Max Verstappen non dimentica. E soprattutto non perdona. Nel giovedì di Suzuka, alla vigilia del Gran Premio del Giappone, il campione del mondo ha trasformato la consueta sessione media in un caso, rifiutandosi di iniziare finché un giornalista non avesse lasciato la stanza.
Hospitality Red Bull. Conferenza pronta a cominciare. Verstappen ferma tutto. “Non parlo finché lui non se ne va”. Alla replica incredula del giornalista — “Davvero?” — Max ha risposto secco: “Sì”. Poi, quando gli è stato chiesto se il motivo fosse ancora la domanda dello scorso anno, la conferma è arrivata immediata: “Sì”.

Da lì, il confronto è degenerato in pochi secondi. “Vuoi che me ne vada?”, ha chiesto il reporter. “Sì”, ha replicato ancora Verstappen. Quando il giornalista ha provato a spiegarsi, ricordando la domanda fatta lo scorso anno ad Abu Dhabi sull’episodio della Spagna, l’olandese ha tagliato corto in modo brutale: “Fuori”. E davanti all’ultima osservazione, “Sei davvero, davvero così arrabbiato per questa cosa?”, Verstappen ha ribadito il concetto: “Sì. Fuori”. Solo a quel punto ha chiuso la vicenda con un glaciale: “Ora possiamo iniziare”.
Il riferimento è chiaramente alla conferenza di Abu Dhabi di fine 2025, quando Verstappen —sconfitto dalla lotta mondiale con Lando Norris per appena due punti — si era visto rivolgere una domanda sul contatto con George Russell in Spagna. Un tema evidentemente mai digerito. Già nei mesi successivi, infatti, l’olandese aveva ammesso che quello restava il suo unico vero rimpianto della stagione, pur contestando il fatto che una parte della stampa continuasse a ridurre il suo intero campionato a quel solo episodio.
Esordio amaro al Nürburgring: i perché della squalifica di Verstappen

Dopo il durissimo botta e risposta iniziale, la sessione è andata avanti regolarmente. E Verstappen ha parlato a lungo della sua recente esperienza al Nürburgring, dove ha corso nella NLS2. Al di là della squalifica finale, il bilancio del weekend per lui resta più che positivo. “Nel complesso è stato un grande fine settimana”, ha spiegato. “Ci siamo davvero divertiti molto insieme ai miei compagni di squadra”.
L’olandese ha poi ricostruito anche il motivo che ha portato all’esclusione della vettura dalla classifica: “C’è stato un piccolo errore mentre stavamo facendo pratica con i pit stop, quando poi hanno aggiunto un altro set di gomme alla macchina durante gli out-in”. Un dettaglio costato caro, ma che Verstappen ha letto quasi come una lezione utile per il team. “È un peccato, ovviamente, aver perso il risultato, ma allo stesso tempo probabilmente serve a tenere la squadra sul pezzo. Forse ne aveva un po’ bisogno, ma nel complesso l’esperienza di lavoro è stata davvero molto buona”. E tirando le somme del fine settimana, Verstappen ha ribadito il proprio entusiasmo: “Per me, nel complesso, è stato davvero un weekend molto divertente”.
Verstappen: “Spero in rapidi cambiamenti per questa F1. A Suzuka compromessi con l’energia”
Interessante anche il passaggio successivo, quando gli è stato chiesto se quel tipo di esperienza gli stesse dando qualcosa che oggi la Formula 1 non riesce più a offrirgli. Verstappen ha evitato paragoni troppo diretti, ma il senso delle sue parole è comunque eloquente: “È impossibile fare un confronto, ma era qualcosa che volevo fare da tempo. È davvero qualcosa che mi piace moltissimo”. E ancora: “Ogni volta che scendevo dalla macchina sorridevo, e penso che questa sia sempre una bella cosa”.
Parole che pesano, soprattutto in un momento in cui il quattro volte iridato continua a mostrare una certa insofferenza verso alcuni aspetti della Formula 1 attuale. Anche parlando di Suzuka e della gestione energetica imposta dalle vetture di questa generazione, Verstappen ha lasciato emergere chiaramente il suo pensiero. “Ovviamente è tutto molto diverso rispetto all’anno scorso, ma questa è la realtà in cui ci troviamo adesso. Dobbiamo semplicemente accettarla, per il momento”.
Un’ammissione, però, che sa più di rassegnazione che di convinzione. Non a caso, Max ha aggiunto subito dopo: “Spero che per il prossimo anno arrivino cambiamenti più importanti”. E alla domanda su quanto si sia davvero al limite in un circuito come Suzuka, la sua risposta ha fotografato bene il problema: “Sei al limite di quello che la macchina ti permette di fare, ma in termini di potenza, ovviamente, in certi punti non lo sei”.
È una frase che racconta bene la sua frustrazione per una Formula 1 meno istintiva, meno pura, meno vicina all’idea di guida estrema che per anni ha rappresentato l’essenza di circuiti come Suzuka. Non a caso, Verstappen ha ammesso che queste sensazioni le aveva già avute anche al simulatore, e che alcune correzioni possono aiutare solo in minima parte: il quadro generale, per lui, resta lo stesso.
Verso la 24 Ore del del Nürburgring: “Io come un rookie, ma voglio vincerla”
Nella parte finale dell’incontro con i media, il pilota Red Bull ha parlato anche della preparazione alla 24 Ore del Nürburgring, chiarendo l’obiettivo del progetto. “Come squadra, naturalmente, l’obiettivo è vincere la 24 Ore. È per questo che ci stiamo preparando, ed è per questo che queste gare sono così utili”. Il lavoro, ha spiegato, serve per trovare il giusto equilibrio sotto ogni aspetto: assetto, gomme, traffico, procedure, confidenza con la squadra. “Bisogna sentirsi a proprio agio, sicuri di poter attaccare, non solo da soli ma anche nel traffico”. Verstappen ha raccontato anche il lato più insolito di questa esperienza, quello che lo ha portato quasi a sentirsi un debuttante: “Mi sentivo come un rookie”. Un’ammissione curiosa per uno dei piloti più dominanti dell’epoca moderna, ma utile a spiegare quanto prenda seriamente queste uscite fuori dal mondo F1.
Verstappen: “La mia Red Bull ha potenziale. Qui in Giappone cultura motoristica enorme”

C’è stato spazio anche per il Giappone, per Honda e per il significato che il motorsport ha in questo Paese. “C’è una cultura motoristica enorme”, ha detto Verstappen. “Va avanti da tanto tempo, nelle corse automobilistiche, nel karting, con grandi marchi”. E parlando del legame con Honda ha aggiunto: “Per me poter correre con Honda è stato straordinario, e vincere campionati insieme è stato qualcosa di cui ho davvero amato far parte”.
Infine, qualche parola anche sulla Red Bull 2026. Niente allarmismi, ma nemmeno certezze assolute. “C’è molto potenziale nella macchina”, ha spiegato Verstappen, “dobbiamo solo capire alcune cose che sono andate storte nell’ultima gara”. Il percorso resta chiaro: “Dobbiamo continuare a lavorare, continuare a cercare prestazione da mettere sulla macchina, gara dopo gara”.
Ma il vero tema del giovedì di Suzuka resta il gesto iniziale. Perché al di là delle risposte tecniche, delle GT, del Nürburgring e delle riflessioni sulla Formula 1, Verstappen ha mandato un messaggio chiarissimo. Ci sono episodi che non considera chiusi. E ci sono domande che, evidentemente, non è ancora disposto a perdonare.



