Alla vigilia del Gran Premio di Suzuka, la Ferrari presenta le sfide che possono presentarsi sul circuito di proprietà della Honda, affidandosi alle parole di Mario Farina – ERS Applications della Scuderia Ferrari HP. Carico aerodinamico ma anche potenza; a Suzuka anche la potenza del motore e la gestione dell’energia elettrica possono essere dei fattori determinanti per la prestazioni. Sono presenti due veri e propri allunghi, con il rettilineo di partenza – unico tratto in cui sarà possibile utilizzare l’ala mobile lungo il corso del giro – e il tratto che porta alla 130R che è percorso a farfalla spalancata.
In prima battuta, chi è Mario Farina, dipendente Ferrari e membro del gruppo che si occupa della Power Unit ed in particolarmente del funzionamento del sistema ERS. “Sono arrivato in Ferrari a fine 2014 dopo altre esperienze in ambito motorsport, coronando il sogno che avevo sin da bambino! Ho inizialmente lavorato nel team pista seguendo la gestione del sistema ERS, mentre adesso sono in sede dove mi occupo di diverse attività, tra cui le prove di durata del sistema ERS, la preparazione e validazione della strategia di deployment del sistema ibrido nei vari circuiti, oltre che dare assistenza dal remote garage durante i weekend di gara. I momenti liberi disponibili li trascorro a giocare con i miei figli, a leggere i libri che mi consiglia mia moglie e a praticare sport.”

Venendo a quelle che sono le sfide che si possono trovare sul circuito di Suzuka, si possono distinguere nei tre settori dei tratti distinitivi molto diversi che rendono questa pista piuttosto completa. “Suzuka è uno dei circuiti più amati nel calendario della Formula 1, con il suo inconfondibile layout a forma di otto. È lungo 5.807 metri e presenta 18 curve: il primo settore è caratterizzato da un susseguirsi di curve ad alta velocità con cambi di direzioni e pendenze che mettono a dura prova i piloti dal punto di vista tecnico e fisico; il tornantino del secondo settore è un punto ideale per cercare un sorpasso; infine, nell’ultimo tratto troviamo la famosa curva 130R, che i piloti cercheranno di affrontare alla massima velocità possibile per poter arrivare all’ultima chicane che nel passato è stata teatro di grandi sfide. Un’altra insidia è rappresentata dalle condizioni meteo, che risultano spesso imprevedibili: i cambi di direzione del vento complicano l’affrontare i tratti high-speed e la possibile pioggia può rendere la gara ancora più imprevedibile.”

Tanta rilevanza al carico aerodinamico, alla bontà del telaio e l’approccio ad ogni singola curva, ma anche la gestione della potenza e dell’energia elettrica nel corso del giro non è un fattore semplice da calibrare. “A Suzuka è importante gestire molto attentamente la power unit per cercare di avere la massima efficienza del motore, ricaricare la parte ibrida in frenata in modo da sfruttare la potenza della PU nei lunghi rettilinei. Il bilancio dell’energia è particolarmente delicato e deve essere gestito per aiutare i piloti ad affrontare la parte guidata nel modo migliore e al contempo sfruttare la potenza del sistema ibrido nei lunghi rettilinei.” spiega Mario Farina



