Addio a Eddie Jordan: l’ex proprietario dell’omonimo team è morto a 76 anni

Mar 20, 2025

Luca Manacorda

Il mondo della F1 piange Eddie Jordan. Il nativo di Dublino si è spento a 76 anni a Città del Capo, dove si trovava negli ultimi tempi per portare avanti la sua battaglia contro il cancro alla prostata che lo aveva colpito circa un anno fa.

La famiglia: “Al lavoro fino all’ultimo”

La notizia della morte di Jordan è stata diffusa dalla famiglia dell’irlandese attraverso un breve comunicato: “È con profonda tristezza che annunciamo la scomparsa di Eddie Jordan OBE, ex proprietario del team di Formula 1, opinionista televisivo e imprenditore. È morto serenamente con la famiglia al suo fianco a Città del Capo nelle prime ore del 20 marzo 2025 all’età di 76 anni, dopo aver combattuto contro una forma aggressiva di cancro alla prostata negli ultimi 12 mesi. Ha lavorato fino all’ultimo, avendo comunicato il giorno di San Patrizio le sue ambizioni per il London Irish Rugby Football Club, di cui era diventato da poco coproprietario“.

La battaglia contro il cancro

Lo scorso anno era stato lo stesso Jordan a comunicare di essere stato colpito da un cancro alla prostata e alla vescica. Nel mese di febbraio aveva parlato della sua situazione nel podcast Formula for Success, da lui gestito assieme all’ex pilota David Coulthard: “Al momento sono nel bel mezzo di un ciclo di chemioterapia. Devo dire, ragazzi e ragazze, non abbiate paura. Andate a fare il test. Mi limiterò a questo.”

Jordan si trovava già in Sudafrica ed era apparso ottimista e solare come sempre, nonostante la forma di cancro aggressiva che lo aveva colpito: “Città del Capo è fantastica. Ho fatto quattro chemio finora. Ne sono state programmate altre due, ma non si sa mai se il problema è scomparso del tutto. Potrei doverne fare un’altra o due. Non vorresti che il tuo migliore amico facesse la chemio, perché non è una cosa molto desiderabile. Ma allo stesso tempo, le prospettive e il futuro sono fantastici. Quindi Dio benedica i medici“.

Una lunga carriera in F1

Jordan negli ultimi quindici anni è stato opinionista per le emittenti britanniche BBC e Channel 4, ma in precedenza è stato protagonista in F1 con il suo team che ha gareggiato tra il 1991 e il 2005. La Jordan Racing ha scritto pagine memorabili del Circus: ad esempio, è su una Jordan che Michael Schumacher fece il suo debutto in F1, nel GP Belgio del 1991. La scuderia con sede a Silverstone ha partecipato in tutto a 250 gran premi, vincendone quattro: il primo con Damon Hill a Spa nel 1998 (nel giorno del celebre incidente tra Coulthard e Schumacher), l’ultimo con Giancarlo Fisichella a Interlagos nel 2003 (altra gara memorabile, con il romano a cui venne assegnata la vittoria solo nei giorni seguenti). Il miglior piazzamento finale tra i Costruttori fu il terzo posto del 1999, quando con Heinz Harald Frentzen accarezzò anche l’idea di poter conquistare il titolo Piloti.

 

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Le monoposto della Jordan sono diventate iconiche anche per le loro livree: da quella verde acceso del debutto di Schumacher a quelle gialle con il serpente o l’ape disegnati sul musetto. Il manager irlandese a sua volta era un personaggio pittoresco che amava circondare il suo team di bellissime ragazze immagine con le quali è ritratto in fotografie che ben rappresentano la F1 di quel periodo. Tra le sue passioni la musica e in particolare la batteria, non mancando di esibirsi anche pubblicamente. La Jordan venne poi rilevata dalla Midland, a sua volta acquisita dalla Force India, ora divenuta il team ufficiale dell’Aston Martin.

Proprio la scuderia ora di proprietà di Lawrence Stroll è stata tra le prime a ricordare Jordan. Il team principal Andy Cowell ha dichiarato: “Eddie Jordan è stato uno dei più grandi di sempre del motorsport. Era un individuo unico, un essere umano meraviglioso e un leader carismatico che ha fondato questo team e lo ha portato in F1 nel 1991. La sua visione ha gettato le basi per noi e lascia un’eredità duratura per l’intera comunità del motorsport. Oggi rendiamo omaggio a una leggenda dello sport e i nostri pensieri sono rivolti alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi colleghi“.

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