Concluse le caldissime sessioni di qualifica, l’attesa è finalmente finita: si accendono i riflettori sulla settimana santa della 110ª edizione della 500 Miglia di Indianapolis, settimo appuntamento della stagione IndyCar 2026. Definita da sempre la gara più veloce del mondo, questa competizione – la cui gloriosa storia è iniziata nel lontano 1911 – rappresenta molto più di un trofeo da portare a casa: è un evento spartiacque, capace di consacrare o condannare la carriera di un pilota nello spazio di un pomeriggio vissuto alla media di 360 km/h.
Il capolavoro inaspettato di Palou
A guidare il gruppo dei 33 partenti sarà Alex Palou. Il quattro volte campione della categoria e vincitore uscente dell’edizione 2025 si presenta sul “Catino” con i galloni del grande favorito, blindati da una partenza al palo straordinaria. Lo spagnolo del team Chip Ganassi Racing ha stampato una media cronometrata di 232,248 mph (sfiorando i 374 km/h), conquistando la sua seconda pole sul leggendario ovale. Un risultato arrivato dopo una domenica di pura adrenalina: Palou aveva infatti rischiato grosso, agguantando la top 12 per un soffio. Poi, nel momento decisivo, il muretto e il pilota hanno cambiato marcia, sbaragliando la concorrenza. Per lo schieramento l’obiettivo è unico: battere il numero 1, perché a Indy il secondo posto non esiste.
Paura nelle libere del lunedì: Rossi operato, ma vuole esserci
Se la prima settimana di attività in pista era trascorsa senza incidenti, il lunedì dedicato alle simulazioni di gara ha presentato un conto salatissimo. Alexander Rossi ha perso il controllo della sua Dallara-Chevy #20 targata Ed Carpenter Racing in curva 2, impattando violentemente contro il muro esterno. Nel caos successivo, Pato O’Ward (Arrow McLaren) non è riuscito a evitarlo, centrando la vettura ferma, mentre Romain Grosjean perdeva a sua volta il controllo finendo contro le barriere.
Mentre O’Ward e Grosjean sono stati subito dimessi dal centro medico, Rossi ha dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico per ridurre alcune micro-fratture al dito della mano sinistra e alla caviglia destra. Il californiano, che si era guadagnato una splendida seconda piazza in griglia a dieci anni esatti dal suo trionfo da rookie, farà di tutto per salire sul muletto che la squadra sta preparando a tempo di record. Macchina di back-up pronta anche per O’Ward, che continua ad avere un rapporto molto amaro con Indy.
Tegola tecnica, invece, per Jack Harvey e Caio Collet. Entrambi i piloti sono stati squalificati e retrocessi in fondo alla griglia a causa del mancato superamento delle verifiche tecniche post-qualifica; una doccia fredda soprattutto per il brasiliano, che al debutto si era preso la decima piazza.
La griglia di partenza della 500 Miglia di Indianapolis
Updated Indy 500 qualifying results following tonight’s penalty announcement 👇 pic.twitter.com/tW0ysjMknL
— NTT INDYCAR SERIES (@IndyCar) May 18, 2026
I numeri dei campioni: nove vincitori ad aver baciato la Brickyard
Tra i 33 piloti al via, ben nove sanno già cosa si prova a bere il tradizionale latte del vincitore, un rito introdotto da Louis Meyer nel 1936. Il recordman assoluto in attività è Hélio Castroneves, a caccia del quinto storico successo per staccare leggende del calibro di Foyt, Mears e Unser. Il brasiliano, schierato da Meyer Shank Racing, corre ormai esclusivamente questa gara, proprio come Takuma Sato (vincitore nel 2017 e 2020) e Ryan Hunter-Reay, che torna con Arrow McLaren per provare a replicare la celebre vittoria in volata del 2014.
Tra i partenti a tempo pieno c’è Josef Newgarden, chiamato a una rimonta furiosa dalla 23ª posizione dopo una qualifica opaca, e l’intramontabile Scott Dixon, decimo in griglia e a caccia del bis a 18 anni dal trionfo del 2008. Grande curiosità in casa Andretti: per la prima volta dal 1964 non ci sarà un membro della famiglia in pista (Marco ha annunciato il ritiro a fine 2025). Il team si affida così a Marcus Ericsson (17° al via e re del 2022) e alla grande novità Will Power, che affronta la sua prima Indy500 con Andretti dopo ben 17 stagioni passate alla corte di Penske, scuderia con cui vinse nel 2018.
Cacciatori di gloria e la prima volta di Mick Schumacher
Dietro ai veterani scalpita una folta schiera di piloti decisi a incidere il proprio volto sul Borg-Warner Trophy. David Malukas scatterà dalla terza piazzola al suo debutto con il Team Penske, subito seguito da Felix Rosenqvist in quarta posizione. Voglia di riscatto anche per Scott McLaughlin, ancora segnato dal brutto incidente avvenuto nel giro di formazione della passata stagione, e per Pato O’Ward, che vuole cancellare le troppe beffe subite nel finale, non ultima la memorabile volata del 2024 decisa dal sorpasso esterno di Newgarden a due curve dalla bandiera a scacchi.
Infine, gli occhi del mondo saranno puntati sul debutto di Mick Schumacher. Sullo stesso asfalto dove papà Michael vinse cinque volte il GP degli Stati Uniti di Formula 1 con la Ferrari, Mick si calerà nell’abitacolo della Dallara-Honda del team Rahal. Il tedesco prenderà il via dalla 27ª posizione, ereditando lo status di miglior rookie della griglia dopo la penalità inflitta a Collet. Alle sue spalle, pronti all’esordio sul mitico ovale, ci saranno anche Dennis Hauger e Jacob Abel, rispettivamente in 28ª e 29ª piazza.
KATHERINE LEGGE E IL DOUBLE DUTY
Per la 13esima volta nella storia verrà tentato il Double Duty, difficile sfida che porta gli audaci piloti a correre prima la Indy500 e poi la Coca Cola 600 (Charlotte) della NASCAR Cup Series in poche ore. Protagonista quest’anno Katherine Legge, la prima donna a provarci, il cui obiettivo sarà completare entrambe le gare, tutt’altro che scontato vedendo gli ultimi tentativi di Kyle Larson. Il riferimento in questo caso è Tony Stewart, che nel 2001 arrivò 6° a Indy e 3° a Charlotte.
110th 500 MIGLIA INDIANAPOLIS: ORARI TV, METEO E PROGRAMMA
Ecco il programma della domenica, a partira dal religioso pre-gara della 500 Miglia di Indianapolis. La corsa sarà trasmessa in diretta su Sky Sport MotoGP e NOW dalle 18:15. Ad ora ci risulta che il rischio pioggia sia al 30%, tenendo in allerta gli organizzatori nel caso in cui l’acqua dovesse posticipare la partenza e cambiare il piano di gara.
- 18:15 | Inizio collegamento Sky Sport MotoGP, canale 208
- 18:24 | Inno Nazionale, The Star-Spangled Banner
- 18:29 | “Drivers to your cars”, command di Catlin Clark, playmaker Indiana Fever WNBA
- 18:36 | Back Home Again in Indiana, cantata da Jim Cornelison
- 18:38 | “Drivers, start your engines”, command di Roger Penske
- 18:45 | Bandiera verde





