La Formula 1 è tornata viva alla vigilia del GP del Canada: le vittorie di Lando Norris e Charles Leclerc a Miami e Monaco, interrotte dal successo di Max Verstappen in Emilia Romagna, hanno regalato emozioni diverse agli appassionati e la vicinanza delle tre squadre di testa promette spettacolo per i prossimi appuntamenti, in attesa della seconda fase di aggiornamenti stagionali. Sul circuito intitolato al leggendario Gilles Villeneuve, che Leclerc ha eguagliato come vittorie totali due settimane fa a Monaco, Red Bull e McLaren arrivano con la certezza di giocarsi Pole Position e vittoria, mentre Ferrari dovrà fare dei passi in avanti rispetto a Imola per competere specialmente in Qualifica. Le insidie del tracciato canadese sono note a squadre e piloti, che con la nuova generazione di vetture non hanno ancora disputato una Qualifica asciutta a Montreal. In più il circuito è stato completamente riasfaltato e i livelli di grip saranno un’incognita, così come le sconnessioni che negli ultimi due anni hanno dato molto fastidio alle vetture di Milton Keynes.
GP Canada: Red Bull favorita ma occhio alle sconnessioni, Ferrari dovrà fare un altro step
Verstappen e Helmut Marko hanno avvisato che l’appuntamento nordamericano non sarà il migliore per Red Bull, ma sarà sicuramente un passo avanti rispetto a Monaco: le caratteristiche del tracciato richiedono una vettura abile in trazione e nelle curve lente e efficiente specialmente nel terzo settore, tutte doti che la RB20 possiede e aree nelle quali eccelle, ma le richieste di un assetto morbido a causa delle sconnessioni e l’utilizzo pesante dei cordoli in molte curve potrebbero mettere in difficoltà Verstappen e Perez nel corso del fine settimana. Anche l’anno scorso, dopo una vittoria di 24 secondi su Lewis Hamilton in Spagna due settimane prima, il vantaggio di Max Verstappen rispetto alla competizione è arrivato a ‘soli’ 9 secondi su Fernando Alonso e qualche decimo al giro sul pilota spagnolo.

Queste possibili difficoltà apriranno spiragli per McLaren e Ferrari, in particolare la squadra inglese ha mostrato una buona competitività su un circuito molto difficile per le caratteristiche della MCL38 come Montecarlo, e in Canada potrà far valere le doti aerodinamiche della monoposto che grazie agli ultimi sviluppi è migliorata molto negli allunghi, grande debolezza della vecchia MCL60. La Qualifica del sabato sarà fondamentale nonostante le tre zone DRS utilizzabili domenica: nell’era ibrida solamente Lewis Hamilton è riuscito a vincere senza partire dalla Pole Position nella tanto discussa edizione del 2019 grazie alla penalità inflitta a Sebastian Vettel. Anche l’anno scorso Ferrari è stata protagonista di una prima fase di gara molto difficile, nella quale Leclerc e Sainz sono stati rallentati da vetture più lente davanti senza riuscire a sorpassare.
Su un tracciato dove il compromesso richiede di massimizzare le prestazioni nelle curve lente, per mancanza di curve ad alta velocità, Ferrari dovrà confrontarsi con la Red Bull RB20 nelle sezioni tecniche e tortuose, mentre da McLaren si attendono ulteriori riscontri sulle perdite nei tratti lenti in gara. Nelle due gare vinte dalla SF-24, la prestazione nel lento è stata impeccabile e sarà la chiave per essere competitivi anche nel GP del Canada. I lunghi rettilinei del Circuit Gilles Villeneuve metteranno alla prova anche l’efficienza aerodinamica delle vetture: Red Bull gode di un’ottima velocità di punta fin dall’inizio dei nuovi regolamenti, e McLaren con l’aggiornamento portato a Miami sembra aver raggiunto i connazionali da questo punto di vista. Chi dovrà mostrare passi in avanti è la Ferrari, che con gli aggiornamenti di Imola aveva come obiettivo migliorare quest’area della SF-24; Leclerc e Sainz monteranno ancora una volta l’ala da medio carico ‘tuttofare’ e non avranno aggiornamenti sulla monoposto ma l’obiettivo sarà quello di massimizzare la versione 2.0 ed estrarre maggiore prestazione rispetto a Imola.
GP Canada: cambiano l’asfalto e cordoli, e la pioggia sarà protagonista?
La novità del fine settimana è che il circuito è stato completamente riasfaltato rispetto a 12 mesi fa, ma in linea teorica non sono attese modifiche alle condizioni di grip e le caratteristiche di bassa abrasività dovrebbero rimanere le stesse: per questo Pirelli ha scelto di confermare il range di mescole più morbide per il fine settimana canadese. Inoltre sono stati sostituiti tutti i cordoli del tracciato e modificate alcune vie di fuga, in particolare di curva 13 e 14, con l’inserimento di erba all’esterno della variante che sarà molto insidiosa in caso di pioggia nel corso del fine settimana. Al momento le previsioni indicano un alto rischio di vedere un fine settimana quasi completamente bagnato, che sarebbe un’ulteriore sfida per i piloti e le squadre.

La scelta di assetto aerodinamico potrebbe essere influenzata dal meteo, con scelte di ala posteriore più verso il medio-alto carico rispetto al classico medio-basso che ci si attenderebbe in un weekend asciutto. Al GP del Canada continuerà l’intenso programma di sviluppi che Mercedes sta portando avanti da diverse gare per dare una svolta all’ennesima stagione deludente a Brackley, influenzata da una vettura ancora difficile da mettere a punto e con una finestra di funzionamento troppo ristretta. Gli ultimi aggiornamenti hanno aiutato a distanziare Aston Martin, che sta lentamente cadendo nel gruppo di centrocampo dopo un anno tra i ‘top’ nel 2023: la distanza tra la squadra di Lawrence Stroll e Racing Bulls è di 20 punti in classifica costruttori e la pazienza del miliardario canadese sta iniziando a svanire nei confronti dei tecnici di alto livello di Silverstone.



