In una sessione con alcuni media selezionati tra cui AutoRacer.it, Nikolas Tombazis, responsabile FIA per le monoposto, ha illustrato i pilastri della modifiche ai regolamenti F1 2026 che debutteranno nel fine settimana del GP Miami. L’obiettivo della Federazione è duplice: migliorare l’esperienza di guida per i piloti e, soprattutto, intervenire su criticità legate alla sicurezza emerse nei primi tre round della stagione 2026, sempre tenendo in considerazione i punti di vista dei team.
Qualifica: spingere di più senza pensare all’energia
Uno dei primi punti affrontati ha riguardato la gestione dell’energia durante il giro secco, un aspetto che nelle prime gare ha costretto i piloti a tattiche poco naturali. Tombazis ha spiegato che l’intenzione della FIA era risolvere “un problema che riguardava la qualifica, dove vogliamo che i piloti riescano a spingere di più durante il giro e non debbano pensare continuamente all’energia”. Una situazione che aveva fatto storcere il naso a diversi protagonisti della F1, soprattutto chi ha nel giro secco un punto di forza come ad esempio Charles Leclerc.

FOTO da: @f1 – Instagram
In quest’ottica, l’intervento principale riguarda la riduzione del recupero massimo consentito da 8MJ a 7MJ. Questo intervento punta a restituire buona parte del fascino dell’attacco al tempo, eliminando quei paletti software che limitavano l’erogazione pura della potenza a favore della gestione dell’energia.
La gestione del delta di velocità
La FIA ha rivolto l’attenzione anche ai differenziali di velocità tra le vetture in pista (closing speed), un fattore critico evidenziato dall’incidente di Oliver Bearman in Giappone: “Il terzo punto riguarda proprio i delta di velocità fra due macchine che si seguono” ha spiegato Tombazis, sottolineando come la nuova gestione della potenza miri a ridurre questi gap improvvisi. Ciò dovrebbe azzerare o quasi quei sorpassi in punti insoliti visti nei primi tre gran premi e legati solo alla diversa gestione dell’energia “Andrà forse a cambiare un pochino la dinamica nelle zone più lente dei circuiti – ha sottolineato ancora il greco – ma non credo che sarà una cosa platealmente visibile a tutti“.

Un altro fronte aperto è quello delle prestazioni sul bagnato, una situazione non ancora affrontata nel 2026 ma che preoccupa i piloti. “Alcuni piloti hanno espresso in anticipo il timore che avere così tanta potenza disponibile sotto la pioggia potrebbe essere un po’ problematico” ha ammesso Tombazis. Per questo motivo, il pacchetto di Miami prevede una rimodulazione dell’erogazione per garantire il controllo della vettura anche in condizioni di scarsa aderenza.
Il responsabile FIA ha poi descritto il terzo “livello” di complessità rappresentato dai tecnici: “Gli ingegneri vogliono che la loro squadra vinca, ma entrano anche in una fase di interesse verso la propria professione, cercando di essere più stimolati nel loro lavoro. Questo rende molto difficile arrivare a una conclusione. Non rende la nostra vita facile, ma è importante riconoscere che le squadre stanno investendo miliardi; dire che non possono decidere su nulla sarebbe ingiusto”.
Cosa salvare: leggerezza e spettacolo
Nonostante la necessità di questi correttivi, la Federazione promuove la direzione tecnica intrapresa, sottolineando che il feedback dei piloti sulla nuova generazione di auto è positivo in termini di guidabilità. Tombazis ha infatti ricordato: “I piloti sono abbastanza contenti delle macchine più leggere rispetto a quelle dell’anno precedente”.
L’obiettivo è dunque correggere i difetti di gioventù senza alterare un equilibrio che sta garantendo gare movimentate, anche se una scuderia finora è emersa sulle altre. “Vogliamo mantenere le parti positive. Nonostante la Mercedes sia chiaramente davanti con la prestazione, abbiamo avuto gare interessanti con sorpassi e movimento: non vogliamo buttare via questo entusiasmo” ha concluso Tombazis.



