La vigilia del GP Ungheria è stata caratterizzata in casa Ferrari dall’annuncio del rinnovo contrattuale del team principal Fred Vasseur. Ovviamente il tema ha tenuto banco nel giovedì di Budapest e Lewis Hamilton ha ribadito ancora una volta quanto già detto in passato, ritenendo che la decisione di continuare a lavorare con l’ingegnere francese sia la decisione migliore per la Scuderia di Maranello. Guardando alle prestazioni in pista, il sette volte iridato ha spiegato di voler fare in questo weekend un altro passo in avanti nella comprensione della SF-25, su una delle sue piste preferite dove ha già vinto ben otto volte.
Hamilton: “Fred è la scelta giusta”
Nell’incontro con i media – tra cui AutoRacer.it – nell’hospitality Ferrari, Hamilton ha iniziato dando il proprio sostegno alla conferma di Vasseur, prima di tracciare un confronto con il suo precedente team principal nei suoi anni in Mercedes, ossia Toto Wolff: “Ve l’avevo già detto che era la scelta giusta. Fred e Toto, sono completamente diversi. Completamente. Ma in termini di competizione, di essere personaggi, sono entrambi dei ‘racer’ importanti, quindi è questo che hanno in comune“.

Proseguendo nel confronto tra Vasseur e Wolff, Hamilton ha poi aggiunto un altro punto di contatto: “Tutto quello che posso dire della mia precedente esperienza è che ricordo che l’aspetto davvero positivo di quando lavoravo con Toto è stato il modo in cui riusciva a sfruttare le persone, a capire come le persone lavorano meglio, a ottenere il massimo da ognuno. Ad esempio, mi ha dato la libertà di esprimermi come volevo e questo mi ha permesso di essere la migliore versione di me stesso. Penso che Fred sia molto, molto simile sotto questo aspetto. Sto ancora imparando, cercando di imparare il modo in cui a Fred piace lavorare, ma ho assoluta fiducia in lui, come ho sempre detto“.
A Spa, la scorsa settimana, Hamilton aveva reso pubblica la sua iniziativa personale per cercare di migliorare l’organizzazione della Ferrari, compreso l’invio al team di alcuni documenti con le sue idee e le sue proposte. Anche su questo fronte il britannico è soddisfatto dell’interazione che ha avuto con Vasseur: “Non c’erano ordini. Erano solo idee del tipo: ‘ehi, questo è se facessimo questo, se provassimo questo, forse potremmo semplificare certe aree o potremmo migliorare’. Si tratta solo di avere conversazioni e, come ho detto, Fred, così come la squadra, è stato molto reattivo“.

A proposito dell’ambiente Ferrari e del suo adattamento nel team di Maranello, Hamilton ha aggiunto: “Come ho detto prima, si tratta solo di cercare di capire l’ambiente in cui ti trovi. Devi adattarti e penso che le persone con cui lavori alla fine impareranno ad adattarsi per soddisfare le tue esigenze. La risposta quest’anno è stata incredibile, penso ai passi avanti che abbiamo fatto in tutti i settori. La passione e il desiderio di continuare a fare meglio sono la cosa più sorprendente, secondo me, in questa squadra. Tutti vogliono solo migliorare, conoscere e trovare modi per farlo ed è per questo che so che questa squadra ha assolutamente tutti gli ingredienti necessari per avere successo e ci credo davvero. Ecco perché ho firmato per essere qui“.
I progressi dopo gli aggiornamenti sulla SF-25
A Spa ha esordito il nuovo fondo della Ferrari SF-25, ultimo aggiornamento in programma per la monoposto di quest’anno. Hamilton, dopo le difficoltà iniziali vissute in Belgio, ha avuto buoni riscontri domenica in gara e ora spera di avere ulteriori conferme all’Hungaroring: “Penso che abbiamo ottenuto un miglioramento, penso sia un aspetto davvero positivo, e stiamo ancora cercando di estrarne… Credo che ci siano opportunità di estrarne di più. Stiamo ancora perfezionando la situazione, ma Charles ha fatto un ottimo lavoro lo scorso fine settimana e ha ottenuto anche il podio. Al momento non siamo ancora al passo con la McLaren. Se lo faremo o meno, non ne ho idea“.

Il sette volte iridato non pensa che gareggiare su una delle piste dove ha il miglior feeling possa ribaltare le forze in campo viste quest’anno, ma a Budapest spera di fare un passo in avanti verso la lotta per le prime posizioni: “Siamo stati molto lontani dalla pole per la maggior parte del tempo quest’anno. Quindi per me è come fare un passo alla volta, cercando di arrivare il più in alto possibile questo fine settimana. Non so fin dove arriveremo qui“.
Una pausa estiva mai così desiderata
La prima stagione da pilota della Ferrari si è rivelata molto complessa per Hamilton e il britannico, alla vigilia della sosta estiva, ha ammesso che mai come quest’anno un periodo di stacco sia decisamente salutare: “Questa è stata sicuramente la più intensa. Dal punto di vista lavorativo, integrarsi in una nuova cultura, in una nuova squadra… non è andato tutto liscio, è stata una vera battaglia. Ho decisamente bisogno di staccare la spina e ricaricarmi. Sono sicuro che prima o poi ci saranno delle lacrime, e penso che sia davvero salutare.”

Le difficoltà incontrate in questi mesi non hanno però scalfito la passione di Hamilton verso le corse: “Sono sempre entusiasta di correre. Amo quello che faccio. Amo essere in Rosso. Amo lavorare con questa squadra. Ho una grande fiducia in questa squadra. Col tempo, si costruisce davvero quel cameratismo, vedo la passione in questa squadra e la adoro. Tutto ciò che voglio fare è dare il massimo. Devo fare la maggior parte di questo soprattutto in pista e non sempre ci riesco. Ma anche dietro le quinte, vedo che ci sono cose che possiamo sempre migliorare, e ci sono cose su cui posso migliorare anch’io“.
Il sostegno ad Antonelli
In Belgio, Andrea Kimi Antonelli ha vissuto un fine settimana difficile quanto quello di Hamilton, con due eliminazioni precoci nelle due qualifiche. Il giovane italiano è apparso molto deluso da questi risultati, tanto da presentarsi con gli occhi lucidi alle interviste. A Spa, il sette volte iridato lo ha supportato in questo momento difficile, incoraggiandolo a più riprese.

A Budapest, Hamilton è tornato sul sostegno mostrato al giovane collega: “Penso che sia importante far sapere alle persone che non sono sempre sole. Cerco di incoraggiarlo, di non intralciarlo o cose del genere, ma di fargli sapere che può sempre contare su di me se ne ha bisogno. Ha già un gruppo di persone fantastiche intorno a lui. Ha 18 anni. Voglio dire, io non ero pronto a 18 anni. Lui chiaramente lo è, perché ha fatto un ottimo lavoro quest’anno, in particolare nella prima metà, per come si è inserito. Ha chiaramente le capacità, è stata solo una brutta esperienza. Immagino sia molto difficile quando vuoi avere successo e, con tutta quella pressione, a volte è difficile da gestire. Ma penso che se la stia cavando davvero molto bene. È un ragazzo davvero fantastico, questo è ciò che penso“.



