Ferrari lascia Austin con indicazioni positive sul potenziale della SF-26 aggiornata, ma anche con la consapevolezza di un’occasione mancata, soprattutto per gli ‘errori’ del sabato. Per Frederic Vasseur, il risultato della gara rappresenta probabilmente il massimo ottenibile partendo dalle posizioni occupate in griglia, nonostante la Virtual Safety Car nel finale abbia ridotto le opportunità di Lewis Hamilton per tentare un attacco a Max Verstappen. L’attenzione si sposta ora sul Messico, dove l’altitudine e le particolari condizioni aerodinamiche renderanno complessa la preparazione del weekend.
Vasseur: «Partendo dal quarto o quinto posto era difficile fare meglio»
La Ferrari ha cercato di massimizzare il risultato in gara, facendo leva su un ritmo competitivo e su una strategia aggressiva. Nel finale, la Virtual Safety Car ha però limitato il tempo a disposizione di Hamilton per provare a superare Verstappen. «Oggi probabilmente abbiamo ottenuto il massimo. È vero che la Virtual Safety Car nel finale ha forse impedito a Lewis di provare a superare Max negli ultimi due giri. Se ci è mancato qualcosa, deriva dalla Q3. Però, partendo dal quarto o quinto posto, era difficile immaginare di fare un lavoro migliore di quello che abbiamo fatto oggi».
Il team principal ha promosso sia il comportamento della monoposto sulla distanza sia le scelte strategiche, in una gara nella quale la gestione degli pneumatici ha avuto un ruolo importante. “Il passo gara è buono, la strategia è stata buona. La scelta era tra una e due soste e dovevamo essere aggressivi, ecco perché abbiamo optato per la strategia a due soste”

Un po’ di delusione quindi rimane, ma Vasseur rilancia subito la sfida. «Riproviamoci la settimana prossima: ci servirà una qualifica migliore per partire da una posizione migliore. ».
Al di là del risultato domenicale, Vasseur individua nella qualifica il principale aspetto sul quale intervenire. «Nel mio lavoro devi essere soddisfatto solo se vinci e probabilmente ci sono mancati i due giri più importanti del weekend, gli ultimi due del Q3, perché il nostro giro più veloce è stato in Q2. Ma dobbiamo imparare da questo per migliorare nel prossimo weekend».
Il bilancio complessivo, tuttavia, non è negativo. La squadra ritiene di aver compiuto un passo avanti in termini di prestazione pura e di potenziale, un segnale importante in vista dei prossimi appuntamenti. «Nel complesso penso che abbiamo fatto un buon passo avanti in termini di prestazione pura e di potenziale, ed è positivo per le prossime gare».
Le difficoltà in Q3 e la sensibilità delle gomme
La qualifica di Austin ha messo in evidenza quanto sia difficile estrarre il massimo dalle monoposto attuali quando le condizioni cambiano anche solo leggermente. «Ieri è stato molto difficile, perché anche Russell, Verstappen, Norris e Piastri non sono migliorati nemmeno loro nel Q3. Con queste macchine basta una folata di vento o un paio di gradi di differenza per cambiare totalmente la temperatura delle gomme. Di conseguenza, la reazione degli pneumatici in curva 1 può portare a una perdita totale di grip».
Ferrari verso il Messico: «Sarà l’esercizio più difficile in termini di adattamento»
Il prossimo appuntamento porterà la Formula 1 in Messico, su un circuito nel quale l’altitudine influenza in maniera significativa il comportamento delle monoposto. Per Vasseur è ancora presto per stabilire se le caratteristiche del tracciato saranno favorevoli alla Ferrari. «Onestamente non lo sa nessuno, perché sarà l’esercizio più difficile in termini di adattamento per l’altitudine.”
Il Team Principal ha anche sottolineato come, per la prima volta quest’anno, in Messico le varie auto potranno contare su valori di carico aerodinamico mai visti in stagione, mentre nel corso dell’anno, grazie all’aerodinamica attiva, i valori sono sempre rimasti simili sulle varie piste. In Messico invece l’area rarefatta cambierà molto la situazione.

Il cambiamento coinvolgerà soprattutto i piloti, chiamati a trovare il giusto equilibrio in condizioni nelle quali la densità dell’aria riduce il carico aerodinamico disponibile. «Sarà un cambiamento importante, soprattutto per i piloti, perché con l’altitudine avranno un carico aerodinamico molto basso e dovranno adattarsi. Credo che le FP1 saranno tutte orientate a trovare aderenza. Tutti si lamenteranno perché non avranno grip».
Per la Ferrari, il Messico rappresenterà dunque una nuova prova di adattamento. Vasseur guarda avanti con la consapevolezza che il potenziale della SF-26 sia cresciuto, ma che per concretizzarlo serva una maggiore precisione in qualifica. Il prossimo obiettivo sarà partire più avanti e trasformare il progresso tecnico in un risultato più ambizioso.



