Red Bull RB17: il regalo d’addio di Newey è più veloce di una F1

Mag 5, 2026

Luca Manacorda

Mentre i riflettori del mondiale di F1 si spostano verso la prossima tappa in Canada, a Milton Keynes ha preso vita la fase operativa di uno dei progetti più estremi mai concepiti nel mondo dell’automobilismo. Secondo quanto riportato in un’intervista esclusiva rilasciata ad Autocar, Red Bull Advanced Technologies ha dato ufficialmente il via all’assemblaggio finale della prima delle 50 RB17. Questa hypercar, dal valore di 5 milioni di sterline, rappresenta il testamento tecnologico di Adrian Newey prima del suo passaggio in Aston Martin.

Il progetto è entrato in una fase cruciale nel gigantesco magazzino del campus Red Bull, che ora ospita sia la linea di produzione dedicata alla RB17 sia la nuova galleria del vento del team di F1. La vettura non è solo una celebrazione ingegneristica, ma una sfida alle leggi della fisica: il debutto in pista per le prime sessioni di sviluppo è previsto entro poche settimane, segnando l’inizio di un percorso che porterà alle consegne ai clienti nei prossimi due anni.

Il cuore pulsante: un V10 da 1200 cv

La RB17 combina un propulsore V10 aspirato sviluppato da Cosworth con un sistema ibrido Xtrac, capace di sprigionare una potenza complessiva di 1200 cv. Di questi, 1000 cv derivano dall’unità termica, mentre i restanti 200 cv sono garantiti dal motore elettrico. Grazie a un peso piuma di soli 900 kg, il rapporto peso-potenza è tale da permettere prestazioni superiori a quelle di una moderna F1.

RB17

Il Direttore Tecnico del progetto, Rob Gray, ha illustrato la genesi quasi casuale del veicolo: “È qualcosa che Adrian ha disegnato un anno in cui si annoiava durante il periodo di Natale – ha rivelato il tecnico – “l’auto è ora una realtà tangibile e le simulazioni suggeriscono un tempo sul giro a Spa-Francorchamps di circa 1 minuto e 38 secondi, un secondo più veloce delle attuali monoposto.

L’ultimo regalo di Adrian Newey alla Red Bull

Nonostante l’addio di Newey, il suo contributo è stato fondamentale fino all’ultimo istante, introducendo modifiche aerodinamiche decisive poco prima del congelamento del design. Una delle soluzioni più innovative riguarda la gestione dei flussi d’aria nella zona posteriore: “L’aggiunta di una lunga spina sulla copertura del motore, da cui spunta lo scarico del V10 per soffiare sotto l’ala posteriore, è il regalo d’addio di Adrian Newey – ha sottolineato Gray“una soluzione che ha richiesto molto sviluppo per gestire le sfide termiche”.

MILTON KEYNES, ENGLAND – JUNE 28: Red Bull Racing Team Principal Christian Horner and Adrian Newey, the Chief Technical Officer of Red Bull Racing talk at the launch of the Red Bull Advanced Technologies RB17 at Red Bull Racing Factory on June 28, 2022 in Milton Keynes, England. (Photo by Alex Morton/Getty Images for Red Bull Racing) // Whisper Films / Red Bull Content Pool // SI202206280381 // Usage for editorial use only //

La RB17 è dotata di un sofisticato sistema di sospensioni attive che mantiene la piattaforma stabile, permettendo alla carrozzeria di generare fino a 1700 kg di downforce. Tuttavia, per proteggere gli pneumatici e ridurre il drag nei rettilinei, le superfici aerodinamiche attive intervengono oltre i 150 km/h per parzializzare il carico. Ogni elemento, dalle prese d’aria ai profili alari, è stato affinato tramite test aerodinamici rigorosi per massimizzare l’efficienza.

Filosofia analogica e futuro su strada

L’abitacolo della RB17 è stato progettato per offrire un’esperienza di guida pura e priva di distrazioni digitali, con una configurazione a due posti che ottimizza l’area frontale. Rob Gray ha descritto con precisione questa scelta filosofica: “La cabina è controllata da manopole e rotelle, non da schermi – ha spiegato il dirigente – “mentre le portiere incernierate frontalmente permettono agli occupanti di calarsi nell’abitacolo in modo più agevole rispetto alle classiche ali di gabbiano”.

Sebbene sia nata esclusivamente per l’uso nei track-day, esiste già la possibilità concreta di vedere questa hypercar sulle strade pubbliche. L’azienda Lanzante sta infatti studiando un kit di conversione per l’omologazione stradale: “Tutto quello che dobbiamo fare ora è consegnare l’auto che Adrian voleva – ha concluso Gray“Newey continua a seguire i progressi della vettura e un suo ritorno a Milton Keynes per vederla dal vivo è molto probabile”.

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