Le qualifiche di Austin hanno detto di una Red Bull dall’alto potenziale, vicinissima a strappare la pole position ad Antonelli. Max Verstappen scatterà così dalla seconda posizione, mentre Isack Hadjar ha conquistato un sorprendente terzo posto. Il miglior tempo è sfuggito per appena 41 millesimi di secondo nel confronto teorico tra i migliori settori dei tre protagonisti.
Un margine minimo, che racconta quanto sia stata serrata la battaglia per la prima posizione e quanto la Mercedes abbia saputo sfruttare i punti di forza della propria monoposto nel momento decisivo. Per la squadra di Milton Keynes resta, però, la consapevolezza di avere una vettura competitiva e due carte da giocare nella gara di domenica.
Verstappen: “Speravo di più, perso grip quando contava”

Il secondo posto di Max Verstappen lascia sensazioni contrastanti. L’olandese aveva affrontato Q1 e Q2 con grande fiducia, arrivando persino a realizzare il proprio miglior tempo nella seconda fase delle qualifiche con un set di gomme Soft usate. Un segnale incoraggiante, che faceva pensare a un possibile assalto alla pole con pneumatici nuovi nell’ultima parte della sessione.
Il Q3 ha invece restituito una Red Bull meno efficace, soprattutto nel terzo settore. «Nel Q1 e nel Q2 le sensazioni in macchina erano davvero ottime», ha spiegato Verstappen, prima di descrivere il cambio di passo negativo accusato nell’ultima fase: «Non ho trovato il grip di cui avevo bisogno. Non riuscivo ad usare con fiducia l’asse posteriore nell’ultimo settore e questo mi è costato parecchio tempo».
Il vento, aumentato nel corso della sessione, ha poi complicato il lavoro dei piloti, ma Verstappen non ha voluto utilizzarlo come giustificazione: «Il vento si è indubbiamente alzato, ma non può essere una giustificazione per come ho avvertito la macchina nel primo run del Q3. Nel secondo tentativo il vento ha inciso di più, ma la realtà è che le sensazioni non erano più quelle di prima».
La seconda posizione resta comunque un risultato prezioso, soprattutto in ottica gara. «La P2 resta un buon risultato da cui partire, ma speravo in qualcosa di più. Quando la vettura non ti trasmette le giuste sensazioni in qualifica ma ti porti comunque a casa la prima fila va bene, me la tengo stretta, ma di certo non c’è motivo per mettersi a sorridere ed essere felicissimi».
Il settore finale premia Antonelli
E l’analisi dei tempi spiega perché Verstappen non sia riuscito a trasformare il potenziale della Red Bull nella pole position. La Mercedes di Antonelli ha costruito il proprio vantaggio soprattutto attraverso una gestione più efficace nello “snake”, la rapida sequenza di curve del primo settore e, soprattutto, nel tratto conclusivo del circuito.
Nella parte centrale delle curve veloci, il bolognese ha mostrato una particolare sicurezza, riuscendo a mantenere più a lungo il piede sull’acceleratore tra curva 7, curva 8 e curva 9. In questa sequenza ha guadagnato quasi due decimi nei confronti di Verstappen, sfruttando un equilibrio particolarmente efficace della W17 nei cambi di direzione.
La Red Bull ha però conservato alcuni punti di forza. Nel primo settore, il miglior riferimento della squadra è stato proprio quello di Verstappen, sebbene il suo tempo sia stato successivamente cancellato. Nel secondo, invece, Hadjar ha fatto registrare un riferimento migliore rispetto al compagno, dimostrando di poter competere sul piano della velocità anche con una monoposto che fino a quel momento gli aveva dato parecchi grattacapi.
La differenza decisiva è arrivata nel terzo settore. Qui Antonelli è riuscito a gestire meglio le gomme e a trovare trazione in uscita dalle lente curve 13 e 15, guadagnando terreno sulle due Red Bull. Un risultato significativo, considerando che proprio questa sezione aveva rappresentato una delle principali debolezze della Mercedes durante le prove libere.
Hadjar sfiora il colpo grosso: “Red Bull si è accesa in qualifica”

Se Verstappen ha dovuto fare i conti con un Q3 complicato, Isack Hadjar è stato una delle sorprese più interessanti della sessione. Il francese ha conquistato il terzo posto dopo un fine settimana che, fino alle qualifiche, aveva definito «disastroso». Tra tempi cancellati per track limits e difficoltà nel completare giri puliti con le gomme Soft, il suo percorso verso il Q3 era stato tutt’altro che lineare.
Il lavoro svolto nel garage Red Bull ha però permesso di trovare una configurazione più efficace proprio nel momento decisivo. «In qualifica la vettura si è finalmente accesa. Abbiamo scavato a fondo sul set-up, provando tantissime soluzioni nel corso del fine settimana, e alla fine il lavoro ha pagato», ha raccontato Hadjar.
Il terzo posto avrebbe potuto trasformarsi persino in una seconda posizione. Il francese è stato infatti più veloce di Verstappen nel secondo settore e, combinando i suoi migliori parziali con quelli del compagno, avrebbe ottenuto un giro ideale sufficiente a mettere in discussione il risultato dell’olandese.
Il confronto teorico tra i migliori settori dei due piloti Red Bull e quelli di Antonelli restituisce poi un dato eloquente: un giro composto dai migliori riferimenti di Verstappen e Hadjar sarebbe stato appena 41 millesimi più lento della pole position. Un margine che conferma quanto la sfida sia stata equilibrata.
Red Bull punta sulla gara: Verstappen e Hadjar possono attaccare

La pole position è sfuggita, ma la Red Bull ha dimostrato di avere il passo necessario per giocarsela con Mercedes. Il risultato delle qualifiche lascia aperta una prospettiva interessante per domenica, soprattutto considerando le indicazioni emerse dalle simulazioni sul ritmo gara.
Verstappen si è detto fiducioso sulla possibilità di ritrovare un comportamento più convincente della monoposto sulla lunga distanza: «Ultimamente ci stiamo trovando meglio sui long run, e l’auspicio è di ritrovare lo stesso passo anche in gara». Una considerazione che assume particolare importanza dopo le difficoltà incontrate nel Q3 con le gomme nuove.
La presenza di Hadjar al suo fianco rappresenta inoltre un’opportunità strategica. Con due vetture nelle prime tre posizioni, la Red Bull potrà provare a mettere pressione ad Antonelli fin dalle prime fasi, sfruttando anche la possibilità di differenziare le strategie e costringere la Mercedes a reagire.
Il francese non ha dunque nascosto le proprie ambizioni: «Se possiamo lottare per la vittoria? Assolutamente sì. Saremo in due lì davanti a giocarcela e questo ci garantisce un bel vantaggio tattico: cercheremo di sfruttarlo al massimo».



