Messico amaro: Alonso pensa già a Newey, che sfortuna per Hulkenberg!

Ott 31, 2025

Luca Manacorda

Nella F1 moderna non capita spesso di registrare in una gara quattro ritiri, senza che questi siano stati causati da uno o più incidenti. Nel GP Messico quattro piloti non hanno concluso la gara, due per motivi strettamente tecnici e due per le conseguenze di un contatto al via. Analizziamone le cause, a partire da quello che ha fermato Fernando Alonso.

Alonso: altro ritiro in Messico e la consolazione dell’arrivo di Newey

Quello di domenica è stato il quinto ritiro stagionale per Alonso: a parte quello in Australia dovuto al suo incidente sotto la pioggia di Melbourne, gli altri quattro sono stati tutti per problemi meccanici. A tradire lo spagnolo questa volta sono stati i freni, come gli era già accaduto nel GP Cina.

Alonso ha spiegato che un possibile problema all’impianto frenante era stato messo in conto: “Avevamo gestito la temperatura per circa 15 giri, modificando la ripartizione dei freni. Ma c’era molto traffico, senza un raffreddamento adeguato. Era qualcosa che sapevamo già quando siamo arrivati, e stavamo consumando i freni“. Protagonista di un pit stop lento, durato oltre 7 secondi, lo spagnolo è poi rientrato definitivamente nel garage dopo 34 giri.

Alonso

Da quando è all’Aston Martin, stagione 2023, il due volte iridato non ha mai concluso una gara all’Hermanos Rodriguez. Alonso guarda però al futuro con fiducia, soprattutto per l’arrivo di Adrian Newey. Alla domanda se l’anno prossimo sarà finalmente in grado di terminare il GP Messico, magari con una vittoria, ha risposto: “Sì. Arriveremo con una vettura progettata da Adrian Newey; speriamo di non essere così lenti. Ho sempre ottenuto buoni risultati, almeno rispetto al mio compagno di squadra. Non sono preoccupato; quando la macchina funzionerà normalmente, sarò sicuramente veloce“.

Il sogno di poter finalmente guidare una monoposto disegnata dal geniale progettista britannico è un pensiero fisso per lo spagnolo che, dopo la deludente qualifica con le due AMR24 ferme al quattordicesimo e diciannovesimo tempo, aveva dichiarato: “Per quanto riguarda la comprensione generale, forse non siamo ancora del tutto a punto. Speriamo che Adrian capisca un po’ di più l’anno prossimo“.

Aston Martin

Una considerazione che non ha trovato d’accordo il team principal dell’Aston Martin, Mike Krack: “No, penso che capiamo bene in generale. Sappiamo, ad esempio, quali circuiti dovrebbero essere più adatti alla nostra vettura e quali no. Come potete vedere, alcune auto sono incredibilmente veloci su certi circuiti e non così tanto su altri e penso che questo sia dovuto alle caratteristiche sviluppate, alla piattaforma aerodinamica. Non dobbiamo dimenticare che quando diciamo ‘un po’ peggio’ o ‘un po’ meglio’, stiamo parlando di molte posizioni. Ed essere in mezzo, dietro o davanti, cambia completamente la tua gara. Credo che abbiamo un’idea abbastanza chiara di dove saremo migliori e dove non lo saremo così tanto, ma non la condividerò con voi“.

Gli altri ritiri: beffa Hulkenberg, per Sainz e Lawson contatto fatale

Oltre a generare diverse polemiche per i tanti tagli di pista non sanzionati dalla Direzione Gara, il caotico primo passaggio in curva 1 del GP Messico ha visto anche un contatto con conseguenze importanti tra la Racing Bulls di Liam Lawson e la Williams di Carlos Sainz.Il pilota neozelandese, rientrato ai box per un tentativo di riparazione e poi ritrovatosi con due commissari di pista che gli hanno tagliato la strada tra curva 1 e curva 2, ha spiegato così l’accaduto: “Molti piloti stavano slittando e io ho lasciato molto spazio accanto a Carlos, ma poi lui ha deciso di tagliare la chicane senza guardare a sinistra. Questo ha significato che mi ha colpito lateralmente e purtroppo ha distrutto il fianco della mia vettura, costringendoci al ritiro“.

Lawson

Prima del testacoda nei giri finali che ha chiuso la sua domenica, e causato il discusso regime di VSC che ha mozzato il duello tra Charles Leclerc e Max Verstappen, Sainz era incappato in ben due infrazioni del limite di velocità in corsia box. Su questi episodi, il team principal James Vowles ha spiegato: “La gara è finita dopo curva 1: il contatto ha causato un flat spot e danni ai sensori di velocità delle ruote, fondamentali per il limitatore di velocità ai box. Il risultato è che abbiamo dovuto rientrare prima perché le vibrazioni erano significative, costringendoci a due soste. Il danno ai sensori ci ha portato a superare di 0,2 chilometri orari il limite di velocità ai box e a ricevere la penalità di cinque secondi. Quando siamo rientrati per la seconda sosta, abbiamo provato a controllare manualmente la velocità a 70 km/h ma, in uscita, Carlos ha comunque superato di poco il limite di velocità ai box, ricevendo un drive through“.

Grande sfortuna invece per Nico Hulkenberg: il tedesco ha accusato nuovamente un problema nel giro di formazione, come gli era già accaduto a Monza quando non aveva neppure preso il via al GP Italia per un guasto al sistema idraulico. Questa volta il tedesco ha avvertito un problema al motore, ma ha provato comunque a disputare la gara. La Sauber ha poi deciso di richiamare al box il suo pilota dopo 25 giri: “La vettura di Hulkenberg  ha avuto un problema di potenza durante il giro di formazione – ha spiegato la scuderia svizzera in una nota stampa – Il team ha cercato di risolverlo, ma senza successo: Nico ha fatto un ottimo lavoro aggirando il problema, ma, con le prestazioni in pista compromesse e per evitare ulteriori problemi di affidabilità, abbiamo deciso di ritirare la vettura. Ora indagheremo sul problema per capire appieno cosa è successo e impedire che si ripeta“.

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