A causa delle forti restrizioni legate alla pandemia di Covid, la Formula 1 è sbarcata in Cina dopo ben cinque di assenza, con molti dubbi e poche certezze. Alcune di queste connesse all’asfalto del circuito di Shanghai, a cui si è legato sin da subito un importante mistero. Con le foto dei primi addetti ai lavori arrivati in pista sembrava infatti che l’asfalto fosse stato riposato, tuttavia, nè i team nè la stessa Pirelli confermavano ciò. Quell’operazione verrà fatta solo tra qualche mese, in preparazione all’edizione 2025 del GP di Cina. Comunque, solo durante la giornata di giovedì si è chiarita completamente la situazione. Ne ha parlato a riguardo anche Mario Isola di Pirelli. “La novità che ci siamo ritrovati, e a cui non eravamo a conoscenza, è uno strato di bitume messo sopra l’asfalto” – ha fatto sapere il Racing Manager del colosso italo cinese – “Abbiamo misurato la rugosità e il livello di grip della pista e la cosa che abbiamo riscontrato è come sia presente una disuniformità nel grip tra le diverse parti del circuito. La pista comunque cambierà molto durante il fine settimana, perché questo strato di bitume sta scomparendo, soprattutto in traiettoria, dove il grip è un po’ peggiore rispetto alle altre parti della pista”. Anche le squadre non erano state informate del cambiamento sulla superficie dell’asfalto, tant’è che sono rimaste abbastanza sorprese al loro arrivo in pista di vedere un tracciato come fosse verniciato, in un fine settimana già complicato dal format della Sprint Race su quello che è da considerarsi quasi come un ‘nuovo’ tracciato. Intanto, nella giornata odierna, le squadre e Pirelli hanno chiesto alla Federazione una maggior trasparenza riguardo ai cambiamenti alle varie piste, che siano anche minori, per evitare il ripetersi della situazione vissuta in Cina.
Pirelli: “Lo sviluppo delle gomme da asciutto 2025 procede bene mentre per quelle da bagnato è più complicato”
Il lavoro di Pirelli non si concentra, tuttavia, solamente sulla stagione in corso ma c’è un gruppo di lavoro che sta lavorando agli pneumatici della prossima stagione, sviluppati già in queste settimane per poter anche essere una soluzione di backup nel caso le macchine 2024 si evolvessero con una curva più ripida del previsto. “Sappiamo che tutti i team stanno sviluppando le loro auto e quindi lo stress sulle gomme sarà maggiore entro la fine di quest’anno e soprattutto l’anno prossimo” ha fatto sapere Mario Isola nella consueta conferenza stampa FIA del venerdì – “Per questo è molto importante per noi spingere sullo sviluppo di nuove mescole e il test di Suzuka è stato pensato per finalizzare una nuova costruzione per il 2025, utile a ridurre il surriscaldamento“.

Il test successivo al GP del Giappone non è però l’unico pianificato per lo sviluppo dei nuovi pneumatici da asciutto, visto che ci saranno altri test fino almeno ad ottobre, dove Pirelli sarà al Mugello. “Abbiamo un test dopo il GP Monza e uno dopo il GP di Silverstone, per esempio. In programma ci sono insomma già diverse sessioni, ma sappiamo che il tempo scorre veloce e dobbiamo finalizzarle il prima possibile, perché poi forse il meteo non sarà cosi buono.” ha fatto sapere Isola. Mentre lo sviluppo degli pneumatici da asciutto ha una buona pianificazione, quelli da bagnato sono molto più problematici a causa della forte limitazione nei test. “Ora abbiamo un test al Paul Ricard che, insieme a Fiorano, ci dà la possibilità di testare gli pneumatici da bagnato o le intermedie. Il nostro obiettivo è riuscire a finalizzare lo sviluppo di un nuovo pneumatico intermedio, in grado di lavorare senza termocoperte, e di uno pneumatico da bagnato estremo con prestazioni migliori ma non abbiamo molte opzioni per testare in condizioni di bagnato e questo è il problema più grande per me.” ha concluso a riguardo il manager italiano.
F1 2026: gli pneumatici resteranno da 18″ ma saranno più stretti e con un diametro inferiore
Senza dimenticarsi che la prossima stagione sarà l’ultima per questa nuova, ma ormai vecchia, generazione di vetture a effetto suolo. Infatti, dal 2026 scenderanno in pista nuove vetture, ancora a effetto suolo ma riviste quasi completamente nell’aerodinamica, nelle dimensioni, nel peso, e anche negli pneumatici che andranno ad indossare ogni volte che scenderanno in pista. “Un altro nostro obiettivo è quello di anticipare l’inizio dello sviluppo degli pneumatici 2026, verso il prossimo settembre, massimo ottobre, per provare a ottenere alcune informazioni preliminari.” ha affermato Mario Isola.

Nelle scorse settimane, la F1 ha abbandonato i piani di un possibile passaggio alle gomme da 16 pollici nel 2026. “Abbiamo concordato con la FIA e i team di voler rimanere sugli pneumatici da 18 pollici, per una serie di ragioni: principalmente la capacità di sopportare il carico nonchè le migliori caratteristiche dello pneumatico. Crediamo che la versione da 16 pollici, che era l’idea iniziale, non fosse sufficiente a soddisfare questi requisti.” – ha infatti confermato il Racing Manager del colosso italo cinese, che poi ha voluto entrare maggiormente nei dettagli – “Se guardo le prestazioni stimate delle vetture 2026, c’è il rischio di avere molti più surriscaldamenti e problemi di durata. Significherebbe dover alzare troppo la pressione, un qualcosa che non vogliamo fare, ed è per questo che abbiamo fatto delle analisi con i dati forniti dai team e la FIA e siamo giunti alla conclusione che rimanere sul pneumatico da 18 pollici era la miglior soluzione e i team hanno concordato”.
L’idea iniziale di voler ridurre il cerchio a 16″ era nata in aiuto a quella forte diminuzione del peso, che è diventata un forte obiettivo per le vetture 2026. Tuttavia, è vero che la differenza di peso, tra una gomma da 16″ e una da 18″ è importante, a parità di larghezza, ma Pirelli è riuscita a trovare un compromesso. Le gomme 2026 saranno infatti più strette e con un diametro inferiore, soprattutto all’anteriore, cosi da avere un peso non troppo eccessivo ma soprattutto una miglior risposta soprattutto in termini di surriscaldamento, poichè pneumatici con un diametro superiore disperdono il calore in maniera più efficiente.



