Si è tenuto nella notte italiana l’evento di presentazione delle livree 2026 di Red Bull e Racing Bulls. In onore del nuovo partner Ford, il lancio della nuova stagione si è tenuto nella città di Detroit: è stato così omaggiata la nascita di Red Bull Ford Powertrains, progetto che vedrà il team costruire per la prima volta internamente sia il telaio sia la power unit. Questo non è stato l’unico elemento di rottura con il recente passato, con le monoposto che hanno mostrato delle livree molto rinnovate rispetto all’ultimo mondiale di F1. Si è trattata anche della prima occasione di vedere l’aspetto delle vetture rivoluzionate dai regolamenti tecnici 2026, anche se ovviamente – e mai come quest’anno – ciò che abbiamo visto e che vedremo in questo genere di eventi invernali sarà molto diverso da ciò che poi scenderà in pista a Melbourne per il primo Gran Premio dell’anno, in programma all’inizio di marzo. Anche se con un occhio attento qualche dettaglio si è potuto cogliere…
Livrea Red Bull 2026: l’inizio della nuova era e l’omaggio a Mateschitz
La livrea 2026 evidenzia questo passaggio storico affrontato dalla scuderia, combinando elementi grafici legati alla tradizione del team con un’impostazione pensata per accompagnare l’inizio del ciclo tecnico Ford.

Laurent Mekies, Team Principal di Oracle Red Bull Racing, ha spiegato il concetto alla base della scelta stilistica: “Il 2026 segna l’inizio di una nuova e importante era per la Formula 1 e per Red Bull. Volevamo che la livrea lo riflettesse, rendendo allo stesso tempo omaggio alle origini di Red Bull Racing. Siamo in Formula 1 grazie al sogno di una sola persona, Dietrich Mateschitz, e alcuni anni dopo ha avuto un altro sogno: creare un motore. Questa livrea è pensata per celebrare lo spirito con cui siamo entrati nello sport. Nell’anno in cui una vettura Oracle Red Bull Racing monta per la prima volta una power unit Red Bull Ford Powertrains, ci è sembrato giusto richiamare parte della nostra storia“.
L’omaggio al fondatore Mateschitz, scomparso nel 2022, non si è limitato alla citazione di Mekies: i motori costruiti in proprio dalla Red Bull avranno infatti come sigla DM, ossia le sue iniziali. Dal punto di vista tecnico, Red Bull Powertrains rappresenta uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni. Ben Hodgkinson, Technical Director di Red Bull Powertrains, ha evidenziato la filosofia alla base dello sviluppo: “È un progetto audace e ambizioso. Si tratta di essere padroni del nostro destino. Fin dall’inizio volevamo che fosse un telaio Red Bull e una power unit Red Bull, sviluppati insieme in modo armonico“.
Le differenze tra la vettura vista a Detroit e le immagini in studio
La monoposto presente allo show di Detroit era, come prevedibile, una show car basata sull’interpretazione delle regole F1 2026, da cui quindi è preferibile non trarre spunti in vista di quella che sarà la vera RB22. Non a caso, la vettura non è mai stata chiamata con questo nome né durante l’evento né nei comunicati ufficiali.

Più interessanti da questo punto di vista sono le immagini in studio pubblicate da Red Bull: i dettagli diversi possono svelare alcuni indizi sulla vera RB22 o quantomeno su come il team austriaco ha interpretato le nuove regole. Ad esempio l’abitacolo è più arretrato rispetto alla show car, un dettaglio pensato per ottimizzare la fisica della vettura, e le sospensioni anteriori sono pushrod anziché pullrod, il che andrebbe a confermare quanto vi avevamo anticipato. Si nota poi un posteriore molto stretto.

Verstappen: “È ancora tutto un po’ incerto”
All’evento erano presenti ovviamente anche i piloti Max Verstappen e Isack Hadjar, vestiti con le nuove divise del team che a loro volta sottolineano cromaticamente lo stacco dal recente passato.
Verstappen ha sottolineato come l’approccio al 2026 rappresenti un salto verso l’ignoto: “È ancora tutto un po’ incerto – ha detto il quattro volte campione del mondo – Si tratta di un cambiamento molto importante per il motore e per la vettura: come potete vedere, le dimensioni della vettura sono leggermente cambiate. Per noi piloti, inizialmente ci vorrà un po’ di tempo per adattarci, ed è per questo che è molto importante durante i test completare i nostri giri e ottimizzare tutto al meglio“.
You thought it was gonna be the same livery, didn’t you? 😜
🎨 @simonrdesigns#F1 || #RedBullRacing pic.twitter.com/K0prVkTrWV
— Oracle Red Bull Racing (@redbullracing) January 16, 2026
Parlando della livrea, l’olandese ha sottolineato: “I colori sono cambiati un po’: è molto meglio. Mi piace la lucentezza, il blu è il mio colore preferito. Mi piacciono i contorni del logo Red Bull, è tornato ed è molto più fresco“.
Hadjar: “Una vittoria sarebbe una bella cosa”
Dopo una positiva stagione d’esordio con Racing Bulls, Hadjar si trova ad affrontare una doppia sfida: adattarsi ai nuovi regolamenti e vestire gli scomodi panni di compagno di squadra di Verstappen, un ruolo che negli anni ha visto in difficoltà praticamente tutti i suoi predecessori.

Il francese ha sottolineato il peso della novità, non nascondendo un obiettivo stagionale ambizioso: “Per me è un po’ irreale. Ho sempre sognato di guidare per questo team. Da bambino, guardando la TV, vedevo Vettel vincere tutti quei titoli. Ora sono finalmente nel team principale. È un vero privilegio far parte di Oracle Red Bull Racing ed essere al fianco di Max. Amo l’ala anteriore e la finitura lucida, perché nelle gare notturne risalterà molto. Mi sento completamente adattato e nel ritmo. Una prima vittoria sarebbe una bella cosa“.
Mekies: “Sappiamo che ci saranno parecchie difficoltà”
Il team principal della Red Bull è stato molto cauto nelle dichiarazioni, sottolineando come il 2026 rappresenti un’autentica sfida per la sua squadra: “Stiamo entrando in un momento cruciale per la F1. Sarà il più grande cambiamento di regolamento nella sua storia. Ma ciò non è bastato: è anche il momento in cui abbiamo deciso di realizzare la nostra power unit, con l’incredibile supporto del nostro partner strategico Ford, che ci ha accompagnato fin dall’inizio. È una sfida folle, forse una sfida che solo Red Bull e Ford possono decidere di affrontare, ma è per questo che siamo qui. Sarà un anno pieno di sfide, ma è fondamentalmente ciò che ci unisce“.
Il francese ha poi spiegato di aspettarsi un inizio di anno nei panni dell’inseguitore: “Dopo tutto quello che abbiamo detto sulla portata della sfida, sul partire da zero e costruire tutto da zero, penso che affrontare il primo anno, andare alla prima gara e pensare di essere subito al livello della concorrenza – che lo fa da anni – sarebbe ingenuo. Non siamo ingenui. Sappiamo che ci saranno parecchie difficoltà, parecchi mal di testa e notti insonni, ma è esattamente per questo che siamo qui. Abbiamo la fiducia di aver messo insieme un gruppo di persone straordinario, un gruppo di partner straordinario, e supereremo le difficoltà. Alla fine ne usciremo vincitori. Abbiate pazienza nei primi mesi, e penso che queste difficoltà iniziali saranno un buon promemoria di quanto abbiamo dovuto superare per arrivare alla vetta“.
Oliver Mintzlaff, CEO Corporate Projects di Red Bull GmbH, ha espresso concetti simili: “Questo è un nuovo capitolo per noi. Costruire il nostro motore e portarlo in pista è un passo straordinario per il nostro brand. Siamo ottimisti e davvero entusiasti di debuttare con la nostra vettura e la nostra power unit. Nel 2026 ci saranno cambiamenti regolamentari significativi: la power unit è una parte fondamentale, ma ci sono molti altri elementi. Abbiamo corso un rischio simile quando siamo entrati in F1 nel 2005, e quella mentalità non è cambiata“.
Decisamente più ottimista Bill Ford, chairman e nipote del fondatore Henry, che ha commentato con grande sicurezza: “Insieme, saremo infermabili“. Alla pista il compito di dare la risposta sulla sfida che la nuova Red Bull ha accettato di affrontare.






