Max Verstappen e la sua Red Bull hanno accarezzato la possibilità di conquistare la pole position nelle qualifiche del Gran Premio del Messico, ma un ultimo tentativo condizionato dal traffico gli ha impedito di completare il giro come avrebbe voluto. L’olandese ha così chiuso con il quarto tempo, risultato che diventerà una quinta posizione in griglia per effetto della penalità di un posto ricevuta dopo il contatto con Liam Lawson nelle FP2.
Il rapporto tra Verstappen e la RB22 non era stato particolarmente semplice nel corso delle prove libere. La monoposto faticava a trovare il giusto bilanciamento, soprattutto nel tratto più guidato del circuito, all’interno dello stadio Foro Sol. In qualifica, tuttavia, la situazione è migliorata sensibilmente, permettendo al quattro volte campione del mondo di inserirsi con forza nella lotta per le prime posizioni. A rovinare i suoi piani è stato però il traffico incontrato nell’ultimo settore, proprio durante il tentativo decisivo.

“Sentivo che la macchina stava migliorando parecchio rispetto alle libere, dove il grip era davvero pessimo. In qualifica eravamo pienamente in lotta per la pole position. Il mio ultimo giro era assolutamente da prima fila, se non da pole, ma sfortunatamente non sono riuscito a completarlo come volevo“, ha spiegato Verstappen.
L’episodio decisivo si è verificato in prossimità di curva 12, quando l’olandese si è ritrovato una monoposto davanti, perdendo i riferimenti necessari per affrontare al meglio la sequenza successiva. La situazione ha compromesso anche la staccata seguente, con un bloccaggio che ha definitivamente rovinato il tentativo. “Sostanzialmente perdi tutti i tuoi riferimenti visivi, sei costretto a impostare una traiettoria diversa, l’angolo d’attacco della macchina cambia e in qualifica, quando sei al limite assoluto, questi dettagli fanno tutta la differenza”.
Nonostante l’amarezza per la pole sfumata, Verstappen non ha voluto alimentare polemiche sulla penalità ricevuta dopo il contatto con Lawson. “È la vita, succede. Puoi essere d’accordo o meno con una decisione, è come in molti altri sport. Ognuno ha la propria opinione personale, ma ormai quello che doveva essere detto è stato detto”.
Red Bull, il problema delle partenze preoccupa Verstappen e Hadjar

C’è però un’altra questione che continua a preoccupare il box Red Bull: le partenze. La scuderia di Milton Keynes ha sofferto al via delle corse per buona parte della stagione 2026 e il lungo rettilineo dell’Autódromo Hermanos Rodríguez rischia di amplificare ulteriormente le difficoltà. Laurent Mekies ha già spiegato che per risolvere definitivamente il problema saranno necessari alcuni interventi hardware, in particolare sulla frizione, che potranno essere introdotti soltanto nel 2027.
Interpellato sulla possibilità di aver acquisito maggiore fiducia dopo le ultime prove di partenza, Verstappen non ha nascosto il proprio pessimismo: “No, non proprio, a essere completamente sincero”. Il pilota olandese ha poi spiegato che gran parte delle difficoltà riguarda le procedure della squadra, più che qualcosa che possa correggere direttamente al volante.
Del resto, durante le prove libere aveva già ironizzato sulla situazione via radio, arrivando a suggerire una soluzione decisamente poco convenzionale: una partenza alla 24 Ore di Le Mans, correndo verso la monoposto per saltarci dentro e prendere il via. Quando gli è stata ricordata la battuta, Max ha rilanciato ridendo: “Forse dovremmo davvero farlo. Penso che sarebbe altrettanto veloce!”.
Anche l’altro pilota di casa Red Bull, Isack Hadjar spera in un miglioramento, pur senza avere certezze. Il francese ha spiegato che il programma del fine settimana non ha permesso di lavorare come previsto, soprattutto dopo i problemi tecnici che hanno limitato il suo lavoro nelle prime prove libere. “Spero che domani vada meglio, ma abbiamo lavorato duramente questo weekend. Purtroppo nelle FP1 non abbiamo girato molto e non abbiamo potuto effettuare prove di partenza. Questa mattina ne abbiamo fatte alcune abbastanza buone, con sensazioni discrete. Vedremo domani, ne avremo bisogno!”.



