La F1 è ripartita da Zandvoort dopo la (forzata) pausa estiva. Un reset che ha coinvolto anche e soprattutto i piloti, permettendo loro di analizzare con più calma e spensieratezza ciò che non è andato per il verso giusto nei primi 14 Gran Premi. C’era molta attesa soprattutto per la ripartenza di Lando Norris, visto il deludente finale di prima parte di stagione dove Oscar Piastri aveva mostrato una maggior solidità, anche mentale. Non poteva arrivare migliore risposta dal forte pilota inglese di Bristol, che si è preso la pole position dominando le qualifiche del GP d’Olanda, rifilando 3 decimi e mezzo a Max Verstappen, mezzo secondo al compagno di squadra, quasi sei decimi alla prima Mercedes (Russell) e addirittura nove alla prima Ferrari (Leclerc).
Ribaltone F1: a Miami ha debuttato la vera Mclaren MCL38 che ora sembra (quasi) la Red Bull delle prime gare
I punti però si fanno la domenica, quel giorno in cui proprio Lando Norris ha dimostrato di saper sprecare sin troppe occasioni in questa stagione, che lo vede come principale antagonista di Max Verstappen nel mondiale piloti. “E’ una giornata fantastica quest’oggi” – ha affermato Norris dopo la pole – “La vettura era fantastica e gli aggiornamenti che abbiamo apportato per la prima volta dopo un po’ di tempo hanno funzionato molto bene”. Tuttavia, il pacchetto portato in Olanda dalla Mclaren è più importante come numero di componenti che dal punto di vista cronometrico. “Ogni nuovo componente che abbiamo sulla macchina vale qualche millisecondo” aveva fatto sapere nelle scorse ore Rob Marshall, il direttore tecnico del team di Woking. Novità che sono infatti delle ottimizzazioni aerodinamiche piuttosto che importanti evoluzioni, con la zona più sensibile di queste vetture di nuova generazione, ossia il fondo, che non è stato rivisto se non nella pulizia dei tanti supporti presenti sul marciapiede.

Insomma, Lando Norris non si è preso la pole position grazie agli aggiornamenti, questo lo ha confermato anche Andrea Stella nel post qualifica. “Gli aggiornamenti non ci hanno portato 3 decimi, il vantaggio di Lando è una combinazione di diversi fattori”, ha chiarito il team principal del team di Woking nel post qualifica. Il layout del circuito è certamente favorevole alla MCL38 e nemmeno una Red Bull che ha portato in pista un fondo ibrido con Verstappen, con alcune soluzioni riprese addirittura di inizio mondiale (Bahrain Spec) come lo scivolo iniziale (in attesa di intraprendere una nuova direzione di sviluppo della RB20), è riuscita a contrastare. Tornare alla vecchia soluzione di scivolo è stato pensato per provare a dare una macchina più confortevole al tre volte campione del mondo, tuttavia, anche e soprattutto per via del forte vento, almeno in qualifica l’obiettivo non sembra essere stato centrato. “Quest’oggi non mi sono mai sentito a mio agio con la macchina. C’erano sempre una o due curve in cui era come se perdessi molto tempo. La macchina poi aveva un bilanciamento diverso ad ogni giro e questo rendeva tutto molto difficile”, ha affermato al termine di qualifica il tre volte campione del mondo.
Delusione Ferrari: Leclerc ha fatto il massimo ma la SF-24 ha gli stessi difetti di inizio stagione e nessun punto di forza
Delle quattro squadre di testa, la più deludente è stata comunque la Ferrari nelle qualifiche del GP d’Olanda. Nove sono i decimi che separano Leclerc da Norris: tre decimi e mezzo nel primo settore, quattro decimi nel secondo e un decimo e mezzo nel più veloce terzo settore. La cosa grave è che, prestazione deludente a parte, la SF-24 presenta gli stessi identici problemi dell’inizio di stagione come una scarsa estrazione del massimo potenziale dalla gomma nuova e le scarse prestazioni nelle curve lunghe. Problemi che erano presenti in Cina, quinto GP stagionale, e che si sono mostrati nella loro importanza dopo 10 ulteriori eventi e due importanti pacchetti di aggiornamento portati in pista (Imola e Spagna).

In Q3, Leclerc è riuscito a togliere solamente poco più di un decimo e mezzo tra il primo tentativo, su gomma usata, e il secondo e ultimo sulla Soft nuova. Così come è riuscito ad abbassare solamente di un decimo il miglior tempo fatto segnare in Q2. Perez per esempio di quasi 3 decimi mentre Norris e Verstappen di ben 8 decimi ma grazie al solo tentativo effettuato in Q2. Questo è un altro problema che è presente sulla Ferrari da ormai tutta la stagione e non è mai stato risolto e nemmeno migliorato in modo importante in ben quindici appuntamenti. E’ questo che deve spaventare, oltre ad una vettura a cui manca ‘overall performance’ come ha detto Leclerc, quindi prestazioni complessive, in ogni area. I punti di forza dell’inizio di stagione sono stati smussati per spostare prestazione in altre tipologie di curve (quelle lente), ma la concorrenza ha fatto passi in avanti ben più importanti che hanno nascosto tutti i miglioramenti apportati sulla SF-24. Dopo l’Olanda, circuito comunque segnato in rosso da molte settimane a Maranello, gli aggiornamenti che arriveranno nelle prossime gare dovranno ridare verve ad una vettura italiana ormai costantemente quarta forza e soprattutto mostrare definitivamente se il progetto SF-24 non ha limiti intrinsechi non pienamente correggibili con lo sviluppo durante questa stagione. Questo spiegherebbe anche il perché concentrare così tanti sforzi (anche economici) per rifare il telaio e gran parte della meccanica sulla prima Ferrari di Lewis Hamilton.



