In una giornata cruciale per il futuro della Formula 1, con il vertice del 20 aprile chiamato a ratificare i correttivi tecnici per la stagione 2026, Toto Wolff ha preso la parola per delineare la visione della Mercedes e quello più generale dei costruttori. Incontrando alcuni media selezionati tra cui AutoRacer.it, il team principal austriaco ha predicato calma, invitando la Federazione e i vertici dello sport a non agire d’impulso sotto la pressione delle recenti polemiche.
“Un bisturi, non una mazza da baseball”: l’approccio ai correttivi
Dopo i primi tre round del 2026, l’opinione condivisa è che servano aggiustamenti riguardanti la gestione dell’energia. Wolff conferma che il dialogo è aperto, ma avverte che la F1 non deve ripetere gli errori del passato, quando alcune decisioni sono state prese con troppa fretta rivelandosi peggiori del problema che dovevano risolvere.

“Devo dire che le discussioni tra piloti, FIA, F1 e team sono state costruttive – ha esordito Wolff – condividiamo tutti gli stessi obiettivi: migliorare il prodotto e rendere le corse pura competizione. Vogliamo capire cosa migliorare in termini di sicurezza, ma dobbiamo agire con un bisturi e non con una mazza da baseball. Stiamo arrivando a buone soluzioni che spero ratificheremo oggi stesso. Siamo solo a tre gare dall’inizio e dobbiamo imparare dal passato, quando a volte venivano prese decisioni erratiche, andando oltre il necessario per poi renderci conto che non funzionavano”.
L’obiettivo è proteggere l’essenza della F1: “Siamo i custodi di questo sport e sono cautamente ottimista sul fatto che miglioreremo le gare proteggendo ciò che di buono c’è già. Se definisci gli obiettivi all’inizio, come rendere le qualifiche più spettacolari e affrontare i problemi di sicurezza proteggendo i sorpassi, allora i passi che stiamo facendo sembrano andare nella giusta direzione”.
Sicurezza e differenziali di velocità: il paragone il WEC
L’incidente di Oliver Bearman a Suzuka ha riacceso il dibattito sul clipping (il taglio improvviso di potenza elettrica) e sulla pericolosità di avere auto con velocità troppo diverse in pista. Wolff, pur mettendo la sicurezza al primo posto, invita a una riflessione più ampia sulla natura del motorsport.
“Dobbiamo vedere l’incidente di Bearman per quello che è stato: un errore di valutazione della situazione – ha spiegato il manager Mercedes – è come spingere il pulsante del boost o non frenare in una curva dove dovresti farlo. La sicurezza deve essere la priorità assoluta, ma c’è molta competizione nel mondo che noi, come piloti, amiamo nonostante i rischi”.

Per spiegare il suo punto di vista, Wolff ha citato esempi storici di altre categorie dove i delta di velocità sono enormi: “Amo Le Mans, passo le notti a guardare i tempi sul monitor. Le Hypercar affrontano le curve Porsche 30 o 40 km/h più veloci delle GT3. Abbiamo visto incidenti spettacolari per errori di valutazione, eppure amiamo ancora quello sport. Al Nordschleife, una GT3 corre di notte insieme a una Volkswagen Polo guidata da amatori. Anche i migliori piloti di F1 amano lo sport con tutti i pericoli che porta con sé. Nel WEC a Imola questo weekend, la differenza sul giro tra prototipi e GT era di oltre 10 secondi. Concentriamoci sul rendere i sistemi più sicuri e prevedibili, ma ricordiamoci che il rischio zero non esiste”.
Logistica e Budget Cap: l’incognita Medio Oriente
Oltre ai problemi tecnici, la F1 2026 deve fare i conti con l’instabilità geopolitica che ha già portato alla cancellazione dei GP in Bahrain e Arabia Saudita. Nei giorni scorsi, Alan Permane aveva sottolineato come le conseguenze di questa situazione si faranno sentire per tutte le scuderie. Wolff concorda con il collega della Racing Bulls parlando del tema dei costi di trasporto, un fattore critico sotto il regime di Budget Cap.

“Come tutti nel mondo, speriamo che la situazione si calmi e che le cose tornino alla normalità affinché non ci siano ulteriori impatti – ha commentato Wolff – stiamo monitorando gli scenari peggiori per le interruzioni dei viaggi e l’aumento dei costi di spedizione. Le cancellazioni di Arabia Saudita e Bahrain sono già state fatturate, ma i costi dei noli potrebbero aumentare nel corso dell’anno. Speriamo che questo non comprometta i nostri piani futuri in termini di hosting fees e sponsorizzazioni”.
L’effetto nostalgia e la falsa percezione del passato
Infine, Wolff ha risposto a chi critica il “prodotto” attuale rimpiangendo la F1 degli anni 2000, sottolineando come spesso la memoria tenda a edulcorare la realtà dei fatti: “Agiamo sulla base dei dati. Cosa amano i fan? Cosa non amano? – ha aggiunto Wolff – rispettiamo i fan ‘hardcore’, ma c’è un certo grado di nostalgia che rende il passato molto migliore del presente. La gente parla benissimo degli anni 2000, forse dimenticando che ci sono stati anni in cui non si vedeva un singolo sorpasso in una gara”.
Il team principal della Mercedes ha chiuso sottolineato come i protagonisti della F1 sono i primi avere interesse nel mantenere un prodotto che sia gradevole per il pubblico: “Se questo prodotto è noioso per gli spettatori, allora non guadagniamo nulla. Siamo in una situazione privilegiata oggi perché abbiamo un grande sport, ed è nostra responsabilità portarlo avanti senza cambiamenti non idonei”.



