidio a McLaren sin dalle prove del venerdì. Tuttavia, nel momento decisivo della qualifica la rossa ha deluso le aspettative non conquistando neanche la seconda fila. La pioggia della domenica ha poi impedito di valutare il reale passo della Ferrari sulla lunga distanza: “Una valutazione genuina sul nostro livello di performance deve però essere fatta su più circuiti. Sulle curve veloci sapevamo di essere competitivi. Invece, in quelle lente facciamo un po’ più fatica. Questo è un aspetto sul quale dobbiamo ancora lavorare. Spero che i pacchetti di aggiornamenti che abbiamo introdotto prima della sosta ci aiutino a ridurre il gap nei confronti della McLaren”.
Sui rivali: “Siamo sempre stati più lenti della McLaren, ma più costanti rispetto a Mercedes e Red Bull.”
Gli aggiornamenti hanno conferito più confidenza a entrambi i piloti soprattutto in qualifica, come testimonia la seconda posizione di Leclerc in Austria, la terza a Spa e infine la pole all’Hungaroring. Tra Ferrari, Red Bull e Mercedes, secondo il monegasco la scuderia emiliana è stata la più costante prima degli aggiornamenti.

Sebbene sia stata considerevolmente più lenta, la squadra di Maranello, prima che arrivassero gli aggiornamenti, è rimasta quasi sempre ogni weekend a un distacco invariato dal team di Woking. A differenza di Red Bull e Mercedes, che hanno filosofie tecniche molto diverse e possono sfruttare piste favorevoli, la Ferrari – pur differente – resta più simile alla McLaren, e questo le impedisce di trovare vantaggi decisivi su determinati circuiti.
Non è un caso che la rossa si trova infatti davanti a Red Bull e Mercedes nel mondiale costruttori: “La McLaren è sempre davanti, indipendentemente dal layout del circuito. Se faccio un confronto con le altre nostre dirette rivali, la Red Bull sta avendo delle discontinuità, mentre la Mercedes oscilla tra alti è bassi: va fortissimo su circuiti come Montreal, ma incontra difficoltà in altri tipi di condizioni e piste. Noi, purtroppo, siamo costantemente alla stessa distanza dalla McLaren, la nostra marcia è più regolare, ma il nostro livello di competitività ancora non basta. Bisogna fare uno step e spero che questi aggiornamenti ce lo diano”.

Gli aggiornamenti hanno permesso indubbiamente un passo in avanti, ma secondo Leclerc la MCL39 in gara è ancora lontana: “Il margine può essere poco, ma alla fine non è così poco! Occorre fare dei distinguo: il distacco in qualifica rispetto al passato si è ridotto nei confronti della McLaren, mentre in gara il gap è ancora notevole”.
Sui compagni di squadra: “Con Carlos c’era competizione fin dal venerdì. Lewis mi ha colpito per la sua organizzazione”
Fino all’anno scorso, ad affiancare il classe 1997 c’era Carlos Sainz, il quale ha poi lasciato Maranello a fine stagione dopo l’ingaggio di Lewis Hamilton. Alla domanda su che cosa gli mancasse di più dello spagnolo, Leclerc ha risposto così: “Con Sainz sono stato benissimo, ma non vorrei dire cosa mi manca, perché significherebbe che con Hamilton non è la stessa cosa. Essendo che con Carlos eravamo in un momento più simile della nostra carriera ovviamente c’era anche il fatto che in ogni sessione, indipendentemente dal fatto che fosse un turno di prove libere, dovevamo stare davanti l’uno all’altro. La competitività c’è sempre, ma oggi la vivo in un modo diverso.”

Riguardo all’arrivo di Lewis, Charles ha appreso la notizia con positività: “Adesso, la situazione è ovviamente diversa: Lewis è arrivato alla Scuderia Ferrari avendo vinto praticamente tutto, con un bagaglio di esperienza che può aiutare a crescere il team e anche me stesso. Ho un’opportunità grandissima di imparare da uno dei migliori.”
Dal pluricampione del mondo, il monegasco è rimasto colpito in particolar modo su un aspetto: “La cosa che mi ha colpito di più è l’organizzazione che c’è intorno a lui! È impressionante. Ha tante persone intorno a lui e questo gli permette di concentrarsi solamente sul lavoro in pista, ciò che è più importante. Su questo ho imparato molto ed è una sua sfaccettatura che non percepivo prima”.
Sul rinnovo di Vasseur: “In F1 la stabilità è cruciale. Con Fred ho un rapporto umano che va avanti da anni”
Alla vigilia del weekend di Budapest, è stato annunciato il rinnovo pluriennale del team principal Frederic Vasseur. Un annuncio che ha tranquillizzato l’ambiente di Maranello, conferendo così stabilità in vista del nuovo ciclo regolamentare. Leclerc, insieme ad Hamilton, è sempre stato chiaro davanti anche alle telecamere nel voler continuare a lavorare con l’ingegnere francese: “Avere continuità è sempre importante. Anche perché, quando si riparte da zero, c’è sempre un periodo di adattamento che fa perdere tempo e il tempo in F1 è fondamentale.”

Il rapporto tra i due è infatti solidissimo, in quanto hanno lavorato insieme fin dai kart, passando poi per le categorie minori con l’Art Grand Prix, fino all’esperienza in Sauber nel 2018: “Con Fred il mio rapporto si è evoluto in una maniera molto naturale. Nella mia carriera, ho sempre avuto la sensazione che fosse al mio fianco in una maniera o nell’altra. Con lui ho una relazione molto professionale ma anche, non si può negare, privata. Nel senso che abbiamo vissuto tanti momenti forti, da entrambi i lati, sia nel bene che nel male. Qualcosa che avvicina le persone, che aiuta tanto. Non dobbiamo nemmeno parlare per capirci, abbiamo la stessa visione su quello che vogliamo ottenere e su come vogliamo farlo”.



