La Williams continua la sua crescita sotto la guida di James Vowles, con una P5 nel Mondiale Costruttori sempre più solida. Anche grazie alla squalifica delle due McLaren, il bottino di punti di Carlos Sainz in quel di Las Vegas è stato importante. Purtroppo Alexander Albon ha dovuto ritirare la propria macchina in una gara che però si era già complicata per diversi fattori. Nel consueto appuntamento in cui il Team Principal, James Vowels, risponde alle domande di alcuni tifosi, ci sono degli interessanti retroscena sull’ultimo weekend di gara
I problemi di radio hanno condizionato la strategia in partenza di Alexander Albon, e non solo
La gara di Alexander Albon si è complicata terribilmente con quanto successo in Qualifica. “C’è stato un piccolo errore che però è costato caro. Alex era molto veloce” ha detto il Team Principal. In quel momento infatti il thailandese, in Q1, stava facendo un tempo che lo avrebbe comodamente qualificato al turno successivo, ma toccando le barriere in uscita della penultima curva ha rotto la sospensione anteriore (e non solo) impedendogli di finire il giro e rientrare ai box. Partendo dal fondo si è dovuto quindi pensare ad una strategia alternativa e James Vowles non ha fatto mistero che il pensiero era subito andato su quanto fatto dal suo ex team, Mercedes. “L’idea era fare quanto fatto da Kimi Antonelli partendo però con la Media, per poi approfittare della prima opportunità per fermarsi ai box e cambiare gomme”. Il vantaggio di questa strategia risiede nel mettere il pilota in area pulita e poter spingere. “Purtroppo non è stato possibile per via dei problemi radio e quindi abbiamo dovuto optare per partire con la Hard ed andare il più lunghi possibile, anche se non era così vantaggioso”. I problemi alla radio erano dovuti ad un doppio problema, lato box ed auto, ed anche risolvendo uno dei due, non è stato possibile ripristinare il collegamento.

Vowles spiega che allungando il primo stint non si potevano sfruttare le eventuali VSC o Safety Car che sarebbero uscite, ma coordinare il pit stop anticipato con Albon senza l’ausilio della radio, era impossibile. “Comunicavamo tramite la tabella sul rettilineo del traguardo, ma dare lui informazioni come ‘rientra ai box in caso di VSC o Safety Car nei primi giri’ tramite la tabella era qualcosa di molto complicato. Visto il passo della nostra macchina, la strategia ci avrebbe probabilmente permesso di andare a punti” ha ammesso Vowles. La scelta quindi alla fine è ricaduta sulla gomma Hard, con la gara che poi si è complicata con il contatto tra Albon e Lewis Hamilton, la rottura dell’ala anteriore e poi il ritiro. Anche in quel caso, l’assenza della radio ha complicato le cose. “Dal box possiamo vedere la telemetria e lui può informarci del rientro al box tramite il pulsante sul volante, ma poco altro. Eravamo pronti per accoglierlo al box, ma non sapevamo per cosa. Siamo riusciti a fare il cambio gomme, ma non avevamo visto del danno all’ala anteriore. In quel caso, la cosa più sicura, è mandarlo nuovamente fuori e procedere al cambio dell’ala con un’altra sosta”. Un grosso problema di comunicazione che ha quindi condizionato la gara e che poteva costare caro anche al suo compagno di squadra.
Anche Sainz ha avuto problemi di radio, ma non solo. In gara Williams ha dovuto affrontare il porpoising come McLaren
Nel caso di Carlos Sainz, i problemi alla radio si sono manifestati prima della partenza ed è stato possibile risolverli. La comunicazione è stata poi fondamentale per permettere allo spagnolo di eseguire una gara pulita e perfetta dal punto di vista dell’esecuzione, assicurando un buon bottino di punti. James Vowles è convinto che quanto ottenuto sia il massimo possibile. “Potevamo forse fermarci un giro prima e stare davanti a Piastri, ma abbiamo visto che Charles Leclerc è stato capace di allungare lo stint ed è uscito davanti a noi dopo la sosta, facendo un overcurt. Quando sei in quella situazione, tra un undercut ed un overcut, capisci presto che non è la posizione in cui il potenziale della macchina ti permette di essere” analizza onestamente il tecnico inglese. Vowles ha spiegato anche come il grosso limite della macchina sia stato anche il pesante graining di cui Sainz ha sofferto sul finire dello stint che gli ha fatto perdere passo, soprattutto rispetto alla McLaren e alla Ferrari, che erano le auto attualmente in lotta con lui.

C’è poi un ultimo fattore svelato dall’ex stratega Mercedes. Spiegando di quanto queste gare siano utili, in termini di esecuzione in pista in vista del prossimo anno, ma non a livello tecnico poiché le auto saranno completamente diverse, Vowles rivela “Uno degli aspetti importanti per me e per noi in Williams è imparare dagli errori e spingerci a migliorare sul come comunichiamo, lavoriamo, come usiamo le gomme ed anche come settiamo la macchina o come rispondiamo ai problemi, come successo durante la gara quando, come McLaren, abbiamo dovuto gestire il porpoising, finendo la gara in una condizione di legalità (con il plank)”. Anche la Williams ha dunque sofferto del dannoso saltellamento aerodinamico, che ancora affligge queste monoposto, soprattutto quando si utilizzano assetti più morbidi. Secondo i dati, a differenza del duo McLaren (e in particolare Norris), Carlos Sainz non ha gestito molto nel corso della gara, anzi, lui è quasi paragonabile a Charles Leclerc nell’atteggiamento durante la gara. E’ probabile dunque che Williams, rilevando magari dati ‘preoccupanti’ da quel punto di vista, sia intervenuta durante la gara riducendo il carico anteriore e/o sollevando leggermente l’auto grazie ad all’ innalzamento delle pressioni sulle Hard. E’ una tecnica comune, come avevamo spiegato dopo quanto successo a Ferrari in Ungheria, che aiuta ma che può anche facilmente sfuggire di mano, soprattutto se abbinato ad altri fattori come nel caso di Leclerc a Budapest. Sainz è riuscito a prendere il massimo risultato e Williams ha contenuto l’usura del plank.



