Cadillac e Jota dominano una 6 Ore di San Paolo priva di grandi sorprese, conquistando il successo del quinto round del WEC 2025 con la V. Series R #12 di Will Stevens, Norman Nato e Alex Lynn e intascando una grandiosa doppietta grazie al secondo posto della #38 di Sebastien Bourdais, Earl Bamber e Jenson Button. Primo acuto nel Mondiale Endurance, quindi, per General Motors a tre anni dall’esordio della LMDh basata su telaio Dallara e gestita ufficialmente da Jota.
Durante la corsa solo la Porsche Penske #5 di Julien Andlauer e Michael Christensen ha impensierito Cadillac, con lo stesso Andlauer salito al primo posto nel primo giro. Il francese, però, ha sofferto il rientro delle due Hypercar americane nel corso della seconda ora, quando Will Stevens ha recuperato il tempo perso a causa di un drive-through per un’infrazione riguardante la pressione delle gomme, guadagnando di nuovo la vetta e aprendo la strada all’auto gemella.
Indisturbata e in vantaggio di un minuto, la Cadillac #12 di Lynn, Nato e Stevens ha tagliato il traguardo al primo posto, mentre la #38 ha messo le mani sul secondo nonostante il pressing di Andlauer, bravo a restare vicino almeno ad una delle due Cadillac, sebbene un vero e proprio attacco non sia mai arrivato. Le doti della V. Series R, unite ad un ottimo rapporto potenza-peso tra i migliori della categoria, hanno permesso al binomio Cadillac-Jota di sbloccarsi nel WEC, diventando il quarto marchio a vincere nella classe Hypercar dopo Toyota, Ferrari e Porsche.
FERRARI ARRANCA, SOLO LA #83 IN ZONA PUNTI
A proposito di Ferrari, come previsto Interlagos non ha offerto grandi soddisfazioni alle 499P. In linea con quanto accaduto in qualifica, l’unica Ferrari in grado di entrare nella zona punti è stata la AF Corse #83 di Robert Kubica, Ye Yifei e Phil Hanson, ottava al termine di una gara priva di sbavature. Peraltro, nel finale Ye è stato in grado di tenere a distanza l’Alpine #36 di Mick Schumacher, ottavo insieme a Frederic Makowiecki e Jules Gounon.
Le Ferrari ufficiali, invece, hanno mancato la Top10 tra incidenti, penalità e un passo molto distante dai primi. La #51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi ha tagliato il traguardo all’11° posto, perdendo il decimo a causa di un drive-through comminato a Pier Guidi per una difesa troppo aggressiva sulla Porsche Proton di Nico Varrone, a cui è andato l’ultimo punto in compagnia di Neel Jani e Nico Pino. Quanto alla #50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen il duro colpo è arrivato a metà corsa, quando proprio Nielsen si è toccato con la Corvette #33 di Ben Keating, reo di aver cambiato traiettoria, danneggiando il posteriore e ricevendo la bandiera nera con disco arancio. Alla fine l’equipaggio ha chiuso al 12° posto.
PORSCHE SODDISFATTA, PRIMI ACUTI ASTON MARTIN
Tornando ai vertici della classifica, Porsche Penske ha tutto sommato ottenuto un risultato soddisfacente, posizionando la 963 #6 di Kevin Estre e Laurens Vanthoor al quarto posto con un giro di ritardo dalla #5 di Andlauer e Christensen. Buoni segnali di ripresa per Weissach e per il Team Penske, anche se la vittoria è stata lontana anche in Brasile.
Restando in Germania, buon recupero nelle ultime due ore da parte della BMW-WRT #20 di Sheldon van der Linde, fiancheggiato da Marco Wittmann e René Rast. Il team ha preso una penalità per un contatto con la Ferrari AF Corse #54, ma il passo ha permesso al trio di recuperare e passare nell’ultimo terzo le Peugeot #94 e #93, rispettivamente al sesto e settimo posto con le coppie Loic Duval-Malthe Jakobsen e Paul di Resta-Mikkel Jensen.
A Interlagos anche Aston Martin è stata più di una comparsa, specialmente con la Valkyrie #009 di uno scatenato Marco Sorensen, spalleggiato da Alex Riberas. Proprio Sorensen ha addirittura fatto pensare ad un arrivo in zona punti, combattendo duramente per posizioni importanti ad inizio gara. Una flessione nella fase centrale ha però allontanato il duo dalla zona punti, tagliando il traguardo al 13° posto con 22 secondi di ritardo dalla Ferrari #50.
TOYOTA ASSENTE, GARA DA DIMENTICARE
Scenario decisamente più critico per Toyota Gazoo Racing, sprofondata nelle retrovie e mai più risalita. La GR010 #7 di Conway, Kobayashi e de Vries ha chiuso al 14° posto, proprio davanti alla gemella guidata da Hartley e Hirakawa, vincitori nel 2024 insieme ad un Buemi impegnato questo weekend a Berlino per la Formula E. Tra il BoP ed una prestazione mai all’altezza nell’arco di un anno Toyota è passata dalla vittoria ad essere doppiata tre volte, senza particolari problemi tecnici.
Da segnalare in classe Hypercar i problemi tecnici ai freni che hanno colpito la BMW-WRT #15 di Magnussen, Marciello e Dries Vanthoor nei primi minuti della gara. L’equipaggio è tornato in pista con venti giri di ritardo e ha chiuso la corsa al 17° posto. Peggiore l’epilogo per l’Alpine #36 di Habsburg, Chatin e Milesi, che ha perso più di 40 giri per un’avaria al sistema ibrido.
PRIMA GIOIA LEXUS, BARRICHELLO CONQUISTA IL PODIO IN EXTREMIS
In linea con il dominio Cadillac in Hypercar, anche in LMGT3 la prima posizione è stata difficilmente attaccata. Per la prima volta nella storia Lexus conquista il successo grazie ad una splendida prestazione di José Maria Lopez, Clemens Schmid e Petru Umbrarescu, visibilmente emozionati per il risultato di spicco ottenuto al volante della RC F GT3 preparata da Akkodis ASP. Quasi 40 i secondi accumulati sulla Corvette TF Sport #81, che nel finale ha artigliato il secondo posto attraverso un sorpasso deciso di Charlie Eastwood sulla Porsche Iron Dames guidata in quel momento da Michelle Gatting.
La stessa non è poi riuscita a difendere il podio dagli attacchi di Eduardo Barrichello, che ha regalato divertimento al pubblico di casa duellando e battendo il team delle veloci ragazze con un bel sorpasso dopo la Descida do Lago. In questo modo Barrichello è salito al terzo posto, condividendo il podio con Valentin Hasse-Clot e Anthony McIntosh in rappresenta del team Racing Spirit of Leman.
PORSCHE MANTHEY SALVA IL WEEKEND, FERRARI E BMW INDIETRO
Anche in LMGT3 Ferrari non ha avuto voce in capitolo, annaspando per tutta la gara. Undicesima posizione per Davide Rigon, Francesco Castellacci e Thomas Flohr (AF Corse #54), ma ancora peggio è andata alla #21 di Alessio Rovera, Simon Mann e Francois Heriau, in lotta per la testa del campionato.
Il terzetto non ha fatto meglio del 14° posto, perdendo terreno nei confronti della Porsche Manthey #92 di Richard Lietz, Riccardo Pera e Ryan Hardwick, autori di un ottima scalata fino al sesto posto nonostante un’uscita di pista di Hardwick stesso. Gara amara per BMW e WRT, che arrancano arrivando al 10° posto con la M4 #46 di Kelvin van der Linde, Valentino Rossi e Ahmad al Harthy, mentre la #31 di Augusto Farfus, Yasser Shahin e Pedro Ebrahim si è inserita al 12° posto dividendo le AF Corse.
LE CLASSIFICHE DOPO LA 6 ORE DI SAN PAOLO
Il WEC ora va in pausa per circa due mesi, tornando in pista il 7 settembre per la Lone Star Le Mans, gara da 6 Ore nel Circuito della Americhe di Austin. Il Mondiale Costruttori vede Ferrari in testa con gli stessi punti del post-Le Mans, 175, 55 in più di Cadillac e 64 di Porsche. Nel Mondiale Piloti Pier Guidi, Calado e Giovinazzi restano leader con 105 punti, ma Hanson, Kubica e Ye si avvicinano recuperandone 4. Salto in terza posizione per Lynn, Stevens e Nato, ora a -37 dalla vetta.
Il sesto posto di Interlagos permette a Porsche Manthey di allungare nella classifica piloti del Trofeo LMGT3: ad Austin Pera, Lietz e Hardwick arriveranno con 13 punti di vantaggio su Rovera, Mann e Heriau, che diventano 23 sulla Corvette #33 di Keating, Edgar e Juncadella.






