Il fine settimana di Monaco di George Russell è andato lentamente in deterioramento a partire dal sabato mattina; adesso il distacco dal compagno leader è di 68 punti e la rimonta sta diventando una vera e propria impresa. Dopo aver disputato una buona sessione il venerdì pomeriggio, nonostante la scelta sbagliata di Mercedes in termini di direzione dell’assetto, dalle FP3 non ha più tenuto il ritmo di Kimi. L’italiano ha demolito il compagno, infliggendo il distacco percentuale più grande della sua breve carriera grazie al suo giro fenomenale in qualifica. Lo zero di Montreal e gli effetti drastici della penalità per velocità troppo elevata in pit lane a Monaco hanno portato il distacco da 18 a 68 punti nelle ultime due domeniche: solo James Hunt é riuscito a recuperare un distacco più grande dal leader della classifica – 35 punti del tempo, che equivalgono a 98 adattando il sistema di punteggio – ma in larga parte a causa dell’incidente di Niki Lauda. Le difficoltà riscontrate a Montecarlo non sono una sorpresa dopo aver visto i problemi di Miami, circuito con curve lente e scarsa aderenza come quello del Principato.
Antonelli si consacra, Russell si sgretola: il Principato emette una sentenza importante su Kimi e il Mondiale
Delle cinque vittorie nell’attuale striscia di successi dell’italiano, Monaco scavalca Miami in qualità di successo più roboante: quattro decimi più veloce di Russell al sabato, un passo fuori categoria rispetto a tutti di domenica e, infine, il titolo di vincitore più giovane della storia tra le strade di Monaco. Nelle prime sei gare disputate, il vantaggio medio di Antonelli è di un decimo e mezzo in qualifica e più di due decimi in gara. Specialmente alla domenica, tra i due sembra esserci un divario che rimarca una lacuna costante nella carriera dell’inglese. Il confronto con Hamilton aveva messo in mostra che, nonostante il vantaggio stabile sul giro secco, Russell faticava ad essere costantemente veloce quanto il sette volte campione del mondo in condizioni di gara. Per Antonelli il rischio di un calo prestazionale simile a quello di Piastri non è da impossibile, ma le situazioni sono diverse: l’italiano ha dimostrato di avere un’arma molto forte nella velocità pura che può fare da cuscino negli alti e bassi della stagione, mentre il vantaggio dell’australiano era stato costruito principalmente con l’esecuzione e la costanza.

Le caratteristiche del circuito di Monaco implicavano un probabile vantaggio del pilota numero 12 nel confronto tra compagni alla vigilia: curve lente e asfalto poco aderente sono condizioni polarizzanti per la coppia Mercedes, dove Russell ha sofferto in Florida così come in Costa Azzurra, nonostante pressioni di partenza ben più basse delle altre gare questo weekend. “Su questi circuiti devi accontentarti di una macchina che scivola. Fa caldissimo, le pressioni sono alte, l’aderenza è bassa e non è una sensazione piacevole”, aveva detto il numero 63 durante il fine settimana di Miami. A Montecarlo lo spartito è cambiato: “C’è chiaramente qualcosa nel mio modo di guidare che non sta aiutando la macchina al momento”. Tra venerdì e sabato Antonelli ha fatto uno step a cui Russell (e le Ferrari) non si è mai avvicinato: in FP3 e qualifica, la differenza tra i due piloti di Brackley cresceva costantemente nel giro senza che George mostrasse un punto di forza.

Non c’è dubbio che una buona dose di sfortuna è coinvolta nell’attuale distacco di 68 punti: il problema in qualifica a Shanghai è costato una chance concreta di Pole e vittoria, la Safety Car di Suzuka ha tolto una fondamentale track position rispetto ad Antonelli, il ritiro a Montreal ha messo fine alla battaglia per la vittoria e il drive-through di Monaco, dopo la penalità non scontata, ha tolto un piazzamento a punti. Giocare con i ‘se’ è sempre un affare complicato in Formula 1, ma la stima dei punti persi si assesta in un intervallo dai 34 ai 57 punti – e l’oscillazione netta rispetto al compagno è ancora più grande. “Mi sento in uno stato mentale molto, molto strano. Ho avuto momenti molto bassi nella mia carriera, in cui ho avuto due o tre gare brutte, ma non mi era mai capitata una serie di sfortune di questo genere”, ha dichiarato dopo la gara. Il weekend di Barcellona può dare aria fresca all’inglese su un circuito molto diverso rispetto agli ultimi tre, ma la velocità di Antonelli non è strettamente legata a una specifica tipologia di tracciato.



